511 MDXXXII, IXCI.ro. 512 di far guerra, ma ben si parla che francesi voriano ehe’l Turco vincesse. L’ imperator disse sapeva certo il re Christianissimo havia remesso danari a Lion el in questa terra in bon numero, per che causa non si sa. In questa malina in Quaranlia Criminal fu poslo per li Avogadori che lutti quelli 13 presonieri nominati in la parte, fugili eri di caxon, debbano ve-nirse a presentar in caxon dove erano prima in termine di zorni .... alìter si procederà contra di loro. Fu poi, per sior Piero Mocenigo avogador di Comun, introduto un caxo di importantia, et letola querela di certo, qual fu zudio fato chrislian poi zudio, la moier christiana, et una longa dizeria ca-pità in questa lerra volendo farsi chrislian, fo persuaso a non farsi da li zudei di Gelo, et etiam la moier christiana persuasa a farsi zudea, relaià il fiol, et uri’ altra fìa fata zudea, sichè fu preso di re-tenir lutti quelli si hanno impazà in questo per numero .... et posta la parte per li Avogadori di retenerli fo mandà tulli li eapilanei in Gelo et preseno da numero ... di primi, videlicet .... et quelli posti .... ma non sarà nulla. La querella spero notarla qui avanti. Da poi disnar, fo audientia di la Signoria per aldir li Procuratori di San Marco che voleno levar il testamento fo di mesicr Francesco Donado qu. sier Bernardo occullado fin’hora del 14 . . . . in quà, contra la Scuola di san Rocho benefìciada per li altri testamenti di fradelli. Parlò sier Sebaslian Ve-nier per la Scuola, et per li Procuratori Santo Barbarlo loro avocato. Legilirnà la banca in luogo di sier Polo Donado cazado, inlrò sier Jacomo Con-dolmer cao di XL, et preseno, hessendo come è propria esser di sua man, che’el sia levalo, el ave tulle G balole. Item fo aldìlo la causa dii piovan di San Jacomo di Rialto, morto, quelli preti di Castello hanno eleclo il capelan di Santa Justina dicendo a loro aspetar, a l’incontro li Proveditori al Sai dicono è sua iuridition, parlò per il capitolo di Castello domino Hironimo Ziganle dolor da Fossimbrun avocalo a Castello, et per 1’ bora tarda fo rimesso aldir l’avocato di Proveditori al Sai un’altra volta. In Quaranlia Criminal fo expedito un caso di uno Camilo Mamilio da Udene, qual praticava in casa di sier Zuan Tiepolo di sier Nicolò olim maniscalco in la Patria, et se impazava con sua moier, et dita moier era Feslilina greca, hor questo aprii la ge la menò via et preso di chiamar lui el lei, pas- salo il tempo non è comparsi: hozi per li Avogadori è sta preso il procieder et preso che’l ditto sia bandito in perpetuo di là da Menzo et Quarner con taia lire 300, et essendo preso slagi 5 anni in la preson Forte, e torni al bando, et hoc tofiens quo-tiens; la moier varamente bandita di Venelia e dii destreto con laia lire 200, et essendo presa stia do anni in preson e torni al bando, e la sua dola sia de suo marido in vita sua per alimento di fioli, et poi la morte di la dilla dona pervengi in soi fioli. Nolo. L’orator cesareo mandò adir al Serenissimo ozi di aver lettere di Manloa di sier Antonio da Leva, come il reverendissimo Cardinal Pompeo Colona a Napoli, adì 28, era morto in 5 giorni, era locotenente de lì di Cesare, havia intrade di beneficii ducati ... milia, havia la vicecanzelaria, il palazo a Roma fo dii Cardinal San Zorzi et il vescoado di Monreal in Sicilia, era di età di anni. .. A dì 6, la matina. Non fo lettera alcuna ni cosa di far nota. Fo solmn Ire savii dii Conscio perchè sier Lorenzo Loredan procurato!’ et sier Lunardo Emo è indisposti, sier Alvise Mocenigo el cavalier in villa, però ozi niente si potè far. Da poi disnar adunca fo collegio di Savii. A dì 7, domeneeja, la mattina. Fo lettere di Roma di V orator nostro Venier, di 3. Manda uno brieve dii papa zerca la indulgenlia plenaria destinando 3 zorni, confessandosi et comunicandosi, il resto scriverò poi. Et fo parlato in Collegio non far publicar dillo brieve perché nomina il Signor turco. Di Roma vidi lettere di Zuan Maria di la Porta conte di ... , nonfio dii duca di Urbino, di 3. Scrive a l’orator dii duca è in questa terra, el dice il Cardinal Colonna morì a Napoli alti 28 dii passalo de una recidiva, stato 5 zorni neto di una febre dopia terzana per haver voluto mangiar fichi et bever aqua agiazata in neve. La canzellaria et la bella casa dii Cardinal San Zorzi sono slà date al Cardinal Medici et sperasi che l’imperador gli darà ancora il vescoado di Monreal di ducati 12 milia de intrade : il predito Cardinal se dia partir fra 8 zorni per Alemagna, et per le altre sue scrisse andava legato con provision ducati 2500 al mese per il suo pialo con ducali 1000 al mexe per la sua guardia, ma vorrebbe ducati 800 al mexe. Me-narà con lui 200 zenlilhomeni tra li qual Joan Paulo da Cere fio del signor Renzo, Sarra Colonna, Giovan Balista Savello et altri signori paesani. Per quosla mò scrive, il fiol del signor Renzo che do-vea andar con sua signoria, et auto li danari l’am*