7'2I , MDXXXlI, AGOSTO. 722 qui tocherano danari. Nili siamo suti dii tulio, per lo passalo; venendo questi non troveranno nulla. Da Cividal di Friul, di sier Nicolò Vituri proveditor, di 6, ricevute a dì 9 ditto. Manda una lettera aula da Venzon, di 5, di Zuan Antonio Michisoto, per la qual scrive ozi a hore 22 passò de qui do poloni a cavallo, i quali alti 21 dii passalo parlino di Polonia, con i qual parlai et è ho-mini degni di fede. Dicono non esser passa per Viena, ma mia 40 lontan, la qual si fortifica grandemente di repari, gente e vituarie di qualunche sorte. Il re di Poiana ha mandalo le sue zenle a Prespurch a conzonzerse con le altre, etiam fanti ma non sa quanli. Tien Indi saranno 10 mite. Il re Ferdinando in Bohemia solicilava le zenle, le quaf non si voleano partir senza Ini. Se dicea saranno più di 50 mile persone. L’imperador adunava lo exercito, el alli 15 di questo dovea esser in campagna con il re suo fratello. Di turchi si dicea erano in tre parie : una era col re Zuane e il reverendo Griti, tartari, valachi e Iransylvani e altri ungari : l’altra acompagna l’armala per il Danubio da un e l’altro canto; la terza con Imbraim. Li coradori si haveano lassa veder nel terilorio di Viena, come per strada haveano inteso dir. 286 L)a Traù, di sier Alvise Calbo conte e ca-pitanio, di 26 Livio, ricevute a dì 9 Avosto. Avisa erano adunati li imperiali per venir in Bossina a danni di bosinesi, quali sono in grande timor. Eri passò per questi confini uno corier lurcbesco venuto a far comandamento a morlachi soi subdili che in pena di la vita dovesseno cambiar alla volta; et da alcuni morlachi venuti de qui è sla dillo il sanzaco dal ponte è corso fra Sava e Drava el era sta rotto, fugito solum di quelli 100 cavalli. Si dicea il bassa di Bossina fra tre giorni tornaria in-driedo per veuir a guardar ditta provinlia. In questi zorni uno Bernardin di Castro con uno capitanio todesco vene qui per comprar cavalli, el il dì se-quenle si partirò nPper Spalalo, et molto ha inque-rito di 1’ esser di Glissa e come era custodita et chi la guardava eie. 287') Di Ratisbona, di 29 Luio 1232, al signor duca di Mantoa. Qui si crede che a questa bora le gente spa-guole habbino incominciato a marchiare, et per questo è stalo expedito il comendalor Pignolosa (4) La carta 28(5* è bianca. Diarii di M. Sanuto. — Tom. IVI per incontrarle e far far provisioni nel camino per il bisogno loro. Si dice che’l Turco da poi haver ¡illeso per certo esser per liaver a 1’ opposito uno notabile exercito chrisliano, et la persona di l’imperador che viene quasi con alacrità mirabile, li pare una bora mille de potersi afrontar e comba-ler ; e che havea ordinato di far coraria et abrug-gia lutto il paese che potrà, ina che ha revocato tale ordine solo ad ciFetlo che lo exercito chrisliano habbi comodità di poter andar anche esSo inanzì. Queste sono di le nove che se dicono per pinza ; non so se si pono tenere per troppo vere, pur non se intende che sieno corsi in alcun loco, el già sarìa tempo che verisimilmenle se dovesse sentir qualche rumore, Il governador de Visegrado, conoscendo quel loco non mollo gaiardo per defendersi, né di tanta importanti? che si dovesse arischiare con le genie che gli havea dentro de perdersi, l’ha abandonalo e bruggiato et si è redulo a quelli altri che più importano. Quella forteza de Tbemisvar, che già scrissi a Vostra Excellenlia esser perduta per il re di romani, si é pur conservata el lo asedio che vi era dentro si è partilo perchè forono soccorsi quelli di dentro de 4000 ducali, de che solo haveano bisogno per dare alle gente che la difende; ma Lippa in Transilvania è persa. La maestà Cesarea si trova benissimo di la persona et il meglio che io babbi ancor mai veduto, el sabato proximo che viene tornarà a star qui in la cillà. Dii ditto, di 2 Avosto, al prefato signor duca. Da nuovo non saprei che dirne a Vùslra Excel-lentia di più di quello già scritto, se non che tuia-via passano genie che vanno alla volta de Vieiia ; et già comenziano a passarne anche a cavallo. Ma da turchi non si parla da alcuni giorni in qua più che se fussero anche a Costantinopoli. Si dice che avevano designato di far passare una grossa summa di cavalli per andar a eorcre e depredare la Moravia, ma ancora non se ne sente nova. Né de la persona dii Turcho si sa cosa certa ; pare ben che, verisimamente a quelle che di passo in passo si ha auto, doveria esser in Buda almeno da sie dì in qua ; nondimeno non c’ è aviso, anzi come dicho le nove se sono refredale, di sorte che se non fussero le provisione dì queste due maestà che continuano ga-iardamenle già ve sariano de quelli che credereb* beno che più non havesse da esser guerra. La causa di questo non se intende. Alcuni l’atribuisco-no a la grandissima aqua venuta qui per il Da- 46 I