123 UDXXIV, NOVEMBRE. 124 72 * soi spagnoli. Tutto il resto ho scritto, sta in quella maniera. Fermamente a Milano fano bona compagnia a ogniuno. Da poi disnar fo, da poi vespero, Collegio di Sa vii. A dì 2, fo il zorno di Morti. 11 Serenissimo vene con la Signoria e parte di Collegio a messa in lachiexia nuova di San Nicolò da basso, che suol aldir messa in la soa cbiesiola di suso, et ivi fo leclo le lettere. Di Boma, di 30, zonte a hora, drizatc a li Cai di X, molto desiderate, in risposta di quelle importante li fo scripto a l’Orator, a dì . . . Octubrio, col Senato. Et per esser sohm coloquii dii Papa con 1’ Orator, nulla fo ditto. Se dice per avisi privali che Zanin di Medici era venuto a Modena, si tien sia venuto per luor il possesso dii duca di Ferrara per nome di la cbiexia di Rezo ei Rubje-ra, iusta l’acordo fatto con esso Duca, l’amen la compagnia di esso Zanin, ch’è di.... se ritrova al presente .............. Vene l’orator di Pranza per averjaudientia, e visto erano in la ditta chiexia, tornò indriedo. Et andati di suso, il Collegio steleno assi con li Cai di X, cazadi li papalìsti, et ordinono il Conseio di X con l’una et l’altra Zonta per da poi disnar. Di Brexa fo lettere di rectori, di 31, hore 14. Mandano avisi di Crema, et lo per averne vista una di sier Antonio Surian podestà scrivo, però che ’1 provedador zeneral Pexaro avisa la Signoria. Di Cretna di 30, hore 5 di notte. Da novo altro non mi atrovo, salvo che lo exereito dii re Cristianissimo è atorno Pavia, e da tre parte la baleno. Lodi se va fortificando di quello li fa bisogno, et li vanno assai victualie et lavorano continuamente per fortificarse. Basse etiam che Arona per Anchise Visconte se era pur resa. Di Cremona, di V orator Venier, nostro, di 30, hore 18 scritte a Brexa. Questa mattina è stà ditto a queslo illustrissimo signor Duca per alcuni venuti da castel San Zuane, che hanno cominzato a bater Pavia da 3 bande, tamen sua excellentia. non li dà molta fede. Et etiam dicono che ’1 re Cristianissimo li ha mandali li sui araldi a dimandarla, et per quelli dentro li è sta risposto che volendola la convengono conquistar per forza, ma altramente non sono per haverla. Et cusì li capitanei di guerra sono di questa ferma intentione. 73 Di rectori di Bergamo, di 29, hore 14 a li rectori di Brexa. Come.havendo per sue lettere di heri inteso ilzonzer de li dell’illustrissimo signor Ca-pitanio zeneral, cosa molto a loro gratissima, da novo hanno come il campo regio si è sotto Pavia, a miglia 3, et che ha bisogno de viluarie, et che da parte della Maestà Regia era slà dimandata la cità di Pavia, altramente li faria meler a foco et fiama, et che ditti francesi hanno sotto Pavia bocche 43 di arli-gliaria grossa et minuta, et che la volevano metter a segno per darli la battaglia. Il castello di Milano discarga molle bocche di artellaria. Di Cremona, di l’orutor Venier, di ultimo, hore 19, scrita a loro rectori di Brexa. In consonanza, come una scriverò di sotto, e di più che domino Hironimo di Megii citadin brexano è sempre a presso di lui ; el qual avvisa ogni oc-corenlia. Di Brexa, di ultimo, hore 20. Di una nova venula che non la credono, ma essi rectori hanno per uno de casa di la dona che fo dii signor Pompeo da Castion, fu Iocotenenle dii signor Teodoro Triul-zio, qual vien da le parte de Valtolina. Dice che Como se era reso a la devuzion di Franza già giorni 3; tamen se questo fusse si haria saputo per diverse vie. Di Cremona dii Venier orator nostro, di ultimo, hore 18, vidi lettere, drizzate a sier Michiel Barbarigo suo cugnado, qual dice cusì : Se intende il Re persiste in opinion di andar a batter Pavia, et atrovasi la persona sua a la Certosa. Lo exereito di Sua Maestà si dice esser 28 mi-lia fanti et 2200 lanze, et benché li avisi svariano dii numero e quantità loro, nondimeno si scrive secondo la relatione. Tutti questi signori reputano Pavia munita di tale sorte che non si habbia a perder, e se pur li achadesse qualche disastro, non potrà esser altro che per voluntà de Dio, non già perchè non sia ben munita di vituarie, gente et ar-tellprie. El signor Gianin de Medici è gionto a Modena, et le cose sue con questi di qui erano in qualche disturbo. Se vederà pur di atrovarli qualche sesto, aziò vengi ancora lui a favorir la impresa. Questo signor Duca ha recepulo lettere dal Summo 7 Pontefice, et molto si contenta della Beatitudine Sua et di la bona sua inteulion. El signor Viceré e signor marchexe di Pescara allendeno alle cose di Lodi. Questo signor Duca si serve pur di qualche danaro da questa magnjjjca cità di Cremona, et nell’ andar fora sua excellentia per la terra, li subditi fanno grande demonstralione. Di Crema, di sier Zuan 3Ioro podestà et capitanio, di ultimo, hore 5 di notte. Manda do