043 MDXXV, FEBBRAIO. C44 dii campo viclualie per 3 giorni, cl 1’ altro aviso dico per 4, con comandamenti publici clic niun per questi dì ensa ad sacomanar, nè robar o bulinar, sotto pene grande, et questo inslesso par etiam babbi facto francesi pel suo campo; la causa non se intende, Chi dice perchè non escano più spagnoli a sacomanar et robar dove andava gran parte dii campo, chi dice per voler andar a Milan, chi dice volea andar dentro a la Ceriosa, chi dice per voler venir alla giornata avanti che gionga ad francesi il socorso de li svizari, che si expectano fino al numero di 7000, et altri dicono clic venirano alla giornata perchè si expecla fra questi quatro di la resolution di le trieve, che Milan et Pavia siali depositate in man dii Papa, et de altri, al iuditio de cui debano esser. Et se in questi 4 di non farà qual cosa, non faran più; però voleno far qualche cossa, però hanno facto tal ordine di le victuarie. Scrive etiam che in la searamuza sono pur sta poste certa quantità di victuarie in Pavia. Item, manda avisi dii campo francese, che già principiavano a zonzer svizeri ; clic li grisoni se ne va perchè il Ito non cura di loro per esser poltroni, che in ditto campo erano gioliti danari in quantità, et in campo hispano solum tremilla ducali trovati sopra li arzenti dii signor Viceré tolti a pegno; ma la fama era data de 50 inilia, et che ne expectavano altratlanli. Et più, che li ducali 200 mi-lia di la provision iacla per lo Imperador.gslà fama levata. Verifica dii ferir di Zanino de Medici, et con salvacondotto esser andato a Piasenza. Verifica la presa di Caxalmazor per li ducheschi, et disipale quelle gente dii Palavicino facto prigione dii signor Alexandro Benlivolo. Fona altri avisi in le lettere di Brexa, et reporli quali non havendo potuto averli non li scrivo. Da poi disnar fo Collegio di savii ad considen-limi, el aspectando con desiderio lettere di Roma in risposta di le nostre. * A dì 25, Sabato. La milina fo poi lerza letere di le poste. Di Cremona, di 23. Come era lettere di beri hore 20 dii campo cesareo, dii magnifico Moron. Scrive in lo exercilo non esser seguito cosa di momento, e starsi al solilo in li forti soi tulli do li eserciti. Di Pavia nè di Milano non c’è cosa di momento, nè aviso alcuno. Item, manda il sumario di le lettere di beri di campo ha auto esso Oralor, da uno eh’ è in castello col signor Duca ; el qual aviso co-jnenza in questa (orma. Ci sono lettere di beri dii campo, quale nulla contengono da rizercare alcun particolare provisione che ha a fare il signor Duca per servilio di la impresa; confirmalionc nova de li eflecti già seguili, e scritoli a Venetia per il signor ambasciatore el per il signor Duca et expectatione di qualche gran effe-cto. Però, non sopravenendo altro, credo non expe-diremo per Venecia ozi. AI campo credo expedi- remo questa nocle, et mandarole lì al signor..... Vcchio. A vostra signoria mi ricomando. Ex castro Crcmonae, 22 Februarii. Sotoscrila : De v. s. servitore Gio. Stefano Robio Di Bergamo, di 23, hore 14. Come in quella notte era giolito uno di soi messi, zoè quello che sta in caxa di lui Capilanio, stalo ne lo exercilo cesareo. Dice parlile eri matina, el che Limi passalo a dì 20 el zonse al dillo exercilo, ove udite a dire subito gionlo, che la notte precedente ispani erano andati fino suso li repari de francesi, ove haveano morto 1000 fallii svizari, el chiodati pezi 4 de artellaria; il clic non fu vero. Ben fo che essi ispani feceno uno asallo suso li repari, nel qual ne morite di l’una e l’altra parte da zerca GO. Item, dice che hispani usano una astuzia, che ogni notte et anche a giorno, per poter meglio nocere a francesi, penseno de soi fanti fin sotto li repari de francesi per farli redur insieme, e poi discargano a quella volta le loro ar-lellarie, perchè altramente non li ponno far danno. Dice poi che ’1 campo ispano sta al solito; ma che tulli, sì fanti come gente d’arme, se hanno facto le cave cuiii repari avanti aziò Parlellarie francese non li nozano, et si stanno cussi ascosi. In el qual exer-cito dice che le victuarie sono al solito; ma che hanno gran penuria di strame per li cavalli. Ulterius il ditto riporla, che Luni da sera, a dì 20, se partite del ditto campo ispano, e in quel dì ancora dii campo francese, ove vide quello esser al solito, ma che la Maestà dii Re era posto in una bassa a la campagna, aziò le artellarie de hispani non li noza. Et riporta, che Sabato da matina, fo a dì 18, in lo giorno il signor Zanino con le soe gente posto arguaito sotto li ripari de Pavia, ordinò fosse parali a quella parte castrati, et cussi fu fato, de modo che ussite de la terra una banda di gente a piedi et a cavallo per pigliar quelli. Et esso signor Zanino dette fuora et ne tolse in mezo alcuni, quali fono tagliati tulli a pezzi,, et esso fo ferito di schioppo over archibuso in una