407 MDXXV, GENNAJO. 408 hnrà P armala ad bordino, corno spera, et trala fora di Genoa, certamente si tien andarà a trovar a Sao-na o dove la sarà la francese. Scrive, quel governa-dor di Cremona li disse (ieri sera haver una letera da Piagenza di licri, che ’1 ducha de Albania pur se retrovava in rezana, et il signor Renzo zonto cum lui haveano caminato pocho, et ivi era voce che el Christianissimo a sè facea ritornar ditte gente ; altri dicono che pur anderiano di longo nel regno : si che quanto ha li ha parso scrivere, con nominar da chi ha le nove. Di Crema, di 3, hore 23. Come lì è ritornato uno suo explorator dii campo, et manda il suo riporto ; nò di altra banda se ritrova aver nova alcuna. Maximilian da Cassaleto mandato per il magnifico podestà di Crema al campo francese soto Pavia, dice de li esser partito heri a di 2 a mezo zorno, et che hanno voltato el Tccino nel Gravalon, ma pur ancora li lavoravano, dicendo che ’1 Tecino è sugato de sorte che l’aqua e moltó bassa et si può guazar a piè; et ancora atendeno a lavorare et fornire il ca-valier che hanno facto per balere no la terra de Pavia ; et che Domenica passata a dì primo lirorono alcuni colpi de artellaria per veder, come batevano de modo che fanno gran danno nella terra. Et dice che Sabato a dì .... il signor Renzo ritornò in posta in campo al re Christianissimo, et seco menò uno inzegnero quale se offeriva al Re de far ruinar Pavia cum facilità, et non voleva a far tal effecto salvo guastadori cum zappe, badili, et pichi. Et per lai causa haveano radunato gran numero de guastadori, quali erauo allo allogiamento de monsignor di la Palissa. Et ha inteso dal capitanio Piero Seivano suo amico, che cum il prefato signor Renzo erano .venuti quatro gentilhomeni siciliani al re Christianissimo a dimandarli la libertà di governarsi a comunità et dariano quel paese a Sua Maestà. Et Sabato di sera a dì ultimo il prefato signor Renzo se partite in posta per andar a trovar il ducha de Albania che andava alla volta di Bologna per andar a la impresa dii reame, dove intese che andava etiam il signor marchese di Mantoa et li signori Palavicini cum buon numero di gente mandati dal Papa in favor dii Re. Item, dice che in campo sono gionte quatro bandiere de svizari, et se diceva che se ne aspectava 4000 quali pagavano svizari a sua posta, et questo perchè il Re li levava certo datio che pagavano al Re alla volta di Franza. Et dice che in campo era gionto gran quantità de danari di Franza. Se diceva che in Milano sono fanti 8000, et le compagnie do monsignor Gran Maestro de la Tra-moglia et dii signor Theodoro Trivultio, et in campo francese dicono non temer di le gente cesaree che sono de qui ; ma fanno gran custodia che de li cavalli cesarei non vadino in Alexandria. Et dice che in Pavia di pane in fuori non hanno victualie di sorle alcuna. Dii ditto Podestà et capitanio di Crema, di 244 3, hore 3 di nocte. Come li è ritornalo uno altro suo nontio dii campo francese, et manda il suo reporto ; et per uno suo venuto questa sera da Lodi, li è sia referito che de lì fa*nno far dii pane assai et comandar di carri cum voce di voler uscir alla campagna ; et che attendeno a fortificarsi. Questo è il reporto : Domino Lanz squadrerò dii strenuo capitanio Borgese, andato al campo francese sotto Pavia di ordine dii magnifico podestà di Crema, dice de lì esser parlilo heri a di 2 a hore 19. Et Sabato a dì ultimo il signor Renzo fu in posta al re Christianissimo et de lì se parlile la sera in posta, et dicevase che 1’ andava alla Santità dii Papa, ma che le genie d’arme sue andava a trovar il ducha di Albania che andava alla volta de Pisa. El di campo è partito il marchexe di Saluzo cum la banda sua; quale va go-vernalor in Saona. Attendevano ancora a lavorare et fornire il cavallero che hanno facto per batter nella terra de Pavia. Et etiam lavoravano a voltar l’aqua del Tecino nel Gravalon. Et dicevase che l’armala francese cum le fantarie che erano cum il signor Renzo andava alla volta de Piombin,dove se dia atrovar cum il ducha di Albania per andar a far la impresa dii reame; et che ’1 Papa dà al Re per far tal impresa lanze 300 et fanti 10 milia. Et ha inteso che doveano venir in campo certo numero de svizari. et alcuni dicevano che venivano a cambiar de quelli che vi erano. Et heri davano danari alle genie dii signor Zanino, dicendosi che de man in man se dovea darne a tutte le gente, et che in campo era gionto buona summa. Item, dice che da giorni 3 in qua sono venute due bandiere di fanti di quelli del signor Federico, a Santo Agnolo. Di Brexa, dii proveditor zeneral Pexaro, di 4. De occurrentiis, etc. Da Verone, di rectori. Dii zonzer a Trento il conte Zorzi con alcuni fanti, et danno fama aspec-tano de li altri. Da poi disnar, per esser el dì di Pasqua lopha-nia, fo Collegio di Savii a consultar ; e il Doxe fo a la fenestra di la chiexiola ad aldir vespero. Et reduli i Savii per consultar per esser zonto