2.94 DÉ* FATTI VENETI. Soldán dell’Egitto.Si era efàberbato il Barbaro contra il Rè diCipro,perche gli hauefle tolta la Città d’Ale(Ìandria.;e dubbiofo,che Venetia,e Ge-noua,gli foifero ftate à fomento,hauea commeifo nel Cairo vn generale arredo de’ lor nationali mercatanti. Or mentre andauafi difponendo à douer trauagliare, arriuò qui Bernardo Barbaro di là partito, e da lui rift’eritofi il Soldano inclinato all'accordo, gli fi mandò in Ambafciato-Tace co'i re, Pietro Giuftiniano 3 II quale con molta facondia parlatogli, epre-soidano. Tentatolo di ricchi doni, finì di placarlo, ed ottenne il rilaifo degli huo-mini, e de’ Capitali fermati 3 di tal modo la República giouando in, quella occafione à fè fteffa, ed à Genoua infierne, Ma il poco interuai- lo goduto di quiete, fu ben tofto tronco da eftremi ioprauenuti franagli. Franceico di Carrara, già porto in pofleifo diPrencipe ingrato ver/o chi Prencipe fatto l’hauea, ne mode iniquamente la prima pietra» Non bailoglidnauer tradito, quando, ftudiandòfi di porlo in paco con quei dalla Scala, fi fè amico à punto allhora del Rè dJVngheria,, che inuadeua in mare, e in terra queiìo Dominio 3 fègretamente il foc-corfè 3 e (pedi à V enetia vn fuo finto mezzano per più tradii dichiaro^-fi poi nemico {coperto 3 negò il pafiò richieftogli 3 fè tagliar le militici, e finalmente perdutali la Dalmatia, e fèguita la pace, e comprefoui aneli’elio,pur non anco fot io, procurò con ingiufte promoiTepretenfioni 13 7 r nelle Saline di Pago, di accendere di nuouo la guerra. Nonfi chiamò ìngi»™, e ({j tanto contento. Alterò d’improuifò nel Territorio Treuisiano i ter- ÚAYII di Ffii •• » ■ r* * f • • \ 7 r* N * t 1 • • ri *■ ce/co die (ir mini, ed i confini preferirti 3 V lurpo terreni, e paludi inquelt acquo rara. vicine 3 fabricó Sali in molti luoghi di Publica giuridittione 3 e di vio-lente capriccio inferendo mok altri pregiuditi], tentò conftruttionidi Forti nouelli, e fino paisòà fturbar le pefche irà i più remoti Canali di quefte Lagune. Si fè intender la República di non volei’in modo alcuno acconièntire à fimili oltraggi 3 ma dopo attefò, e non veduto ri-j7co°i//Cr Incdi° alcuno, interdifTe il commercio, e fi difpofè à douer’ancor più ao eouPa- innanti procedere contra vn nemico,che fi vedeua implacabile. Molto dona. fpiacque a’ Prencipi vicini llnterdition de’ negotij per ipropri] loro in-tereffi, e traffichi pregiudicati. Perciò s’interpofero à procurar qualche bene, e iuperar anco Francefco à mandar’vn’Ambafciatore à Vene ria,, jeLtorcar.e^ Repúblicaà riceuerlo, & vdirlo peraggiuftato compenfo. Venne rarefe àvc- il Minift ro, e dopo lungamente parlato, raccolfe in vna fola tuttel’in-ftanze perche foffe deftinato d’ambe le parti vn numero prefiffo di deputati foggettià ventilar’, e decidere le differenze3 à prefcriuer’i confini 3 à limitari publici priuilegi, e à troncar’all’auuenire qualunque dubbiofà, e molefta occafione.. Quefti Senatori, che nulla di più volea-no, che di comporre il giufto, e rifarcire il decoro violato, applaude-Ek confi r?nuí à'1 ttltto cuore 5 Cinque {oggetti per parte eleggeronfi 3 Per Vene-dieam- ria Giacomo Moro, Lorenzo Dandolo, Taddeo Giuftiniano, Giaco-¿iatoñ. moPriuli, e Pantaleon Barbo 3 Per Padoua Luigi Forzatè, Argentin di