941 mdxxxii, settembre. 942 viste che Curtogoli zonse li con C gallo el menò seco la galla candida, qual sorse in loco diio Jera-chi lunlan da Coron un mio in zerca. Di la qual per zerca meza hora che ’1 siete lì non visle extra-zer cosa alcuna. Intese era sta conduto lì altro na-vilio, rispose che Curtogoli non haveva altro navilio preso, ma ben viste uno schierazo di bote 150 in dito loco, el qual quelli di Coron diceva esser sta preso da 6 fuste de levenli et viste discargar for-mazi, et intese come esso schierazo con bote ISO moscatelli, formazi peze 1500 et sponze, era sta comprato per lo emiri da Coron per aspri 20 uiilia. Interogato quelo se dicea di la galìa, et a che modo era sta presa, dice che’I so diceva Curtogoli ha-verla ritrovata sopra Sapian domenega di note con una nave Dolfina che non volseno calar, et che li homeni de la galìa ora scampali su la nave, et loro preseno la, galla, la qual se havesseno calado, non P haveria presa. Interogato da chi P ha inteso, questo disse da li turchi di Coron el da quelli di Curtogoli. Demetrio Pachi de Calidia, patron de schierazo, referisse, che venendo di Candia ritrovono sopra cao Malapan una nave ragusea, a la qual si atacor-no, et da quella per 3, zorni forno reinurchiati fin sopra Sapian dove rilrovono Curtogoli con 7 galle, et una che vegniva dal Zoncho, et comenzò a bombardarli sabato passato a hore do di note, et loro per salvar la vita saltarono in la nave predila el Iassono andar el schierazo. Interogato de che por-tada è dito schierazo disse di bote 70 ; interogato di che Pera cargo, disse havea bote 61 de moscatello et altre barile et 18 miera de formazo luto di raxon di esso patron, sì el navilio, come el cargo. Dii dito proveditor del Zante, di 17 Avo-sto, più vechia di V altra, ricevuta a dì 15 de Setembrio. Heri sera se parlile Curlogoli de qui. Ilozi a hore 4 de zorno è venuto la guarda sta al capo de i’ isola verso levante ; dice dite galìe erano verso il Prodano, el questa matina fo discoperte esser vele 10 di (aio andate dentro la ponta di Chiarenza, indicamo sia quelle che si diceva dover andar a Lepanlo et Patras. Manda una de-position, la qual dice cussi : Referisse Antonio da Napoli di Romania scampalo fuora di una l'usta turchesca, palron Sayanla rays, el qual fo preso in uno navilio palronizalo per uno di Me tei in sopra la Zefalonia, za sono zorni 20 in zerca, et dice che quando lui fu preso, essa fusla era con 13 galìe solo il governo dii capilano di Galipoli, dii qual navilio lolseno altre 4 persone et andorono a la Prevesa, dove steteno per zorni 8 in zerca, et hora pono esser zorni 13 in zerca che le so* praserite galle 13 et fuste 6 barbaresche si parli da P armata et veneno al Xiachi, dove preseno tre di essi homeni de essa ixola, et li messe al remo el lui lìizile a Chiarenza. Mù terzo zorno da, poi è partito de dila armata Curlogoli con vele 10 el va in corso, et da poi che sono parlile fuste 8 per andar in corso con bona licentia dii capitarne de P armata turchesca, dicendo che quando el patron di la fusla sopra la qual lui Anlonio era schiavo si partite, ave bona licentia dii capitanio di andar in corso a la roba de chi manco po-desse, non exceptuando alcuna nalion. E! a ledile 6 fuste il prefato capitanio dete biseoli el polvere. Referisse che dila armata si dovea in due parte divider, una parte andar in golfo di Lepanlo et P altra a Modon per huver mazor comodila de vituarie questa invernata, perchè sono per invernar in quesle bande, et che facevano conzar el castello di la Prevesa et havea gran suspelo di P armala dii signor Andrea, Doria ; sono ben in ordine di arlellarie, ma hanno tristissime zurme, tute pagate a danari, dicendo che ogni galìa ha pezi tre grossi et falconeli otto. Dii dito, di 4, tenute fin 7 Setembrio, ricevute a dì 15 dito. Scrive zerca un dazio di pesse, qual è smenuito per certa lermination fata per il zeneral per esser mal iuformado. Tenute fin 7. Le do fusle fanno gran dano, preso do nave dii Zante, et menò via li bomeni per schiavi. Di sier Ber tasi Contarmi capitanio dii gnlion, date al Zante a dì 16 Avosto, ricevute a dì 15 Setembre. Scrive esser stalo di ordine dii clarissimo zeneral a Caomalio, et a dì 14 gionse qui, a li 10 zonse vele 10 di P armata turchesca venute per il canal tra la Zefalonia ed il Zante, videiicet galìe 4, galeote 4, fuste 2, capitanio il fradello di Curtogoli, mi misi in ordine et aproximati mi saludò con colpi di arlellarie con le balate, et io li risposi. Scorseno poi per rnezo l’aqua missier Jacomo Seguro fo a parlarli, disse vanno »creando fuste de levenli fuzili de l’armala, di ordine dii capitanio, el che si ha inleso vanno facendo mal assai per questi contorni ; ma foro medemi et li ladri principali ha falò danni de na-vjli svalisali, tolto l’arlelarie, presi el fati schiavi. Da poi serila vene uno schiavo scampato da le fuste chiamato Zorzi Limonzini da Napoli di Romania, referisse a di 25 se parli da Lepanlo con