623 cl ivi fu a le man con la compagnia di lizieri dii capitanio Zucaro, de li quali ne prese cavalli CO et alcuni presoni. Et esso referente dice haver visto a lo allogiamento dii signor Federico da Bozolo, et ivi haver aldito che il signor Federico e il signor Zanino dimandava a li presoni, che fantaria era de hispani. Gli risposeno, che spagnoli dicevano de volersi retirare a San Columban, perchè le artellarie de francesi poste sopra uno cavalier li noceva molto, et che Venere da malina, a dì 17, fo dissipali forsi homini 50 dii Viceré da diete artellarie. Item, dice che ha visto doi capi, videlicet Nicolò da Piombiti et uno conte Bernardin che fevano fanti a nome di la Maestà Christianissima in campo. Item, dice che beri sera gionse in Milano a bore 23. Et che intese, come le gente dii signor Theodoro Triultio a cavallo et a piedi erano ussite et andate verso il monte di Brianza. Da Lodi si ha che beri fo facto crida publica ivi a Castel Lion et altri loci, che tutti do-vessino pagar la taglia datali per hyspani, che è di ducali 4 per sler di sai et ducali doi per cavallo, et che molli fuzivano. Questo è quanto hanno degno di notiti». Di Crema, di 19, hore 18. Come questa ma-lina alcuni cavalli de francesi, di quelli che erano in Milano, chi dice 400 e chi più, et tre bandiere di lanli sono passali di qua da Adda et venuti al ponte de Lodi, quali hanno abrusalo la mila, et alcuni de ditti cavalli sono corsi lino apresso li confini dii cremasco, quali poi vanno verso Pandino. Hanno etiam piglialo cinque cavalli de li cavallari che veniva alla posta de lì a Lodi; per il che scrive non è da pigliar admirationc se li avisi tarderano. Dii ditto, di 19, hore 22. In questa bora, ha aviso da li soi dii campo cesareo, di hore 16, come beri sera di notte saltorno fuori quelli de Pavia, et hanno morto assai de quelli dii signor Zanino, feriti et falto pregioni, dicendo che lui è ferito in la tesla, lolendoli de la victuaria, et menata dentro ; et che questa notte spagnoli hanno tirala 1’ artellaria al secundo bastione. Dii ditto, di 19, hore é di notte. Come in quella bora liavia liauto aviso da li soi dii campo cesareo, di hore 22, che si scaramuzava tirandosi di l’artellaria. Dicendo che la nova dii signor Zanino pur se diceva nel campo, la qual però veniva per una spia de li cesarei, et che in campo quelle gente stava mal contente per non haver danari. Et che del campo francese erano partili 2000 grisoni per andar a casa sua. Et per uno suo nuntio, che hozi jnandoe a Lodi, li è riportalo, che le geute francese, 624 che hozi corseno, sono andate a la volta de Spin, et si indica barano passalo Adda, et saranno andati a la volta de Milano. Di Cremona, di V Orator nostro, di 19. Come erano lettere di beri dii campo a quel illustrissima Ducha. Scriveno li exerciti stà al solito, pur cuín alcune scaramuze, non però cose da conto. La impresa de San Columban si è deferita. Alcuni dicono, che 1’ artellaria che da Lodi se conducea, havea ritrova sopra una aqua un ponte rotto. Altri dicono che ’1 signor marchexe di Pescara 1’ ha fatta defferir havendo opinion che di brieve si facia la giornata; cosa che questi la credono, dicendo esserne pur qualche aviso di campo. Sopra ziò questo Illustrissimo lien ancor lui che cussi habbia ad esser, et fanno questi in quel esser che se soleno far in expectalione de un molo de questa qualità. Idio fa-zia seguisca il megliol Quelli dii marchexe Palavicino sono in Casalmazor. Queste gente dii Ducha beri nndorono infino in li borgi di Caxalmazor, et hozi scriveno dieno ivi fermarsi. Da Milano nè d’altro loco è cossa alcuna. Di Brexa, dii proveditor generai l’exaro, di 19, hore 6. Nulla da conto. Dii Surian podestà, vidi lettere, di ditto zorno et hora. Come ad hore 3 era ritornato di una festa fatta far in caxa dove habita il Capitanio zeneral nostro, qual è siala* bellissima, in la sala grande con apparato et catafalchi et donne da 100, et collation bellissima con spongade et lorzi 40 ; et in la collation se perse do taze d’arzento. Di Boma, di 18, vidi lettere particular di Marín da Pozo è col cardinal Pixani, qual scrive cussi: Da novo, il ducha di Albania se partì beri da Roma et è andato a Fornello dal signor Renzo. Si dice che liarà gente assai computa li Ur-sini, zoè 12 milia fanti, 500 lanze et 600 cavalli lizieri. Dicono che Luni a dì 20 si farà la inonslra. Il signor Renzo, che era corozalo perché par quelli haveano promesso di darli la impresa dii Reame a lui e bora la danno al ducha de Albania, e pacificalo e gli danno genie per andar alla volta di 1’ Aquila, benché se iudica non faranno movtsla alcuna fino non si risolva le cose di Lombardia. Hozi sono lettere di 12, di Lombardia, che l’uno e l’altro exer-cilo atendevano a fortificarsi, et si dubita le cose anderano in longo più di quello se pensava. Idio provedi al tutto. Scrive fi a Roma se fa magro carnevai, et senza piacer alcuno, nè si fa mascare. Dimane se principia a corer li palii, et non se farà masebare. MDXXV, FEBBRAIO.