455 MDXXV, GENNAIO. 456 Piero Dolfin zeneral di Camaldole nel monastero di San Michiel di Murati dove l’habitava, di eia anni 81, stalo zeneral di l’ordine anni 45, et anni G5 è in religion. Era doclissimo in humanilà. Lassò li soi libri a P hcremo di Camaldole, et quelli scrili e composti di sua mano a sier Vetor Dolfin qu. sier Nicolò suo nepote in vita soa, poi al monastero di San Michiel. È morto di febre, et era vecbio. E la malina sequente fo ivi sepulto. Nolo. Morite a dì 15, bore 22 ; ma lai morte la teneno oculta. Di Cremona, fo lettere di V orator nostro sier Marc'Antonio Venier el dotor, di 18. Come si dice a Piacenza si leva fanli per il re Cristianissimo, c par il duca di Albania, che era ad uno loco apresso Siena chiamato san Gemitiiano, era stà chiamato dal ditto Re, che con le zente ritornasse in campo sotto Pavia. Di Lodi le zelile tulle si preparano per voler ussir in campagna. Item, manda una lettera di Pavia portata per uno partì a dì 12, qual è questa qui avanti scripta, et dice che dentro stanno di bona voglia. La copia di la qual lettera sarà scritta di sotto. Da Crema, di 17 hore 4. Come manda uno riporto, et per il suo nunlio venuto da Lodi li è slà dillo che hanno dato danari a una compagnia di fanti italiani, e dicono voler dar alli lanzinechi, el si diceva che Zuoba a di 19 tutta le zente doveano ussir et mclersi in campagna. Ila inteso etiam che alcune compagnie di gente d’arme, che sono sul cremonese, non se voleno levar se non hanno danari ; nè altro ha de novo. Bernardin da Crema mandato per il magnitìco Podestà di Crema al campo francese sotto Pavia, dice de lì esser parlilo Domenega da sera fo a dì 15 al tardo, el che tiravano de l’artellaria si a le muraglie come dentro de Pavia per li cavalieri ; ma non tiravano nelle muraglie per far baltaria, ma a quelli lochi per li quali quelli dentro Jtiravano de fuori. Dicendo etiam che si aspectavano gran socorso di Franza et de svizeri, et che le genie d’ arme erano restrecte al campo. Et intese ila uno capilanio de fanti, che il Christianissimo re sapeva che le gente cesaree volevano ussir de Lodi per andar o a Milan o a San Colutnbano, dicendo che Sua Maestà disse che, andando a San Coluinbano, li volea andare in persona per soccorso, lassando però Pavia in asse- * dio, el andando a Milano, li volea mandar 8000 svi-zari ; dicendo che a Milano atendevano a fortificarsi nel corpo de la (erra, et che eri a di 16 dovea gion-ger in campo il reverendissimo Legalo dii Papa, vi-delicet Cardinal Salviati che era a Piasenza. tkm, dice, che nel suo ritorno è stato a San Columbano, dove ha inteso che le gente d’arme che sono de lì hanno tenuto solo uno cavallo de factione per homo, et mandalo via le bagaglie, et che atendevano a fortificare et fornire quel loco. Di Brexa, dii proveditor zeneral Pexaro, di 18. De oceurrentiis. ' In questa inalimi, per mio aricordo, sier Francesco Morexini avogador di comun, qual ha intromesso il caso et mandato fatto per li Ire Savii dii credilo di calafati a danno di la Signoria, andò a la Signoria dicendo l’altro Consejo fu posto la parie di darli do Qua ranfie con certa naration falsa in danno di la Signoria; pertanto voleva il Pregadi. El cussi il Serenissimo et la Signoria disse che erano contenti di darli il Pregadi. E da poi disnar Io parlai al Serenissimo di questa materia. Noto. Si ave aviso, come la nave patron Stefano di Nadal, ch’è di sier Ferigo Morexini qu. sier Riro-nimo e Zuan Zuslignan da Corfù, di botte 300, carga do orzi et 50 sachi di golon, vien di Cipri,sora Modon era brusala. Item, se intese, il Serenissimo voi far sposar la neza in chiesia di San Marco accompagnala da 150 donne, et Soa Serenità col Collegio andar in chiesia e udir messa solenne, poi andar a pranso.et poi montar la noviza con le donne in fìucinloro e condurla a caxa dii novizo sul Canal grando a San Trovaxo e 11 far festa et cena, e li compagni vestili in Bucintoro, sicome fu fato del 1471, doxe missier Nicolò Trun, che maridoe sua fia in sier Ilironimo Contarmi Grillo cognominalo, che fo acompagnà col Bucintoro fino a la caxa dii marchese di Ferrara, dove fu fatto una festa perii compagni Puavoli (sic), e la noviza era vestita di una vesta di.....a manege averte fodrà di reslagno d’oro. Quello sarà scriverò. Da poi disnar fo Gran Consejo, non vene il Principe. Fu posto, per li Consieri, dar licenlia a sier Zuan Dolfin podestà di Ixola di poter venir in questa terra per zorni 15. Et fu presa : 902, 98, 3. Fu posto la gratin di Nicolò Florio bandito ab-senle per il podestà di Montagnana, e si vuol apre-sentar. Fo scritto perCoIlegio una lettera a l’Orator nostro a Roma, qual fo mandata a monslrar a la Signoria poi Conseio, cazado sier Lazaro Mocenigo el consier per esser papalista.