329 MDXX1V, DICEMBRE. 330 che Andrea Doria capilanio ili l’armata francese havia preso 3 altre nave di spagnoli carge di lane, cuori e zucari sora Sardegna. Vene in Collegio il Legalo dii Papa episcopo di Feltre, per causa di certo prete che sier Domenego Trivixan avogador liavia fato retenir per certa mansionari di sier Piero da Molin che lui havia impetrata etc., et l'o rimesso aldirlo un’ altra volta insieme con ditto Avogador. Vene l'oralor cesareo, qual è venuto mollo human et portò una lelera di l’archiduca di Austria drizata al Principe nostro, per la qual prega la Signoria non voy manchar in aiutar l’impresa; et fo lelera molto secca. Da poi disnar, fo Pregadi per expedir sier Bor-tolamio da Moslo, fo capilanio a Famagosla, intromesso per sier Filippo Trun ohm Synicho in Levante ; el qual sier Burtolamio sta a le scale procurando con quelli di Pregadi et solicilando con li Consieri di aver il Consejo per esser expedito, et fa venir in Pregadi li soi amici, siché fono in lutto numero 13. El parlò sier Filippo Trun synicho in risposta di quello disse domino Francesco Filelo avocato dii Mosto; el compilo, parloe clomino Piero di Oxonicha doctor avocato dii dillo Mosto; et compito, fo manda la parte posta per il prefalo Synicho di procieder. La prima volta fo 22 non sincere, 34 di la parte, 51 di no. Iterum ballota : 15 non sincere, 42 di la parte, 56 di no, et non fu preso alcuna cosa. Una ballota che voltava era asolto : et questo è il secondo Consejo. . 201 * A dì 17. La matina fo letere di le poste. 11 su-mario è questo : Di Crema, di-14, hore 4 di note. Manda uno reporto de uno suo explorator. Scrive aver lettere dii magnifico governador di Lodi, come questa notte passata il signor Federico da Bozolo è gionto a Santo Colombano con 200 cavalli et altratanti fanti, el che quelli da Lodi tieneno aviso che il duca di Albania e il signor Zanino con molte gente sì a piedi come a cavallo erano venuti in castello Santo Joanne. Nè altro ha di novo, salvo scrive esso Podestà di Crema averli ditto il suo nuntio venuto da Lodi, che de li se mormorava che questa notte quelli signori cesarei dovevano far una grossa cavalchata verso San Colombano overo a Santo Agnolo. Mathio da Asola mandato per il magnifico Podestà di Crema al campo francese sotto Pavia, dice de lì esser parlilo beri malina a terza, et che attendevano a cavar due mine, una verso il castello, el l’altra verso Ticino ; et dice haverli dicto uno suo compagno, che Domenica over Luni, salvo el vero, che ben non si ricorda, se parlino dii campo 5 bandiere dii signor Zanino el 7 de svizeri cum alcune gente d’arme et andorono alla Straella ad incontrar alcune munitione che li veniva di Ferara : et dice esso refferente, che nell’andar suo al campo ha fallo la volta de Milano, et che fra Domenica a dì 10 e Luni venero da Milano al campo bandiere sei do quelle erano alla guardia del castello. El che in campo se diceva che se preparava de dar uno assallo a Pavia, et alcuni diceva che ’1 He la volea per assedio; et che quelli de Pavia non hanno monilione per tirar de artellarie grosse ; ma quelli dii campo tirano et hanno tirato tanto che hanno facto doe gagliarde baiarie, zoè da doe bande. Item, dice che Domenega a di 10 da sera, quelli de Pavia saltorono fuori alla scaramuza sopra uno bastione dal castello, et scaramuzato alquanto se retirono dentro senza loro danno, ma de quelli de fuori ne moriva assai et feriti molti ne restorono. Item, che essendo lui a Milano Domenica a dì 10, intese che quel giorno li arivò alcune bandiere fra svizari el grisonì. T)a Brexa, dit proveditor zeneral Pexaro, 202 di 15, hore .. . Come, hessendo andato a Lodi domino Piero da Longena condutier nostro di ordine dii Capilanio zeneral per parlar al signor Viceré et quelli altri signori, come scrisse per le altre; el qual andato et volendo esser in consullation, quelli non 10 hanno voluto aldir, nè ha polulo reflerir quanto 11 era stà.imposto; anzi havendo il signor Viceré inteso il suo advento, non ha voluto udirlo, et prevenendo ha facto intender al signor Capilanio zeneral nostro et a lui Proveditor zeneral che ’1 voi esser insieme con soa excellentia a parlamento, et volea essere a Marlinengo loco nostro in bergamasca; ma il Capilanio zeneral ha voluto non ussir dii bre-xan et esser a Chiari insieme. Et cussi in quella malina ditto Capilanio e lui Proveditor se partino per Chiari. Da poi disnar fo Pregadi per scriver a Roma, et lezer le lettere di Roma di.... di summa impor-tantia, et ne andò pochi papalisti, imo quelli andono in Pregadi fono serali poi lecle le letere in chiesiola, et steteno zerca 2 hore. Di Roma aduncha fo lettere di l’Orator nostro, di 17. Come a di 12 era stà sigilà l’acordo fra il Papa, re Christianissimo et la Signoria nostra, ut in capitulis. A dì 18, Domenega. Vene in Colegio il Legato 202 * intervenendo cose di preti, di uno havia impetrà una mansionaria di sier Piero da Molin qu. sier Ja-como el dolor, conira il suo voler, et li Avogadori