LIBRO DECIMOQVARTO. 5oy che tocco, foftenuto però, gli fè infirmare, e non alieno (copertolo > vhef^t^\. gli mandò in Corte, Leonardo Dandolo Caualiere, e Pietro Cornato > Leopoldo lotto finta occafione di prorrogare la tregua : ma con ordine fegreto, topate. di nonlicentiarfi di là,che à negotio conchiufo. Era fianco ancor Leopoldo di trauagliare ,* onde compoíli gli intereffi, ne forti facile la còpo-fition etiandio de gli animi,e trà breui congreflì fi virimela pace,in pochi punti raccolta. Che la República reftitmffe al Duca certi luoghi conchiufa. occupatigli sùl Feltrino, e nlafciaffe in libertà i Mercatanti Au- £ jlriaci, già ne1 primi rumori fermati à Veneti a, con lefue merci infierne . Ma flabilito queflo accordo appena,ecco à iniòrgere, il più tem-peilofo trauaglio, che haueife con impeto combattuta mai la República . Morì Amurat il Rè Ottomano :e morì vccifò per mano di vn priua- st“"¿ ot' to (òldatuccio nelle pianure di Coiòbe, combattendo il Bulgaro 5 do-po vinte in aperta Campagna nel corfo d’anni ventitré, ampiamente regnati, trentafètte generali battaglie, ed arricchito il Dominio fuo nelPAfia, e nell’Europa di gran Città, e di gran Stati. Baiazet ilio fe-condogenito, Tureo di crudele ambitione, fè ilrozzar’il primo, di nome Iacup, rapendgli con la Corona la vita. Conipirò per prima. Impreià à vendicar la morte del Padre,e fatollò ben todo le voglie ; ruppe generalmente i Bulgari, ed vcciiè di propria mano il lor Prencipe. Imitatore poi del Padre medefimo, anco negli vii divnaiàgace fierezza , fi riuoltò alle fintioni, & à gl’inganni hereditaria fi miie à blandire i Prencipi Greci, e Macedoni, per meglio afferrarli, e Andronico 5 quel- lo , à cui l’Imperator Caloianni ìlio Padre, per compiacere al morto Amurat, hauea diflillato negli occhi l’aceto bollente, fù predo à fauo-rirgli i difègni. Rimaiè cieco in gran parte, ma non del tutto codui, e trouandofì à quell’hora in Pera, iGenouefi, che per anco la dominaua-no, penfarono di valerli d edo à grand’oggetto. Ardenti d’odio contra Caloianni medefimo, ed altretanto bramofi d’impoffeffarfi del Te-nedo, Ifola commoda molto a’lor traffichi, loperfuafero àmuouerfi^ ^”“^ contra il Padre, e’1 fratello Emanuele, per trarli dal Throno, e glifi eshi- *Andronico bironodi tutto potere in aiuto. Piantate nel cuor dilui qnede duecdt™ L'l™~ vii r , ... _ . - c peratorCd- gagliarde batterie 5 vendetta, e ambinone j facilmente il vmiero, era- wwmi fuo cilmente l’indudèro à prometter loro à ricambio il guiderdone richie- lar do deirifola deffa. Ma dabilito in tal forma il mercato, conobbe An- permette il dronico, fpeculando più innanti, che, à ben (cuotere così gran pietra, non farebbe datò il iòlo braccio Genouefè marittimo badante. Em- Andronico piamente rifoliè di ricorrere à Baiazet 5 gii fi conduffe in periòna 5 pre-gollo d aifiitenze vigoroiè terredri 5 e per allettarlo, gli fi offerì d inflro- ottomano. mento à maggiori acquidi nell’Europa, e nell3Afia. Il Turco, nulla tra-ligno dal paterno codume j tutto allegro Faccolie, e prouedello in ef- \iTadre, e fetto di quattro mila Caualli à libera diipofitione. Con armi tali auan- il fratello. za-