LIBRO ViNTESIMOPRIMO. 487 mille fanti nella Romagna; Periùaiè i Fiorentini ad elpedirne altre-tanti; Sigifmondo Malatefta, Signor di Rimini, che fu Capitano del Etèfollcua militar’apparato, conferuò illeib il Paefè, el Papa fé ad inilanza di que- 1 ili offìcij poner prigione il Vitelli, tant’era lontano col genio da quei mouimend. Tra quelli primi palli della non ella Ragione parue à Stefano Contarini, Capitano dell’Armata nel Lago, che l’andata del Piccinino oltre il Pò col groffo delFarmi lo inuitaffe à qualche attentato ioura la nemica pur là nel Lago eiìilente. Haueua egli ti rata già innati ti la fabrica di altre ièi Galee, e di due Fuile col legname iòprauan-zato dalle opere prime. Ne follecitògrandementei Jauoricon altri operarij richieili, ed efpeditigli da Venetia, e in pochi giorni riduffe li corpi predetti à conditione perfetta. Cosi rinforzato^ difpoilo à intra-prendere, mandò per iipiar de’ nemici con vna Galea Bertucci Ciura- ^nopir/ò no ,jche troppo arditamente inoltratoli, fu da più Vaiselli aflalito, c. co vmea-prelo .Volle il Contarini in qualche modo riiàrcirfene,e hauuta notitia ^cda nc~ di alcuni burchi, carichi di vettouaglie, mandati dal Marcheièà Mi-lanefi in ioccorfó, gli fi auentò con cinque Galee; Biagio Affaretto Genoueiè fù preilo con molti Nauilij à correre in aiuto de’ iùoi ; e il Contarini, ciò non ottante, fattoli innanti, attaccò la battaglia, che "Poca batta• in il/'* • ' /** * ^ r* * * vLiuttCl La- duro qualche Ipatio, e termino lenza vantaggio, o luantaggio. Lgli ¿0 s^a và-però rifoluto à vn generale conflitto> ii ridulfe nel Porto Brandolino ; tazzio dial-pole quiui tutti inifieme i fuoi legni, e inuigorito da Pietro Brunoro io.cmo ' praggiuntogli con molti fanti agguerriti, lì tralTe fuori, & andò à tro-uar',ed inueilirl’Armata nemica tràla Ripadi Trento, e la foccdel fiume Ponile. Trouauafiallhora rinforzata pur ella e diVaicelIi, e di gente, e poco dianzi v’era montato Vitalian di Friuli con molte mili- ^¡tra^e”e-eie; onde con pareggiata forza, eriiòlutione affrontandoli, figurili IL delP-alleorecchie, e all’occhio lo ilrepito de cannoni, il titillamento de>* Armate. colpi, il rimbombode’monti vicini, le morti, le ilragi, il lingue per ogni parte grondante. Declinòilnemicoal lungo combattere. Fu^ ronoi primi l5 Affaretto, e IForlano, vedendo principiata la piega de’ fuoi, più toiloà eleggere con anticipata fuga la loro faluezza, che , ritardandola, eiporli. Ambi iòura vna picciola barca lanciati, inuola-roniì ; Fuggiti i Capi, fini di icomporfi il reftante,nè più rimailo dub- Gr™Y/ye\ bio della nollra vittoria, tutta YArmata nemica parte fù prelà, parte di- mi. ilrutta, due fòli legni fuggirono à Ripa, la Galea Ciurana, che prima fù perduta, iè le ritolie, gran morti, gran prigioni vioccorfèro ; e 1 Contarini iegnalatofi di così bella Impreià, fe ne andò à Torbole con lefpoglie, congliapplauiì, e con la gloria. Rimeffa, ch’egli hebbo 1 Annata dal tormento di trauaglioia battaglia, deliberò, che la felice pelea, trouata nell’acqua, gli folle fruttifera in terra eziandio. Si vnì di buon concerto, e di fòrze infieme con Gherardo Dandolo, Prouedi-tore delle militienelTerritorioBrefciano, e inièguito, ed attaccato iìn’en-