355 MDXXIV, DICEMBRE. 356 milia fanti, de modo che li cesarei quali erano andati per obslarli, erano ritornati indietro. Di Crema, fo lettere di 22, con uno riporto : il sumario scriverò di sotto. In questa malina, el Serenissimo, vestito di velu-do cremcxin ruosa secha e barda di veludo cre-mexin, vene a la messa con li oratori in chiexia, et li deputali al pranso. Era etiam con la Signoria lo episcopo di Bado che fo eri sera. Et compita la messa, li Savii si reduseno in Collegio per un poco, per aldir le lettere venule questa malina. 215* Da poi disnar, il Serenissimo, vestilo di solo di restagno d’oro, et di sopra uno manto di veludo alto basso paonazo bellissimo foderà di.....et bareta d’oro con fiori in capo, et il bavaro di armelini, vene in chiesia con le cerimonie ducal, con li oratori Papa, Imperador, Pranza, Milan, Ferara et Mantoa, el li deputati andar doman a disnar con soa excellenlia. Porlo la spada sier Donado Mar-zello cao di X va capilanio in Candia ; fo suo compagno sier Nicolò Valier è di Pregadi qu. sier Silvestro tutti doi vestili di veludo cremexin, e li de vestiti di berelin come fo eri. Predichoe a San Marco maestro Paulo da Veniexia di P ordine di San Francesco conventual, et fo brieve; poi si andò iu-sla il solito a vespero a San Zorzi Mazor. Et tornati, essendo zonle altre lelere di le poste, il Collegio tulio si reduse in la camera nova ha fato conzar il Serenissimo nel suo palazo, dove alias si dova audientia, al presente la ha conzala ad altro modo con uno loco col cielo dorado dove starà la Signoria, mudado la porla ; sichè de inverno sarà bellissimo redursi. Il Collegio no vi poi andar lì se non per il palazo. El non era alcun Procurator con il Serenissimo ad andar a San Zorzi ; ma restono a San Marco a vespero, et poi sier Domenego Trivi-xan et sier Lunardo Mocenigo procurator Savii dii Consejo se reduse in Collegio. Da Cremona, vidi lettere dii Venier ora-tor, di 22, Ime 4 di note. Come in quella sera lo illustrissimo signor Viceré clic passò Po, era gionto de lì et dimane partirà per Lodi cum il signor mar-chexe di Pescara et li altri signori, dove si voleno far torli aspedando ivi il soccorso che dia vegnir di Alemagna ; qual zonlo poi l'arano qualche bona de-liberatione. Item scrive, questo illustrissimo signor ducila de Milan pare che voglia restar lì a Cremona, dove lui Oralor etiam resterà et di quello succederà aviserà. Di Brexa, dii Surian podestà vidi letere, di 24, hore 17, qual dice cussi : Questa malina non si ha altro, salvo che eri matina passò la moni-lione de francesi accanto a Piasenza, la quale era sopra 126 muli a qualro barilli per mulo, nè è stato altro che polvere acompagnata da monsignor de Lescu, signor Federico da Bozolo et signor Zanino di Medici con zerca 1000 fanti, 500 lanze et 200 ^avalli lizieri con tre pezi di artellaria picoli ; et che il ducha di Albania era restato a Fiorenzola con lanze 500 et 6000 fanti, con fama di volersi conzon-zer con il signor Renzo per andar a la impresa dii reame. Item, è slà dillo che P armata francese ha-vea liavuto tulta la riviera di Genoa exceplo quella citlà. Francesi dicono, bora che li è gionta la polvere voler far ogni experientia per haver Pavia, e par che iterum lavorino per divertir il Ticino nel Gra-valone, et già il fiume era basso. Da Crema, di 22, hore 4. Come, per uno ve- 216 mito da Milano, ha che le zente erano a Milan sono partite et andate al campo, et restate solum a guardia dii castello 5000 IVanchopini et do compagnie di gente d’arme ; et che ditte zente stavano con qualche suspitione di le zente cesaree erano a Como, Trezo et Geradada. Item, per uno suo venuto di Lodi, ha inteso clic monsignor di Lescu con 5000 fra grisoni et svizari erano passà Po et andavano per la via di monti. Item, che li a Lodi atendevano a far repari et bastioni per fortifìcation di quella città. Item, manda uno reporto di uno suo explorator stato al campo cesareo. Alexandro da Malalon, mandalo per il magnifico podestà di Crema al campo cesareo che era a Monteseli, lontano da Cremona miglia 5, dice de li esser partilo questa malina a di 22 a bora una di zorno, et che avanti il partir suo dillo exercito cesareo si è levalo dal dillo loco di Monteseli et venuto tutto a Cremona, sicome lui ha veduto. Item, dice che il signor Federico da Bozolo el il signor Zanino con le loro gente, quale si dice esser bon numero, erano a Borgo San Donino apresso Parma miglia 7, et li haveano seco le munilione che li lia-vea dato il signor ducila di Ferrara, il qual se diceva che li mandava buon soccorso, et per tal causa se diceva che ’1 ditto cesareo era retiralo a Cremona. Et dice haver inleso, che monsignor di la Clela et monsignor di Lescu con 300 liomiui d’arme et 5000 svizari erano passali per il piasentin in soccorso de ditte munilione.