551 JJDXXV, FEBBRAIO. 552 cesareo li è grandissima carestia, si per li homini come per li cavalli. Et scrive esso Potleslà, che per uno altro suo venuto da Milano hozi, li è sta aflìr-mato che de li non gli è salvo il signor Theodoro cum la sua compagnia, et alcuni fanti italiani.'Item, li e ritornato anche uno suo explorator dii campo francese, et manda il riporto. Zuan Piero da l’Ochio mandalo per il magnifico Podestà di Crema al campo francese solo Pavia, a dì 8, dice de li esser parlilo Lunedi, fo a dì 2G, a hore 20, et haver tardalo il suo venir per ha-ver convenuto far la via di Piasenza ; et che lutto 11 campo è allogiato nel Barco, salvo le gente che sono alla guarda atorno Pavia. Et la Maestà dii Re esser alloghila in Mirabello, el stano dì et nolle in battaglia aspettando le gente cesaree per combattere; quale sono apresso l’una e l’altra, el da la ma-tina a la sera scaramuzano. Il Limi, a dì avanti il suo partir, feceno una grossa scaramuza, nella quale spagnoli hebbeno il peggio et lì fu morto fra a cavalo et a piedi più di 100 homini. Dicendo etiam, Luni la malina ussirno da Pavia a l’alba zerca 300 fanli, et veneno allo alogiamento di monsignor di la Pe-liza, dove altre volte allogiava il campo de la Illustrissima Signoria, el scaramuzoruo; ne la qual scaramuza morite zerca 200 homini, e il reslo se re-lirò. El Domenica da sera, alli cinque, li arivò 7 bandiere ài grisoni da Milano, et si diceva che aspeela-vano dì per di uno numero de svizeri, che venivano al servilio dii Re, et medesimamente di l’ranza buon numero di gente da cavallo et da piedi. Et dice, che tutto il giorno la Maestà dii Re armalo va per il campo facendo animo alle gente, le qual sono molto animose di combattere, et che Sabato pigliamo una spia di spagnoli che andava in Pavia ad farli inten-der, che Dominica passata, a dì 5, il campo doveva asalir il campo francese, et in quel tempo quelli de Pavia dovesseno ussir fuora ; dicendosi in campo, che in Pavia non hanno più el modo de viver, e che di continuo fano segni con foco. 333 Dii ditto Podestà et capitanio di Crema, di 8, hore 23. Come in quella bora havia aulo ad-viso da li soi che *1 tien nel campo cesareo, de beri, bore 17, come da heri in qua non si ha fallo altro, salvo che si tirano una parie et l’altra de li schioppi ; el che li cesarei hanno dato ordine fra loro, che come si sente lirar dui colpi di arlellaria grossa, che ogniuno si sera a le loro bandiere, perchè dicono voler assalir il bastione de francesi el entrar dentro. Item, manda uno reporlo aulo in quella sera di uno venuto di Zenoa. •* Per homo degno di fede, che parte di Zenoa a li 3 di questo, è refierilo, che ’1 dì avanti si parlile l'armata francese qualora stata sopra il porlo di Zenoa giorni A, che non possendo far altro tornava verso Saona, et le fanlarie verso Vareze. In dilla terra di Zenoa, si stava cum qualche paura el gran tumulto. Referisse ditto homo, che ’1 Martedì sera fu mandato uno trombeta a dimandar la terra da dilla armata francese, et che sopra questo fu fatto Gran Consejo, el deliberalo di elezer 12 che faccsseno quello li paresse. El che si parlava molto di far unione in tutta la terra, et governarsi a republiea et non più per signori. Di Pergamo, di 8. Come, bora 17, era zonto uno de li lizieri de domino Jacorno de Vigoaro capo di cavalli lizieri, qual dice haver inteso da uno vivandiere qual venia de il campo hispano, che gli ha ditto che eri si alacò fra li exerciti una gran scaramuza con trazer de molte vicluarie, et che in essa ne sono, morii de l’una e Pallra parte assai, de modo che lo exercito yspano si delrazeva venendo a la volta de Lodi. El uno altro dice che ’I veniva a la volta-d<*la Stradella. Qual nova come si ha significa, tamen non fu vera. Et scrive, star in aspeclalion di soi nuncii, che dirano meglio la cosa come sarà passata, et dii tutto aviserà. A dì 10. La mattina per tempo fo lettere di le 333* poste. Da Crema, di 8, hore 9 e mena di note. Go-nie in quella bora havia auto lettere da li soi che ’1 tien nel campo cesareo, che questa sera li cesarei fecero una grossa scaramuza cum francesi, et sono andati lino a li bastioni de francesi, et che una parte et 1* altra è sta saldi. Et che ’1 capitanio Zu-caro ha corso alla volta de Milan, et ha rollo una compagnia de cavalli legieri de francesi, et preso zerca 20 cavalli et 5 homini d’arme di quelli dii signor Theodoro Triulzi. Di Brexa, dii provedador generai Pexaro, di 9, hore 16. Come era ritornalo dii campo cesareo Paulo di Bologna, el manda il suo riporto qual è longo e bellissimo; il qual riporto sarà qui avanti scripto. Vene in Collegio domino Bironimo da Luca secretarlo di l’oralor cesareo qui exislenle, el monstre» lettore di Pavia di Antonio da Leva scritte al Viceré: et come erano ussiti fuora, el proso certi fanti lanzinech, svalizati e toltoli lì cavali e bagagic, et ha viefualie assai; sichè non li manca. Item, disse che l’era zonto in campo 50 milia ducati dii re d’In-gallerra et 100 milia da Napoli, e la Cesarea Maestà