LIBRO VINTESIMOQVARTO. $67 formi, & vnanimi di iènrimcnti , diicorrendo così. Qjval’ trà noi dì fi fcar[a pietà , che, trattari do fi di far guerr a contro al "Turco , e di congivnger' infieme i Prencipi Italiani, per adeguar fi alle forze di vn nemico invincibile, potefie difior dar giammai da vriopera cotanto pia con difircpante Ccnfiglio? E qual titolo potrebbe dar fi, fie non d’empio verfo il C ielo 5 di traditore dife me de fimo in terra5 e più, che di fi tra crudele, a co lui ¿he efpor voleffe la propriafipecie ad vna ferita naturalmente nemica ? Tale non fa, nè /ara mai la noflra Repub he a. Il latte imbevuto dalle poppe de noflri maggior i, non hacci alleuati di quefio genio. L'armi, che hora impugniamo, fono per traffìgger Chrif inamente vn Barbaro, non per immergerle immanemente tra noi Chrifliani. Non fono piantate nel mezzo all'hcrologio del Fe* nettano G ouerno punte tali riuolte verfo’l Cielo, che con ombra girante in Campo[plendìdo, pofiano volgerfià trovar rnaifegni, che ci additino sì nere attioni. Sono caminati fempre 1 noftri movimenti con quelle Sfere fouraneCelefii,e Dio, ctiè flato ìlCreatort dell’vne, e degli altri, nèpvohaverci fatti dìfsimili, rie permettere , che noi ripvgniamo alla natvra, allafabbrica. Rompemmo co'l Tureo lagverra, perch’egli nel mezzo alla pace la ruppe. Ad anco difedepromeffa,per abbondar di dominio rapito. Vfci dallo fretto con armatt Vafc e Ili, diftruggendo,per difiru