32Ó DE’ FATTI VENETI. fiìPTrcid to negotì° » non più laiciò correre il tempo 5 Sfoderò Tarmi, e con ìcmgl molti replicati affalti, tentò efpugnar gagliardamente Treuigi. _ Potè-ua molto la forza auuerfaria : nondimeno i difeniori collanti, animoiì, c indefefli, bravamente, ripulfaronla in ogni attentato. A quei gran, contraili più s'inferì Lodouico, e confumò in altri eiperimenti gran. Tanedifpe gente. Oiferuata finalmente molt’ardua Tlmprefa,- fianco,impatiente,- Tato dell' \ • • • r N ì r r \ r 1 ^ ’ impre/a. parti vn giorno improuiiò,e ritorno con la ina loia periona oltre 1 monti . Dopo partito, le militie reilateui non fapendo, che far di vantag-refercito gi° fotto Treuigi pur per ioperar qualche cofa, contro fi riuolfero alla,. fuo fotta Terra di Meilre. Ella in ogni modo, benche più debole, non fri meno imitato”' intrepida. Virilmente fi iòilenne; riipinfe gli aiTalti 3 e tanto preualfe in difeia, che auuilitifi coloro, poco tardonne vna parte à teguitar il già e fi sbanda partjto Padrone, àsbandarfi vn’altra, e fuanì alTvltimo tutto Tetercito da5 Treuigiani contorni. Non fi gonfia mai la prudenza di fouerchia, alterezza per auuenimenti felici ;e men gonfiom ilGouerno, benche difcioltofi dagli V ngheri trauagli. Se à quella parte gli sera per allhora faldata la piaga, maggiormente dall*altra di Chioggia,più che mai aperta, grondauane il fangue. Adattarono i Senatori alla ragione il loro ben’ kmm