453 MDXXV, GENNAIO. 454 lia. Da novo si ha l’andata al Gayro dii magnifico j Himbrai bassà. ! Dii ditto, date, ut supra, a dì sopradito. Come era zonto de lì domino Paulo Justinian partito da Cataro per manchamento dii pan, e con lui era domino Alexandro Bondimier ritornato da la Valona . con lettere responsive a le sue dii capitanio Buscan rays ; il qual capitanio è venuto per rispetto di le fuste di christiani a vardar queste sue marine. Hor ditto Bondimier dice, hessendo la marzeliana presa al cargador, cerca 20arbanesi andono in essa a bever, 27*2* et habiandose imbragati veneno a rcmor insieme et monlono in barca di la marziliana uno sopra l’altro, sì che i roversono la barca et se anegono 14 di loro e dui marinari di la marziliana ; et per questo ditto capitanio li ha levalo garbuio ; il qual patron per paura disse esser ferarese. Ilor dillo Bondimier referisse, a dì 27 dii correnle zonse a la Valona et expedí il suo scrivan con le lettere a quel cadì et capitanio Boslan rays, le qual ledo li disseno ritor-nase il zorno sequente che sariano insieme ; et tornato, il cadi non si volse impazar e disse riportarsi al capitanio che era schiavo dii Signor. Hor il capitanio disse che l’avia preso la marziliana, che era ferarese, di ordine dii eadì di Durazo per aver morii alcuni carazari dii Signor, nè bavia presa per far dispiacer a la Illustrissima Signoria nostra. El scrivan li disse non era ferarese, e il patron era in presoli. 11 capitano dicea non era in prexon. Hor fato venir a la sua presentía, nome Lunardo Pagan da Chioza, e li dimandò si l’bavia auto bona compagnia. Pinzando in zenochioni disse : « Signor sì son vostro schiavo e se ben son venilian, ho ditto esser ferarese; voglio esser vostro schiavo et pagarvi la taglia. » Hor il capitanio disse aver scrilo di questo al Signor, e se non havesse scrito lo libereria, et il navilío e 1’homo era sta venduto ducali 150, e li danari era a instantia dii Gran signor. Riporta etiam ditlo Sopracoinilo, atrovarsi in aqua la galiota et 4 fuste di le sue con le 3 di la Valona, et quella che era di Curtogoli capitata lì per fortuna et relenula de lì con li homini, digando esser scampati da Curlogoli. Tutte queste disarmale, et le zurme vano per la terra, et alcuni di loro ritornano a Constantinopoli dove etiam è andati parte di quelli rays che erano venuti con el ditto capitanio, ne si sa se ritornerano più. Et che questa invernala non sono per ussir, ma ben a lempo novo, dicendo esser capitanio dii golfo e per ordine dii Signor doverlo guardar da corsari,dolendosi che li nostri permettano che fuste de christiani de continuo molestavano li navilii et subditi turche-sclii, e per tal causa il suo Signor l’havea mandato cum ordine di star a quel governo per anni 4. Et dicea aver scritto al Signor di poter tuor tulle le gente dii paese per armarle al tempo novo, et che a l’hora el veniria fino a Venelia a far reverenlia al *73 Serenissimo Principe, per esser conosulo aConstan-linopoli da Sua Serenità. Item, dice, ditlo Sopraco-milo haver redula la (aia dii ditto Lunardo in ducali 100 per lui e per il navilio e per la morie di carc-zari anegadi ; la qual lui Lunardo l’avia mandala a tuor a Venetia, cum uno phanò che ha promesso al capitanio, mollo da lui desideralo per il suo armar a tempo novo. Scrive esso Proveditor, se interteuirà lì a Corfù 6 over 8 zorni, aspetando la sua licenlia di disarmar, e quelle dicno zà disarmar al presente sono in Dalmalia exceplo lui e suo nepole, et non havendo adviso si redurà in Dalmatia. Item, manda la copia di la lettera li ha scritto il capitanio Bustan rays in risposta di la sua, dicendo che quello ha fatto è sta per il cadì di Durazo, et esso Ppoveditor non tenga mala impression conira de lui che ’1 reguarda li vasali di la Illustrissima Signoria come li soi, e dice è capitanio di questo golfo a riguardar questi lochi dii Gran signor, et avisa che, essendo sopra Durazo, trovò il Duca di Candia et subito con le sue fusle li mandò aqua et quello volse, et li fece honor e careze, et cussi è per far. La qual lettera è data in la Valona a dì 28 Novembrio. Dii ditto Proveditor, date in galìa sopra la 2741) Poca di Cataro, a dì 27 Dezembrio. Come scrisse le aligaie et scriple di sopra per uno schierazo, et credendo el fusse a Venetia, trovò l’era ritorna a Corfù per haver el schierazo molado aqua per una fortuna che l’hebbe ; et questo anno è stato malissimi tempi in levante. A dì 18 di l’instante se partì da Corfù, e lasò ^ do galie Bondimiere, Trivisana, Grila eMorexina a obedienlia dii rezimento di Corfù et ordine non si slargino da Corfù ; e questo à fallo per il molo de Italia e la venuta dii Cristianissimo re, et haver aquistalo Milan.aziò bisognando le galie siano insieme; el ha con lui domino Paulo Justinian el Piero Viluri suo nepole. Et scrive, lì a Cataro starà doi over tre zorni poi anderà a Zara aspetando la soa licenlia. A dì 20, fo San Sebastian. La malina se intese, questa notte esser morto il reverendo domino fi) La carta 273 * è bianca.