135 UDXXIV, NOVEMBRI. 190 inlellexi, sed non co scnsu quod lu capis. Nam lieri acccpi litteras ab illustrissimo duce Burbonii, quibus 80* significavit quatuor milia deputata esse ad defen-dcndam Papìam, centum equites gravis armaturae et ducentum levis totidem equitis ad tutandum Lay-dum cum tria milia peditum byspanorum et italo-rum conventu'; praeterea in Cremonam magnam copiam commeatus ad sustinendam reliquam partem exercitus, qui erat apud Sorasinam cum omnibus primariis ducibus. Haec, mi Suriane, ad versa non sunt, sed piena providenliae valde salutaris. Nam si fortiler defendentur Papia et Laudum, Mediolanum nihil proderii Regi, ubi nec commeatus importatimi est, nec pecunia coviadi potest, propter ab-sentiam mercatorum. Postquam igitur csesariani omnia lecere diligenter quae ratio belli postulai, sitam esso venetam patriarci, quam sum animo, consterei llli illustrissimo Dominio ut celeriter coesa-rianis se adiungeret ad lerrendum hostem adbuc perplexum, in qua re sola, meo quidem iudilio, con-, sistit victoria. Si gallos ab Italia expelli vullis, si qui sunt qui tales cupiunt vicinos, hii capient cibum qui longe facilius edatur quam digeratur et conco-quatur. Rex Papiam, ut audio, agressurus est, a qua capienda si aberiabit, iudico illuni in Franciam re infecta rediturum, amissa videlicet tota belli repu-latione ; contra sentio, si capici, est itaque illic lotis viribus ei resistendum. Vale et me ut soles ama. Ex Mantua, 29 Octobris 1524. Excellentissimae magnificentiae tuae deditissima Ricardus Pacecs orator Angliae. A tergo : Magnifico domino Antonio Suriano Brixiae gubernatori dignissimo. Nota. Questa lettera venuta a Brexa, il Podestà mandò a la Signoria il capitolo dove comenza: « Reri accepi littcram ab illustrissimo Duce ». Di Crema, di sicr Zuan Moro podestà et capitanio, di ultimo, horc é di node. Manda uno capitolo di lettere di Zenoa, scritte ad uno mercadante di Crema suo amico, qual dice cussi: Questa città sta provista di buon presidio, fatto dal signor Ducba et da essa città in modo die, stantibus terminis, non mi pare di bavero da dubitare de inimici. L’armata si atrova in Villafran-81 ca, mandando di baver da 10 milia fanti, pur in effedo se intende che ne habiano da 6 in 7 milia, che pur sono troppo il presidio. Veramente, di questa cità è da 4000 fanti, con quali, come ho ditto, par che la sii securata. Da poi disnar fu Pregadi, et ledo le lettere sopradide et quelle di Roma con grandissima credenza, cazadi li papalisti. Fu posto, per li Savii, la expedition di 5 capitoli di oratori di Crema, videlicet: Primo, alento habino preso in el suo Consejo che per ornamento di la terra di reformar il pa-lazo di redori et officiali, et zà è fallo le calzine, eli’è ducali 80 a l’anno di le mulecte et conde-nation per anni 4, sia concesso e deputà a la dilla fabrica; et a questo si risponde semo contenti con-ciederli per ditti anni 4. Secundo, che la lerra possi affitlar la pescaria di le fosse che circondano essa terra ; il tralo sia depulà al Monte di la pietà e spexe da mondar le ditte fosse. Se risponde non ne par per adesso. Tertio, atcnto che per le guerre il territorio di Crema sia stà spogià de bestiame et si afilla il dazio di la scanatora di la terra, si afitta di anno • 7 in anno, e i becheri, non si poi fornir di carne, riebie-deno siano afitadi de coetero per anni 4, si risponde, semo conienti de coetero el si affliti per anni do. Quarto, atenlo che li daziari voleno scuodere dacii vecchii di anni 20 e più e fanno comandar li heriedi, e al tempo di sier Priamo Trun podestà e capitanio di Crema fo fata certa proclama, eie. però voriano i loro libri non fossero creli più di anni 2 in zoso, se risponde semo contenti per anni 5 siano creti. Quinto, che quando si manda danari de lì per li soldati e altri, si mandi in tanti bagatini, si risponde setio conienti di mandarli in bagatini. Andò li detli capitoli. Fo presi. 1G6, 3, l. Fu posto, per sier Almorò di Prioli, sier Simon Lion patroni a l’Arsenal, che la deputazion fu fatta per questo Consejo per le camere deputade a l’Ar-senal debbi ancora durar per uno anno, la qual compie questo Novembrio presente, atenlo le nove si ha fu presa. 170, 4, 3. Fu posto, per li Consieri, Cai di XL e Savii, che a Nicolò osto di Uderzo di la villa di Noventa, qual ha patito gran danno per la peste venula a la Motta, è dehitor di la Signoria nostra di zerca ducati 30, possi pagar ditto debito in anni do, dando piezarie, eie. Fu presa. 157, 0, 7. Di Candia fo lettere, di sier Nicolò Zorzi 81 * duclia, sier Tomà Mocenigo capitanio et Consieri, di 10 Odubrio. Di quelle occorenlie et avi-si auli.