617 MD.XXX11 LUGLIO. 618 alcuni altri capitani dii re di romani, de li quali non so il nome, con gran numero di curvali erano corsi a Flamos et Unaz di là da Cracovo lochi di Bossina, hanno brusato il borgo di Flamos et Biografi a li quali si oppose Cassumbech sopradillo con la sua compagnia et cavali dii paese infine al numero de 500, et furono rolli doi fiale, morii et presi la maior parte, el di la compagnia di Cassumbech erano salvati se non 7 il resto furono presi et morii. Che ebbi croati hanno fallo preda de anime 700, cavalli di le mandre 1500, animali sovini in numero più di 2000, menuli ex tremo numero, erano processi a Clyuno por 20 mia ; el esso nunlio Irovasi con loro nel camino, e per esser vestilo alla croata si salvò, e da lurchi che erano furono presi de li corvati 4 e condoli a Clyuno, (lineano che erano 4000 cavalli, et che però non si crede che a Clyuno e in Bossina tulli si slava con grandissimo spavento et haveano ordinale et posle grandissime guardie per il paese, che li morlachi sono a la strada, e con gran difficullà se non vi sarà all re provision si polrà andar a camino. Dii ditto, da Zara, a dì 10, ricevute a dì 19. Come ha auto questa mattina una lettera da Zuati Vilani et Zorzi Grimani capi di slratioti alla custodia di Nove gradi, et una altra qual mandano et qui scriverò il sumario. La lettera di do capi è de 9, hore 24 da Nove gradi. Ozi somo zonli qui, vene uno homo da Pago, veniva da Obrovaz, dice che’l capitanio de turchi chiamalo Avan con 5000 persone ha fallo la coraria in Delamezo, tolto assai morlachi lurchesehi e assai amazadi e bestiami infiniti, brusono il borgo di Valgrado, che è uno castello in ditto Delamezo, el vice bassà chiamalo Glu-bercichi ha sumado assà zente a cavalo e a pe’andate drio per ricuperar la preda. Dillo capitanio li ha fato imboscada et li ha falò tal nota che a malapena le scapolò, dillo vicebassà, molti amazadi et presi. Apresso di questo, dise che quelli de Obrova-zo siano in gran paura e messo lo robe di valor del borgo in la forleza, fina li remi di le fuste, e lui vedendo tal paura vene qui a Novegradi. vEl l’altra lettera li scrive uno chiamalo Ecarom dala in Brilatn alli 9 di luio. Avisa sono corsi in Bosnia, brusà il borgo de Glamon de fuogi più de ■500, brusà tulle biave erano in campagna, li cavali erano 700, archibusieri fanti 500, lato inextimabil danno. Ilavemo p?r li morlachi, che se hanno trovato li, il capitanio Eeozianer Toda, il coirle Piero Crosichio, Gasparo Perosich de Corbavia e Sloben-zovich vicebassà de Bosina e Ousembeth vayvoda volscno combater con loro e sono sla rolli e ama-zati e presi quasi lutti. Li capi sono scapolati per haver boni cavali, li chrisliani hanno menalo via de morlachi lurcheschi più de 1500, gran numero di cavalli, che stavano in pascolo el boi el altri animali pizoli, grandissima quantità, tanlo che hanno convenuto lassar la più parie per non li poter menar. Tutto il paese è in fuga e scampano a le mon- 246 lagne perchè se dise che lornerano presto. Questo signor mio è una gran ruina, ogni di se intenderà meio etc. Dii ditto, da Zara, di 16, ricevute a di 20 Luio. Uno mio messo tornalo questa malina reporta sicome Badisponich, di nalion ungaro capitanio di cavali dii re, a di 13 corse ¡usino a Cracovo loco di Bosina disiatile da Fiume miglia 20, dove se reduse gran numero de animali grossi et mentili Testale a pascer, el ha fallo grandissima preda ; e che il conte Clais capitanio corvato di dillo redi romani, che bora ha tolto per moier quella so consorte dii conte Zuane di Corbavia e il re I’ ha fatto barn, come era ditto conte Zuane, di anni 32 famoso nella guerra è venuto a Bochali dove fa grandissima adunation di zente per venir in Bosina unde per questo e per le incursión passate sono in gran Irepidntion. La Bosina non havendo alcun soldato tutti è andati in campo, poiche’l vicebassà fu ferito nel conflitto di una lanzala et era in ponto di morte. Tuttavia si facea gran provision di cernide per il paese, et era fama verebbe presidio di Albania e si dice le gente christiane dovea venir a depredar in quelli lochi vicini a questi nostri lerritorii, per il che molli voleno fuzir sul nostro, e questo poiria esser causa venisseno sul nostro li inimici loro a far incursión eie. Da Ratisbona di l’orator nostro, di 13 Luio, ricevute a dì 22. Come fodal comendador maior di Leon per comunicarli eie. la risposta fata a l’orator di questa Maestà zerca il far di la nova inlelligentia a difension di Genoa, et avanti non ha potuto far perchè Soa Maestà ha spazà pei' Italia e per Ispania e lutto passa per le sue mano ; et essendo andati ozi da sua Signoria trovai cliei lezeva ledere di l’orator da Venetia il qual mi disse ho ledere di Venetia. Il Serenissimo li dà ogni comodità di tulle le cose necessarie per il passo de li fanti, Sua Maestà li è mollo ubligali ; scrive le parole esso oralor li disse in risposta ut in lilteris, e poi li disse la risposta, siche restò satisfallo ; et mi disse esser venuto uno el s’io ha via auto le mie lettere, dissi di no, tamen la