4?4 DE’ FATTI VENETI. lofio di troppo grauolb indecoro ; onde rifòliè muouerfi con Tarmi fole di quella Republica, e commife al Melata, che fi poneffe in camino. Eièquì fubito Tordine il Capitano 5 Auanzoflì di notte tempo fino allo ripe dell’Adda,per pattami prima, che il giorno vicino fpuntaife 5 e git-tatoui vn Ponte, e finitolo, fi traiportò egli primo di là, e qualche por-ScTuu°nei t^one con e^° • Vi montauan’anco feguitandolo le rimanenti militie, MfatM quando d’improuifo, per cagione di gran pioggia diluuiata, gonfiate-da- fi laeque, e rapidamente infranto il Ponte fteflo, tuttalagente, cho vi era ibpra, vi fi aiiògò 5 il numero rimafto addie tro fù sforzato à far’ alto, e à rattenerfi di quà, e fi trouò il Melata, e la militia Teoria con lui di là dal fiume,raminga,diiperià, e derelitta di configlio, e di aiuto nell’ inftantaneo pericolo. Scoprì! giorno ne'primi albori il paiTaggio de' noftri a’ nemici, e quelli ancor ignari dell'occorià diigratia, iupponen-do tragittato, non parte : ma tutto Tefèrcito, cominciarono à temerne affai 5 Ma poi auuedutifi dell’accidente, e de’ pochi foldati traicorfi, ne prefe Lodouico Sanlèuerino, che nera il Comandante, altretanto coraggio^ arditamente ad attaccargli fi fpiniè. Superò il Melata Timpo£ Tagiiatas fibiltà di oliar’, e difenderli tra cotante anguftie. Fece ogn’vno de’ dc n0^n' fuoi pruoue mirabili per gran tempo 5 finalmente, chi feriti, chi morti , pochiiàluaronfi, e tutti malamente vi andarono. Il brauo Capitano, rimafto, poteadirfi, iolo, e non più iniftato, combattendo, che di morire > diciU à cercar la vita tra’l pericolo delTacque, già die la vide> il muta.j horamai perduta tra quello dell’armi. Spronò il Cauallo $ entrò à nuo-rjpajfa /ai- ncj fjLlme ? e npattòllo Ìàluo, & illeiò di qua. Or vedendo il Gonzaga mal lòrtita la prima in tendone di trauagliar’oltre all’Adda i nemici, determinò di farlo di qua, editentarl’efpugnatione de’luoghi all’intorno. Non confiftea di poco numero la gente ièco, e i Capitani fub-ordinati à lui fioriuano di vn’alta ftima 5 effendoui, oltre al Melata,, capiteli e. Tiberto Brandolino, Pietro Nauarino, Guid’Antonio, & Aftore da. fenito ve- Faenza,SigifmondoMalatefta,BartolomeoColeone, Guido Rango-ne,GuerrieroMartiano, emolt’altri. Moffofi per tanto il Gonzaga, con quelli Capi, e con quelle forze, s’impoffefsò quafi fubito della, TrendeLu- ^erra diLugnano, & anco voleua inoltrar’il piede à più importanti gnano. conquifte, iènoniniòrgeuagli à ratenerlo vn’importante raguaglio . Colie voce, che foffe il Piccinino per entrar dal Genoueiàto nel Mila-neiè con formidabil eièrcito, ed incerto del numero, ed incartiflimo del nemico penfiero,apprendendone molto, trouò, dopo à qualche, agitato rifletto, miglior configlio di non eiporfi ad attenderlo 5 ritirarli in pollo ficuro, e meglio poicia informato più fondatamente rifolue-re. Poièlo ancor’ad effetto } s incarnino frettoloiò al luogo deliberato 5 sbattuto alnon P0t^ ogni modo farlo sì preflo, che ioprarriuato dal Piccinino u coda dal alla coda, non ne riièntiffe alcun danno. Parendo dunque, che peg-Ticcmtio. gioraffer0più toftolePubliche emergenze, rinuouaronfi leinftanzo allo