113 stumato officio, che è de perdonar, lo ditto signor ha acquietato, remesso, perdonato, et quieta, remete et perdona, per questa presente crida, qual è signata di sua mano, tulli li crimini, delieti etoffensi che poriano haver comesso a l’incontro de Soa Maestà lutti quelli che hanno prese, o messe le arme in mano per li inimici di ditto signor conira de lui et sui armadi che lo haveva in queste parte, e vole et intende che non li sii niuna cosa dimandala praemissis, et venano et se relirano de dentro de dilla villa nel termine de 10 giorni, comenzando il dì della data de le presente, intendando lo ditto signor de traclare come boni et leali subdili, et li guardar de tulle le oppression et inconvenienti. Et perchè sarà bisogno avisarsi de questa presente crida in ogni loco, lo ditto signor vole et intende che a la copia di questa sia data fede come al presente uriginale. Facto al campo del ponte del Corfico a di 24 Octubrio, P anno 1524. Signata : Francesco Robertetto Di Bergamo, di 28, hore 19. Si ha che, aspe-tando loro homini sono fuora fin quella bora, sì a la parie di lo exercito francese come verso Milano, è ritornato uno che dice del re Christianissimo, overo del suo exercito, che lui non sa dire cosa alcuna ; è verso Binasco, la Chiarella et loci circumvicini per lor la impresa de Pavia, qual è munita de furili, cui dice 4000, cui 6000, et alcuni homini d’arme. Lodi è firmalo di fanti, cui dice 1000, cui 1500 et alcuni homeni d’arme. Verso Cremona lino heri si erano el signor Viceré con Je gente ispane, ove si alrova il Ducha con l’Orator nostro per giornata. Di quanto arà, siaviserà. Scrive esser moria una dona li in Bergamo di pesle, et bergamaschi esser tornati in la cita, et venuti da valesiaui 500. Di sier Marco Antonio Venier dotor, ora- • tor, date a dì 27, hore 16. Questa malina si ha, che lo exercito francese va a la volta de Pavia, la qual è ben munita di gente, viluarie et arlillarie; el la persona dii Re se dice atrovarsi a Binasco di qua da Milan miglia tO, et ha fatto pur qualche novità in Milano, et apicato alcuni, el se dice haver fato far una crida che tutti debbano ritornar a casa sotto pene strettissime, excepto quelli che sono slà capi di le contrade a la guerra passata et sui locolenenli et banderalli. Heri questo illuslrissimo signor Ducha mandò a Lodi 8 pezi de artellarie, dove si atrova el signor marchese di Pescara cum I Diarii di M. Sakuto. - Tom. XXXTII. OTTOBRE. 1 14 3000 fanti, el el signor Viceré, se atrova a Sore-xina lontano do qui zerca 15 miglia, se ragiona babbi a venir qui, el cussi, se non venirà, el signor Ducha li manderà el signor Hironimo Mo-rone a lui. Nui de quisliamo de bono animo, per esser in una bona cità et abondante. El pane non vai più di lire 4 di pezoli el staro venitian, et cussi tutte le altre cose sono in bona fertilità. Da poi disnar fo Gran Conseio, el fato per scur-tinio Bailo e capitanio a Napoli di Romania sier Bernardin Contarini fo conte a Trau, qu. sier Zuan Malio, et tolti in scurtinio 29, fu fato retor e pro-vedador a Cataro sier Francesco da ca' Taiapiera fo conte e capitanio a Sibinico, qu. sier Andrea, podestà et capitanio a Feltre, e altre vose. Di Brexa, fo lettere di rectori, di 29, hore li. Mandano una lettera hauta dal conte Bortolo-mio da Villachiara, di 28, da Azaneilo, et questo è il sumario : Come lui è slà chiamalo dal Ducha al guberno de Como, et che de lì el scriverà et adviserà de li successi. Da novo scrive, che essendo lui la sera a Soresina da quelli signori, é venuto il conte Maria Cribello da parte dii excellen-tissimo signor ducha de Milano, che bora é in Cremona, el ha dillo che Anchise Visconte guber-nalor in Rona ha dato ditta terra alla Maestà dii Re. Item, scrive che ’1 Re va a la impresa di Pavia. Et di Bergamo si ha, esser rimanti solum 10 fanli per porta; ogniuno marchia al campo. Scriveno dii zonzer li a Brexa dii ducha di Urbino capitanio zeneral. Fu incontralo da lui capitanio sier Francesco Foscari fino a Santa Fumia, et lui podestà Su-rian rimase a la porla di la terra. Ha opinion esso Ducha di meller le zenle d’arme in Verona, et di continuo l’intra, e le fanlarie lì in Brexa et circum-circa, et lenir pressidio in li Urzi et Pontevico di qualche cavallo liziero, et cussi scorer di andar in campagna. Scriveno attender che tutte le biave da Oio in quà se reducano in la cità, per qualche in-cursion podesse occorrer. Di Crema, di sier Zuan Moro podestà et capitanio. di 28, hore 23. Manda una relalione, qual dice cussi : Zorzi da Crema, mandato per il magnifico podestà di Crema a Milano, hozi ritornato dice, che Mercore passato, fo a dì 26, gionse in Milano, dove dice esser solum 9 bandiere de fanlarie, selle di le quale sono italiane et due de francomani, et sono a la volta dii castello, et lì sono 4 bandiere di gente d’arme, fra le quale sono una del conte Lodovico di Belzoioso, et l’altra dii conte Hironimo da Caslion, el sono assai ben in o rdi- 8 MDXXIV,