344 FATTI VENETI. forfè ad ogni modo vna nube, benche in diflanza, che in qualche parte adombro. Per proueder di grani V enetia, PArmata, e l’efercito, al-Taddeo gìu cune Naui mandaronfi in Puglia, e fi diè loro per ifcorta con fquadra, Tt^UapTr di dodici Galee Taddeo Giuiliniano. Egli falpato da’ lidi, ricuperò grani, immediate la Terra di Grado 3 profeguì felicemente il viaggio, e arriua-to in Manfredonia, quiui, e in altri luoghi, caricò di fermenti i Vafcel- li i Ma appunto allhora, che fi credè affittito dalla fortuna, gli fi riuolfe. Poflofi al Mar di ritorno, capitogli, viaggiando, lingua, che Maruffo Doria, partito da Genoua con quattordici Galee, già folle incaminato per entrar’in Golfo. Troppo, à tale auuifo, premutogli di azzardar’, e fe fteiTo, e il Conuoglio feco , riputò buon configlio di ritornar Uflkiitoda nel Porto di Manfredonia ,• ma girate appena le prore, venno ?canJ°rT ^lit° daprocelloià borafca, chefconcertollo in gran parte, prima, ritorno. d approdami. Subito entratoui,comparueroiGenoueiì alla bocca, e volédo egli in ogni modo difenderii ,• e premendogli il carico,sbarcollo in terra, c sbarcato, che l’hebbe, non curando le lue Galee lacerate da’ nembi, moilrò la fronte contra il nemico, che già tentaua introdurli. Riferifcono i Scrittori, ch’ei fprezzaffe in quel punto i raccordi,e le preghiere di Guido Ferranenfè, Rettore di quella Città, perche,indebolito dalla patita borafca, fmontaife anch’egli, con tutti gli appreflamenti, le prouigioni, e la gente, ma che non poteife l’animo ìlio acconfèntire di perdere di volontà quegli Ariili. Arriichiando dLinque più tofloil Con/batti- flltto attaccò la zuffa loura fin greifo fieli o del Porto, e combattè, fin tnetodalia , r . . o , i -i • »•» attaccatoci che può te, lenza diuario da petto a petto, ancorché il nemico, e di le-rcucfies?i Sn? »e d’huomini affai l’eccedeife. V ilio finalmente il Doria, in quella Tom di guiià non così facile il vincere,rifòlfè di prender’altro ripiego. Fè fmon-wanfrcdo- tar*jn vn terreno, fòuraflan te al luogo della battaglia, buon numero di foldatefca, e fi pofè à berfàgliar’i Veneti per mar’, e per terra in vn ftprnotic teillP° • allhora di forza il cedere . Quafi tutti i noilri rimafèro vcci- > igionc. ^ prjajone il Giufliniano con altri cento 5 e tutte le dodici Ga- lee^glialtrilegnicaderono in mano a’nemici. Hauea già dubitato dette\diquell’auuenimentoilGouernoadvriauuifo,chegliprecorfè, d’vna nuoua Genouefè Armata entrata nel Golfo, & hauea con tal timore lèi Galee fpiccate daChioggia per cercar le dodici,e perche in vn corpo fof fero fiate {ufficienti à refiilerui contro. Ma poco quefleingolfa-ronfi, che capitatale voce dell’occorio infortunio, iène ritornarono addietro, timide anch’elle di alcun dififlro. SuCceffe ancora fòttoà Chioggia vn’altro non poco difconcio. Fù rifòlto di tentar l’intero dif ^cte taglia- fipamento de'già detti Molini,che feruiuano all’aifediata Città per trita-tefottoi m mento de’ grani,& andataui vna portione di braua militia, venne fòpra-imdichiog fatta da gran numero nemico,- rifpinta con molta flrage, e con la-perdita di vn Gentilhuomo VTeneto Loredano. A quelli due cafi, mille attenuti per noi, due ne feguirono iui àpoco incompenfo, affai