47 MDXXIV, OTTOBRE. 48 seia ri francesi li seguitava, e la fama che ’I re Cristianissimo voleva venir in Italia. Coloquii col Papa, qual non crede che ’I possi venir per esser esausto di danari, eallri discorsi. Et zerca letrieve, che l’ar-zivescovo di Capua........... Da poi disnar lo Presuli, et letto lettere, perchè, poi fato il Pregadi nuovo, non està se non do Pie-gadi. Fu posto per li Consieri, Cai di XL e Sa vii, ha-vendo richiesto le pupille (iole fo di sier Vincivera et sier Luca Zorzi si scrivi a l’Oralor nostro in corte per aver la reslilulion di le possession loro, poste nel territorio di Ravena, di le qual forono spogliale al tempo del monitorio dii qu. papa Julio, nè ancora per la potenza di Raspolli è sta latta la reslilulion, come fu falla a li allri, pertanto sia preso si possi scriver, ut supra, quanto sarà bisogno, con la in-struzion eie. 169, 6, I. Fu posto, per i Savii dii Consejo e terra ferma, atento le occorentie presente, sia dà libertà al Collegio di far fin 8000 fanti per meterli in le terre nostre et dove bisognerà. Jtem 500 cavalli lizieri. Fu presa. Ave tutto il Consejo. Fu posto, per i Savii dii Consejo e terra ferma, aleuto zà più anni hanno servilo a la custodia di Zara Starnati Lusi cavalier con stratioti 25 et Lombardi!) Telrico con crovali 30, i quali erano pagali a quella camera de li, al presente non polendo esser pagati, pertanto li sia deputà il suo pagamento a la camera di Vicenza, di danari di la limitation. Ave: 176, 2, 2. Nolo. In una lelleia letta ozi in Pregadi...... par il re Cristianissimo scriva al marchese di Sa-luzo, come ha dalo una stretta a l’esercito cesareo e toltoli pezi cinque di arlellaria, et che presto el sarà in Italia con un grosso esercito. Fo mandà li quattro Savii a i ordini, alento sier Zuan Trivisan per la età ancora non è ¡Dirado, e li ProveJilori sora li colimi, a Lio, conira l’oralor dii Signor turco, et condurlo nel suo gripo, over bra-gantin, fino a l’abitazion preparatoli in cha’Mure-xini a la Zucca. Fo chiama li elecli di la Zonta ordinaria e di quella di Roma, li 9 Procuratori e li Savii di una man e di l’altra con il Consejo di X, et licenliati il resto, era bore 23, et fo per trovar ducati 20 niilia e tuorli di Monti. Et nel venir zoso di Pregadi vene un’altra posta, qual fo leda con la mila dii Pregadi, che reslò al-dirla. Di sier Marco Antonio Vrnier el dotor, o-rafor, date a Pi zign fon, a dì 12, hore .... Et manda una lettera drizala al Ducila, di Aste, dì 11, come ha per certo il re Cristianissimo saria a dì 15, cli’è doman Subado, a Susa con 30 inilia fanti, 2400 lanze, el vien per tre vie, per una Soa Maestà, per l’altra monsignor di Lescu et ducha di Albania, et per l’allra monsignor di la Pelisa, et die ’I ducha di Savoia feva preparar li alozamenli. Item manda una lettera aula da Turili di uno amico dii Du> ha, qual li scrive certissimo tal venula dii re Cristianissimo con li 30 mila fanti, et dice la qualità: 6000 sguizari, 4000 lanzineeh, 6000 italiani e allri eie., c le lanze, ut supra. Et di più die l’armata francese, su la qual era montato el signor Renzo di Zere, si era partita di Marseia con 6000 fatili suso per andar a la volta di Napoli e far voltar quel regno a la Cristianissima Maestà. Item scrive, le Ire vie per le qual viene il Re, sono, per Cunio, per Penaruol, per Susa. Jtnn che l’esercito stalo a Marseia era zoiilo a Al-benga, die è mìa 60 de qua da Nizza et 50 mìa Imitali di Zenoa, ma caliva via. Di Picegaton, vidi lettereparlicuìar di 12, di V Orator nostro. Come la preterita nocle gioii-seno lettere del signor Viceré dì 10, date in Aste a questo illustrissimo signor Duella, per le qual li ad-visa, come li era venuto a notilia che in la valle di Sanlo Pietro, ohe è nel marchesato di Saluzo, se dice esser arrivali 8000 fanti et 400 laiize, le quale si dicono esser quelle che conducono italiani eforausci-li; et a Ire leghe di là da Susa dicesi essersi domino Galeazzo Vesconte a far preparatone di vituarie; per la qual via dicono debbe venir el Cristianissimo cutn el resto del suo esercito, et crede che venirano con 23 " la maggior celerilà die potranno per arrivar prima nel piano de Piamente che giongi lo esercito cesareo, perchè alli 7 de l’instante esso esercito cesareo se parlile da Niza per la via di la riviera di Genoa. El qual signor Viceré haveva espellilo cum grande celerilà al signor marchese de Pescara per accelerar la sua venuta con ogni diligenti», perché Un che non è giolito questo esercito cesareo, non si poi far bona deliberatone. El aricorda che se debino coudur le vituarie ne le terre, e che subito se debia transfert • a lui el signor Hironiuio Morone, et signor Antonio da Leva per consultar con presleza quello si ha a fare, perché il tempo insta el non bisogna interpo-nerli momento di intervallo. Et serive che se debba advisar cum celerilà la illustrissima Signoria, aciò l’acia quanto è obbligala. E da poi scripte esse lettere, subgionge in quello ponto esser arrivalo ad esso