7¿4 DE’ FATTI VENETI. Religioso Turco, fingendo/] pouero , edicercar’efemofina , glifi r-col acco^ò , e sfoderata d’improuifo gran fcimitara menogli fieriííimo áeu¿r‘fü<¿ colpo. Fè, per preferuarlo, gran sforzo anco in ciò la fortuna. Fe, che • il Tuo Cauallo fi abbagliale allo fplendore del ferro fnudato , e che lo ifcanfafTed’vniàlto,nonperòefimendolo da graue ferita , nè (alitandolo da vn altro colpo, che gli replicò animoio colui, fe vn Turco vicino non vi accorreua ben predo. Calò quelli foura la tefta deli' of-fenfore gran mazza ferrata, che gli fè balzar le ceruella, togliendogli la vita , e redimendola à Baiazet, per lo cui memorabile accidente nonfiadifcaroàiàperfi , che à fiia cagione fu allhora infticuito Tvfo ancor continuo di prenderli da’ Capigì ne’lati gl’Ambafciatori, & altri eflranei» quando vanno à prefentarfi al Gran Signore in vdienza. Ma come par che la forte, preièruado alcuno da gran periglioso ferbi d'ordinario à gran cofè $ così occorfè poileriormente di Baiazet. Rifina-to dalla ferita, & andato in Andrinopoli, fè penetrar nell* Vngheria ìAMik e/cjv Iacup Gouernator della Boifina con portentofo numero di Caualieri. Cyn \ cria' ^ s*°PP°fèro Bernardo Frangipane,e il Generale Dranzillo principali ng ua‘ Signori trà gli Vngher, alla tefta di quaranta mila foldati 5 II Turco in ogni modo,fe ben fuperiore di numero3bramò vincere lènza il proprio riichip- Finiè vnaritirataquafifugace, s’imbofcò d’intornoàgrandi e vi fiìgvi Montagne, & iui tirati gli Vngheri baldanzosi, e aííalitigli, ne fè, può firaSSP»- dirfi , di tutti vn’horrendo macello 5 fileno parimente i foprauiifuti prigioni, tra’qualiannouerouuifiDranzillo , beando trionfante Iacup ad inchinarli al fuo Signore con quaranta mila Chriiliani in catene . In que ito colmo appunto di eilrema felicità veniua Baiazet ituzzi-dTTodaui cato Lodouico Sforza di romper la pace à quella República. Se ne co Sformiti dubitò dagli armamenti feritici già 5 dalle forme, con cui nell’idioma ‘muiiUcV latino hauea ratificati proditoriamente i Capitoli di pace, e dagli ‘ auuifìpefsimi, che Andrea Gritti, pur’ancora in Coflantinopoli dimorante, porgea di tempo in tempo al Senato. Seguiti finalmente^ gli accidenti efpreisi di Lombardia, ecco à comparire à Venetia la certezza delle apprefe hoftilità * Si vdì queU’Armata, comporta di gram vele, in procinto d’vfcire, e non più contro à Rhodi, come per inganno maggiore fe n’era diuulgata fintamente la voce j ma quella na-je j»pr»ein uale, & vn’altra terreilre ancora formidabile, contragli flati ai quefla ^tria. Non mai mancando pretefti a’ Turchi per violar la pace, eia Amate.», fede y due neinuentarono. L’vno , che quando andò già l’Agliata-uneflrè. ' Ottomana persuader1 il Soldan dell’ Egitto , glifinegafseinCipro vretefli in. \\Porto i l’altro, che nell’vltima guerra dell'Albania , ìiaueffe la Re-Sire?^ publica fouuenuto Gioanni Caflriotto 5 ma il vero fù, che ardeua im Baiazet vn’auidifsimo defiderio di eftender’ il fùo Impero co' confini del Mondo. Trouatafi coilrettala Patria di penfar' à ripararli dall' impeto