465 MDXXV, GENNAIO. 466 anco che li dovea venire presidio de svizeri ; ma non se dicea cum fermeza, nè se parlava de- dar assalto a Pavia. Et dice, nel ritorno suo esser stato a Milano dove hanno fortificato el corpo di la terra et hanno abandonato li borgi, et a le porte lavoravano cum solicitudine a far cavalieri, el hanno facto le trincee alorno la piaza dii castello, et in bocha di le strade faclo li cavalieri, sopra li 279’ quali hanno posto le sue arlellarie. Dicendo, che hora lavorano a far la trincea al castello de fuori di la terra, acciò el non possi esser soccorsi. El Luni passalo, a dì 16, pagorono tulle le fanterie, che sono in Milano. Dice ctiam che la compagnia di gente d’arine dii signor Theodoro Triul-zio P hanno fatta relirar a Bmasco verso il campo; el dicevasi cosi fariano de le altre gente d’arme. ltem, dice che eri sera a dì 18 alogiò a San Colum-bano, il quale loco francesi hanno fortificato et molto più el castello, dicendo che occorrendo se voliono retirare dentro. Et eri sera vene nova al conte Zuan Francesco de la Somalia, che quelli de Pavia la nocle avanti haveano faclo de gran fochi, et cridavano : « Imperio, Imperio, Marco, Marco >.11 qual Conte ha ordinato per potersi a un bisogno retirarsi nel castello. Zuan Piero da Cassale, mandato ut supra al campo francese sotto Pavia, dice de 11 esser parlilo beri da poi vespero a dì 18, et che quelli de Pavia, da la banda del castello, quasi ogni dì escono a scara-muzare,el Zobia penserò uno capilanio di fanti, fo a dì 12 ; et nel borgo di Tecino, dove è la guarda de monsignor de Meinoransì faceano repari et trincee, chi dice per piantar artellarie, et chi perchè dubitavano che da quella banda vegni soccorso a Pavia. Et ha inteso che ’1 Papa faceva far buon numero de fanti a nome dii Re. El che ’1 re di Navara era andato a la volta di la Franza et havea mandato danari in campo. Item, che a la guarda de monsignor di la Palisa hanno facto trincee et gatti. Dice etiam, che eri matina a dì 18, avanti dì cerca un hora, quelli de Pavia fecero un gran foco in Pavia, et di poi per 4 hore butorono fuori de una feneslra di la torre dii castello uno linzolo et presto tirorno dentro, in modo de uno segno, et se diceva in campo che aspectavano certo numero de svizeri. Item, ha inteso, che spingendosi li cesarei avarili, il Re ha ordinato di trazer fanti 8000 de Milan et altrettanti dii campo cum lanze 800, et mandarli a P incontro de diete gente cesaree. Item, dice che Tecino è sugato dii tulio. Item, dice che questi zorni il signor Zanino è venuto cum le sue gente a far imboscata IDiarii di M. Saboto. — Tom. XXXVII. verso Lodi et San Columbano ; el se dicea etiam in campo che fiorentini devano al re Chrislianissi-mo fanti 5000. Bartolomio da Crema, mandalo ut supra al campo francese sotto Pavia, dice de lì esser parlilo eri a mezo zorno, et che la banda de monsignor de Memoratisi, cli’è nel borgo de Tecino, si fortificava cum repari el trincee di sotto dii ponte di Pavia, el ha inteso dal capitano Leo Chies vascone de fanti, che tal repari et trincee facevano per piantar Par-tellaria per batter Pavia da quella banda. Et ha sentilo dire in campo, che era partito de li il re di Navara cum la sua corle per andar alla volta di Franza, et che da poi partilo ha facto venire denari in campo. Ha sentilo etiam dire, che ’1 Papa facea far fanti 15 milia a nome dii Re; et dice liaver visto Marti da sera a dì 17, che in Pavia faceano un gran foco, et avanti il foco sentite cridar in Pavia :