LIBRO DECIMOSESTO. 3T9 fcelte quelle, che con più larghi tributi di fòflanze, di fàngue, e di vita, hauean meritato ancor più largo il fauore de5 voti * e primo degli altri rimarcoifidel medefimofregio GiacomoCatialli, che tantofénera. Giacomo( co’l fàgrificio proprio, e di piti figli infìgnito, e che tanto i difendenti è d hanno dapoi tèmpre riuerberato nelle glorie della Publica Maeità iriceuutiiplendori. Eranii appena poiàte Tarmi, e, per così dir, non per anco afciutto Pinchioftro, del dono di Treuigi à Leopoldo d’Auftria, che della ileffa maniera, ecomes’egli hauelle riceuuto dalla República alcun grauo oItraggio,incorfèindueingratilfimeattioni. Fù la prima 5 Che, far il Duca # bito lèguita la pace, fpronatili Trieilini dagli itimoli della propria fin- ^!¡¡¡^a;n‘ derelì à temere di vn louraftante caftigo fèuero, per la fede poco dianzi alla República violata, eshibirono ad eifo la lor iòggettione * ed egli nulla badando alPerroregrauiifimo, volentieri gli accolte, e s’impadronì della fteiTa Città. La feconda fù niente meno conliderabile del- s’ìmpadro-laprima. Non cefTaua il Carrarefe di trauagliarlo neldiflretto diTre-j^T l7ne uigi, e con frequenti fcorrerie d’ingelofiiìo fouente fino alle porto. Vicino altretantocoftui, quanto il Duca lontano, ed oltre iMonti, Venderre. per tenerui l’arco di continuo teiò, gli venne inpenfierodi vender', uigi al Car. ed in effetto vendè à prezzo d’oro, al Carrarefe medefimo quella Città,rare^ che la República non per altro haueagli donata, che per priuarne quel tropp’auido, e troppo violen te nemico. A tali eccedi più non potendo foprauuiuere la bontà del Doge Andrea Contarmi, trà gli fleffi emergenti morì egli, ina non la gloria,già refà immortale,de iiioi fotti egreggi. Vi entrò in fucceffore Michel Morofini, che non viiTe in Se- Mkhcl Moi de, che quattromefi. Occupolla poi Antonio Veniero, Capitano rofini Doge. allhoradiCandia, di preclari ornamenti, e fù tolto di là, ed accom- 1382 pagnato, ed introdotto àVenetia, con le regie folite dimoftrationi verfo Prencipi lontani eletti. L’efperienze, ch’eranfi prouate in guerra, se. documentarono in pace meglio à prouedere a’ bifogni. Varie fortifica-tioni in varie parti fi ferono 5 e fpecialmente oiTeruatone il bifogno hor’ àotfefà, Sthor'àdifefadiChioggia, vi fi erette il Cartello, che nella^ eftrema parte del Lido verio la medefima Città pur’al prefente fi vede. Pafsò poco tempo, che fèntiffi àpromuouere nel Prencipe di Taranto alcunapretenfione foura l’Ifola di Corfù. Era di Publica indubi- -Prencipedi tata ragione* toccata fino al tempo delPacquifto di Coflantinopoli nel-le Impellali diuifioni 3 più volte confèruatafi con larmi alla mano, e in ten 1 legno dell alto Dominio, già ftataui, come fi difse, elpedita ducent’ anni prima, v na Colonia di quà. Bramò in ogni modo la República, di maggiormente confermaruifi fènza diicon ciò. Fè offerir denaro à quel Prencipe di molta fomma, fé non per comperar Corfù, ch’era. (uo, la pace almeno 5 e (biennemente ftipulatofi Flnftrumento, andò Gio-