151 MDXX1V, NOVEMBRE. 152 lionor. Durò fino horo una e più di noltc, con sali-sfation di tulli. El per eterna soa laude e memoria qui ne ho falò nota. Questo è discipulo di maestro Slefanin .... leze a san Lio. A dì 6, Dcmenega, fo san Lunardo, et fo il perdon di colpa et di pena in la soa chiesia, auto da questo Papa per reparalion di la chiesia, qual è ve-chia e va in ruina. Vene in Collegio T orator di Milun domino Stefano Taberna, solicitando le provision bisognava per mnntenir Lodi, e avisava il partir dii Ducha con lo orator nostro Venier di Cremona per andar a Son-zin et esser in coloquio col nostro Capitanio zeneral et provedilor Pexaro. Richiedeno canoni, etc. ; li fo ditto quelli è a Brexa bisogna per quella cita. È da saper. Fo scritto per Collegio, e cussi fu 1’ opinion dii Capitanio zeneral nostro, di venir a Crema sul nostro il Ducha, Viceré et quelli signori, e li far il consulto e non andar a Soncino. Fo termini in Collegio et ballolà con li Prove-dilori al sai, ai qual fo comesso facesseno T allra parte del ponle di Rialto poslizo, alto, su pali, senza botege, per adesso, qual sia conzonto con la miti è in piedi et si possi passar di sotto barche, eie., et si stari do mexi a farlo. Et sier Zacaria Bembo savio a terra ferma volea si facesse col Pregadi, pur contentò et fo ballota cussi si fesse per esser vergogna si stagi su burchielle con ponte di campo et pericoloso di anegarsi quando l’é cargo, come 1’ ho visto Mi. Veneno in Collegio do noncii dii territorio bre- xano, nominali................ i qual sempre è in controversia di la terra, et ofTerseno di far dii suo 200 fanti per queste occorrentie. 11 Serenissimo li ringraliò, dicendo non bisognava per adesso ; ma ben acceptavemo il suo bon voler, etc. Da poi disnar fo Gran Consejo ; et prima fo letto do parte per Ramusio di ordine di Censori, zerca l’andar a banco a banco procurando, l’altra 91 di procurar a le porte dii Mazor Consejo et per la terra quando si fa li oflicii overo rezimenli : tutte do prese nel Consejo di X, qual fo lele a nolitia e tutti si vardasseno d‘ far. Fu fatto do Soracomiti, Ira-le altre voxe, sier Nicolò Donado fo soracomilo di sier Andrea qu. sier Antonio el cavalier, el sier Bernardo Grimani fo patron in Alexandria qu. sier Zacaria. Item, auditor vechio niun passoe, perchè non parse al Consejo li electi fosseno sufficienti. Vene, hessendo Consejo suso, lettere di le poste, videlicet: Di Bergamo, di 4, hore 19, di sier Toma Moro capitanio vidi lettere. Come in quella bora era gionta una di le spie mandono essi rectori, il qual dice che Marti, fo a di primo, siete tutto il giorno per il campo francese, et che alla Ceriosa si atrova la Maesli dii Re, et dice haver visto che da tre parte è batuta la terra, nondimeno poco danno li fanno. L’è vero che pubi ice si diceva che pezi 7 di artellai ia grossa li era gionla a Tesino per passar di qui, ma che dubitavano a farla venir per via dii ponle di Bii per non la perder. Et che avanti il suo partir, che fo Mercore a di 2, senti far una crida in 10 campo predillo, che solto pena di la forca tutti 11 fanti si atrovasseno in campo. La causa non la sa dir, tamen scrive hanno altri fuora, et quampri-tnum giongerano, subito si dari adviso. Scrive, Pavia è lonlan da Bergamo zerca mia 50, et perhò avanti che uno loro exploralor torni, li avisi che ’1 riporta è vechii. Di Milan le cose stanilo in paxe. A Cassai) questi francesi che sono, non hanno ancor facto movimento alcuno dii ponle. Scrive che li 'messi predilli hanno gran fatica di acqua per li tempi sinistri. Di Brcxa, dii Surian podestà, di 5, hore 17................ Dii provedador Pexaro, pur di Brexa. Dii partir in quella matitia dii Capitanio zeneral, e lui era restato li per pagar le fantarie, che di coulinuo zonzano. El qual Capitanio è audalo a Crema per far il consulto con il Viceré et quelli capitanei altri, etc> Di Crema, di sier Zuan Moro podestii et capitanio, di 4, hore 24. Avisa il zonzer li quel zorno del signor ducha di Urbin capilanio zeneral nostro, et ha mandato a dir a li illustrissimi signori Viceré, ducila di Milano et di Barbone, che piacendoli venir da matina di qui a conferir insieme, vengano. Item, manda uno riporto, et scrive che tutto liozi si sente tirar l’arlellaria; iudicasi siano a Pavia. A dì 4 Novembrio, Zorzi da Crema mandato 91 per il magnifico podesti di Crema al campo francese, refferisse de lì esser partito Marti passalo primo de l’instante da vespero ; ma haver lardalo a gionger de qui per non haver potuto passar di qui di Adda per le guardie spagnole che non lassano passar alcuno. Dice che il re Cbristianissimo era nella Ceriosa, et la maggior parte delle fantarie sono' sotto Pavia ne li borgi, et qualche parte era andala di li da Ticino nel Borgo et haveano fallo uno pon-