C35 MDXXV, FEBBRAIO. C36 388 (uria, cussi bentosto etiam, ritornerano con gran furia. Che Sabato da sera, a dì 18, arrivò in campo una bona sumina de danari, qual non sa di che loco; ma sono sta condutti per la via romea. Et dimandato se ’1 sà clic il signor Zanino sia stalo ferito in scaramuza, risponde haverlo visto Sabato da sera, a di 18, sano et gagliardo, et fino a quella bora non era sta ferito. Item, manda uno allro adviso habuto per altra via, come lo illustrissimo signor Tticodoro Triullio da Milano havia mandato una bona cavalcata verso il Monte di Brianza, et che non si sapea a che efelo. Et se ha inteso, come ditta cavalcata fu di ¡300 cavalli cum altraltanti schiopelieri in groppa, quali scorseno a Pandino, Rivolta, Spino et altri luogi a quelle bande facendo danno assai, et aggionseno fino a Lodi et brusorno il ponte et barelle, et poi ritornorono indrieto fra Lodi vechio et Lodi uovo marchiando verso Santo Columbano; tamen non se intende lo exìto di tal cavalcala. Di Crema, di 20, horc 23. Come in questa bora ha vìa haulo aviso da li soi che ’1 lien nel campo cesareo, di hozi, bore 20, che lo affirma la nova incorsa in questa notte passala, et è morto il signor Marco Antonio de Clusa con fanti 300, et è preso uno de li primi capetani che fusse de la arlellaria de francesi, et hanno roversalo 7 pezi de arlellaria ne li fossi, et inchiodalo tre; et lo certifica etiam che" grisoni se ne vanno a le lor case, li hanno tolto etiam la insegna et morto assai cavalli. Di Brexa, in le lettere dii Proveditor generai, di 21, hore 4 di nocte, è questo altro aviso. Come manda uno riporto de uno che partì dii campo Sabato ad hore 21, qual però ho scriplo sopra. 891) A dì 23, fo il Zuoba di la caza, et si poi dir Zuo-ba magra e non Zuoba grassa perhò che fu la vizi-lia di San Matio apostolo. Di Bergamo, di 21, hore 1 di notte. Come non parìa fino quella bora alcun suo messo di clic stanno admirativi. Scrive, hozi hanno haulo nova da persona, qual è duchesea, che la notte passata ad bore 10 in campo de hyspani fo tratto do botte di canon, per il qual segno da zerca 2000 fanti se po-seno le camise sopra le arme e si penseno suso li repari de francesi, dove li inchiodorono 7 pezi de arlellaria. Le gente de Pavia detono anche loro fora et feceno dii mal assai, e dice quello che scrive, che sono sii morti in tal assalto 3000 svizeri ; la qual (lj La carta 388* ò bianca. nova la non l’hanno voluta scriver a la Signoria, perchè non si crede, per esser venuta da uno di Sechi. Item, per uno suo vien di le terre di svizeri, qual zà cinque zorni si mandoe de lì per intendersi se movea alcuno, perchèfo dillo G000 svizari si mettevano in ordine per venir a questa impresa, dice esser sta in molli lochi sino a Boliuzona, nè si sente nè se intende di zenle alcuna che de li siano per venir in Italia. Da Cremona, di 21. Come era ritornalo de lì il signor Alexandro Bentivolo con il signor marchese Lodovico Palavicino preson fato in Caxalma-zor. Da poi è venuti alcuni altri capitanei, sì de cavali lizieri come di fantarie; narano il fatto esser sta grande. Li altri presoni, parte sono qui venuti, et parte sono rimasi in mano de chi li hanno presi. Diman il resto di le gente di questo illustrissimo signor Ducha ritornerano, et poi questi signori qualche pensier nuovo farano. Et che per alcuni di questi consieri dii Ducha si ragiona, che forsi sua excel-lentia potrà partirsi di Cremona per andar in altri loci, per il che, si ben esso Orator ha haulo commis-sion di la Signoria che partendosi il Ducha lui Ora-lor rimagni de lì, tamen rizerca haver ordine novo di quanto babbi a far. Item, scrive, il capitanio mandato a Genoa per deflensione di quella cita, si chiama il comendator Figueroa. Li mercadanti genoesi in chi hanno da venire le cedule de li cambii facli in Spagna di ducati 100 milia (sono) missier Ansaldo de Grimaldi 50 milia, missier Stefano di Grimaldi 25 milia, missier Tomaso de Fornari 25 milia. Di Crema, di 21, hore 21. Come in quella 389 * bora havia haulo lettere da li soi dii campo cesareo di hozi bore 15. Avisano che’1 signor Zanino sta molto male, et va alla volta de Piasenza cum uno salvocondullo dii signor Viceré, et hanno disiato la compagnia dii signore Renalo Triullio, et hanno preso zerca cavalli 25, feriti et morti da zerca 10, tolendoli el suo stendardo. Item, manda uno riporto di uno suo exploralor venuto dii campo francese. Scrive, beri sera gionse lì a Crema ferito il reverendo domino Marino Carazolo cavalier di Rodi, quale ha ditto ad uno homo de conditioue suo mollo fa-miliar et amico di esso Podestà, che li cesarei fanno una mina secrelamenle ne lo allogamento dii signor marchcxe da Pescara, dove lavorano se non liome-ni da bene, e t quelli de Pavia fanno un’ altra per venir ad incontrarsi. Et che li signori cesarei dicono haver provisto per via de Venctia et de Napoli de ducati 70 milia per dar una paga alle gente, le qual stanno malcontente per non haver danari, et molli