LIBRO DECIMOOTTAVO. 4M fìto con la foltezza del petto, e del luogo. La perdita di Città cotanto {limata aggrauò di vn’eftremo dolore Filippo5 peròfentendonepre-icruato, e ben munito il Cartello, mitigollo ini gran parte 5 lo fperò bartante à difenderli, e confidò nelleièrcito potente, eli era ben prefto per comparimi dalla Romagna, e dagli altri contorni coni meiTì. Alcun trauaglio riceuutofi dallo fteifo Caftello, ed alcuna occoria leggiera foaramucciad'intorno alle mura, andò colà ocioiamente trattenendo alcun fpatio di tempo* Ma non fu altroue così. Al concetto temuto dellarmi Venete, e per naturai diuota diipofitione, fi diè la Terra di Salò alla Republica» e parimenti con eifa tutti i luoghi* edelitie Sulò,&al- allaRiuiera, & al Lago ad Lice n ti. Cadde pófcia il Carmignola indi-iporto di alcuni dolori,, che sforzaronlo con Publica licenza di pallar I\epitùlica. ne’bagni d’Abanosul Padouanoà curarli, e trà quel mezzo, non, però, che di corte giornate, vi reftò in vece Comandante Giouan Fran-cefco Gonzaga. Francefoo Sforza in tanto, guerriero di alta portata,, Franccfco e che fèppe con eifa dapriuata qualità fucceder pofeia Duca di Milano ^ allo fteifo Filippo,. dirigeua in quel tempo, Capitanò in Lombardia,, Lombardia le Milane!! Militie 5 Scorreua Brefcia continuamente al di fuori 5 Ani-maua di dentro il Cailello coftante à difenderfi 5 Teneua ièmpre in moto, e in apprenfione le noftre militie, per diuertirledal batterlo : e così andaua diportandoli, e differendo fino all’arriuo déll’attefo eièrcito, per intraprender meglio allhora con la virtù,e col potere. Or nel mentre , che di tal modo efitauano Tarmi, qui gli animi de’ Senatori non. meno agitauano maturamente trà graui rifleifi. Fonderauano gli alti pericoli foprauuenienti fèmpre, che le militie dalla Romagna ,.Toica-na, &: altri luoghi fofTero andate placidamente à congiungerfi con Tal-tic in Lombardia* quanto duro il combattere contra tant'armi*e quanto farebbe diuenuta più difficile Tefpugnation del Cailello, e la conièr-nationedellafteifadi già acquirtata Città. Dopo lungamente dibattuto il Confuko capitarono à decreto di far’intender’à Nicolò d’Efle, Marchefè di Ferrara, e General delle militie Fiorentine y e delle proprie di. lui, che fi doueffe auanzar con effe immediate à qualche angu-flo pafTo,per doue haueflèro à tranfitar le truppe nemiche * Pariméti ordinarono àVittorBarbaroyNobile Veneto,e mol to ardito,di giuntarfe-M.tò.pw5 gli con fèi mila foldati, parte à piedi, e parte à Cauallo,e comifèro à tut- dite apajji ti di combatter’, ed’impedir’a’nemiciTinoltrarfi di più. Tolfèro tut-ti in obbedienzala marcia* Furono prettamente nel Bolognefè*. e, faggio del. diftefifi nel luogo della Vignola,trà TApennino, e le iponde del Pò,qui-uiattefero Tarriuo di quelle truppe, per oftargliene in ogni modo dia. 1 accerto. Non molto tardarono à comparire,quand’Angelo dalla Per- J gola, tamoio guerriero, che conduceale, vedutoli sforzato, iè proiè- Boiogncfe. guia nel camino,à douer combattere, prefè configlió di far’alto ? e non auuenturarfi al cimento, troppo riputatolo di conièguenza alle contili-