LIBRO TRENTESIMOPRIMO. 777 conditone; Che vn’altro corpo, non manco forte fi andaiíe alla Pre* ueía vnenc!o,per accopiaruiíi ¡ Che vneièrcito terreílre pieno, ed ag- £ terrrj¡re% guerrito della più braua mijitia íi auanzaiíe nelle Ottomane regioni; e che tutte queiVarmi, con la periòna ileiTa del Gran Signore, douei-lèro coprir’, e circondar la Morea, per prender’iui con la guerra quegli ileifi luoghi della República , ch’ella hauea negato nella pace trattata di conceder volontari j. Furono terribili, nonnuoui del tutto gli auuiiì; egià per certo hauendoiì, che il preponente nemico era per viàr contra gli Stati di quella Patria lo sforzo tutto della Sua Monarchia , haueano i Padri con fapienti preuidenze procurato di accreicer l’Armata, eia fuori, di quattro grom Vafcelli aggiunti; di alcune Ga- Mmamn. , 1- 1 • tiVenctma. lee di mercatante tirate ad vio di guerra, lor Capitano Giacomo«,,// aurc-Veniero ; di altre lottili, falle, e legni varij, & il tutto fornito in buon Accorpo di remiganti, militie, e materiali, ferono falpar da’ Lidi veriò il Dlugen^t, Leñante. Il General Treuigiano, che potè colà più vicino meglio in-tendere i preparamenti, ed i penfieri Ottomani, condottofi al Zante, nrlaL 6 iollecitò dell’altr’armi dall'Iiola di Candia, e luoghi foggetti, e fe ne ila- £'*»«• ua quiui raccogliendole .Dubbiofo^che Napoli di Romania foffe il pri- ^ Napo[im moaflalito, mandouui le prouigioni potàbili di genti, di viueri, e di artiglierie. Fece parimenti pailar a Modon, luogo non men minac- E M°dou' ciato, quel più, che gli venne permeilo ; e quei Popoli diuoti alla República, e riiolutià difenderli, haueano già /pianatele Campagne di biade, ad oggetto di torie a’ nemici, e darle à íe iletà, ed eretta ioura il rortovnaFortezza, per anguftiarnela bocca , e contreftarne l’in-greifo. In quello mentre i Turchi prefero libero il campo di accop-piar’in vno i due lor corpi, di Lepanto, e della Preueià, all’Ifola di San- vno due cor ra Maura ; e ciò forti loro di gran vantaggio ; poiché fpezzati, non po- Pl mMal1 • teano colpire . Scoppiò il nembo foura Napoli conforme al io- yam0fotta Í petto , & il primo attentato fù d’impadronirfi de’ luoghi vicini, icor- napoli. rendoui molto numero di Caualli. Si tratterò fuori della Città mille> cinquecento de’ noilri ; affrontaronfi a’ nemici, e forti ad età, bencho inferiori, di tagliarne tanti, che foife, ò per cagione del riceuuto dan- £ v¡ no, ò per mal’hauuto augurio, i Turchi vi fi toìfero in fretta. Partiti, rìjpimlT e voltate tutte l’armi veriò Modon’aifalirono prima il Iunco, difeofto-ui dieci miglia, foura vn’alta eminenza, e con vn Porto à piedi. Era-pureilata quella Fortezza poco dianzi rinforzata da Girolamo ContaHjce u mn-rini, efpeditoui con alcune Galee di foccoriò. Gagliardo per effe, of0’ per iè fieíío il Prefidio, vi vfcì anch’egli, e vi fcacciògli aggreíToripari- e pur né menti con molto fconcerto. Piacque à Dio, che in quel tempo, e nel rifPtnU’ colmo di tanti biiògni, cadeife grauemente indi/poito il General Tre- n cenerai uigiano, e che in pochi giorni fpiraflè, onde riinaila fenza il General ^¡¡^¡aH0 Comandante l’Àrmata,e conuenendofi prouedere,fin che di qua il iùc-ceísore veniaui eletto, tutti quei Capi concorièro à deilinarui il Con- r Fffff carini