105 MDXXIV, OTTOBRE. 100 loro nontio vien di Milano, qual riporta : Primo, che in Milano non sono se non cavalli 500, et tamen che eri li gionseno fanti 2000 per guardia dii caslelo oltre li primi che forono posti, quali furono numero 300. Et dice che in Milano sono fatte cride che lutti debbano tornar a caxa loro et non si parta alcuno, perchè sono tutti acceptati per boni et cari. Itera, che ’1 campo del Chrislianissimo re pigliava il camino per andar a Pavia dove si atrovano fanti 4000, certa poca zenle d’arme et cavalli lizieri. Dice ancora che ’1 marchexe di Saluzo-'con le soe gente vanno scorrendo per il ducato de Milano. Item, si ha che spagnoli haveano dato principio a far amonir li posti (sic) di'Lodi e Trezo per rimover ogni oca-sione a francesi, non se ...., come hariano potuto far, lassandoli come erano prima. Scrive, ozi hanno dato principio a venir li in Bergamo li valesiani, et lino ora ne son gionli forsi 100 ; tamen di queste sorte gente poco si poi fidar. Di Brexa etiam fo letere di 25, fiore 3 di notte. Mandano lettere aute da Cremona, dove è il duca de Milan. De spagnoli sono andati in Cremona el Viceré et li altri ; et che francesi i voleno seguitar e tuttavia attendeno a passar Adda. Di Cremona, dii Venier orator, di 25. Come beri malina se parlino da Pavia per aqua in .....e tutta questa notte à navegaio, et cussi questa mattina erano zonti lì in Cremona senza serar ochio ; et cussi el signor Duca é venuto a Cremona. Da novo hanno el signor Viceré esser partito da Marignano cum tutte le zente d’arme et fanlarie spagnole et venuto a Lodi, parte di le qual laserà per presidio in Lodi cum el signor marchese di Pescara, et esso signor Viceré cum il resto se ne venirà in Cremona et starà qui insieme con il signor Duca. In Pavia li sono restati 5000 fanti ianzchinech, 250 homini d’arme sotto il governo del signor Antonio da Leva, talmente che tengono quella città se-G| * gura. La fantaria italiana è restala alla custodia di Alexandria, insieme cum le gente d’arme del signor duca de Milano. Dii re Cbristianissimo si lien fin ora el sia in Milano, benché Gn bora par non sii in-Irato Soa Maestà, ma ben alcuni capitanei francesi el foraussiti et capi condulieri di questo esercito francese. L’antiguarda si è monsignor di la Palissa, la battaglia esso Christianissimo, et la retroguardia el signor Teodoro Triulzi fo governador nostro. In questo Consejo di X con la Zonta, fo fato gra-tia a sier Marco Vendramin et sier Anlonio Grimani qu. sier Hlronimo, quali tolseno affitto la decima de le minere di Agort, el hanno perso grossamente et m anca do anni a compir Faffittason, voleno pagar quanto dietio dar in tanti biscotti et renonciar ditto affitto. Di Crema, fo letere di 26, fiore ... Il suma-rio scriverò qui avanti. A dì 28. Venere fo san Simon et Juda. Veneno li oratori cesareo et Milan in Collegio per saper di novo, et parlando zerca il venir dii duca di Milan et Viceré in Cremona et lì voleno far testa, però bisogna le zenle nostre siano ad bordine eie. 11 Serenissimo li disse che ’1 Capitanio zeneral nostro saria ozi a Brexa et in brexana dia esser le zente d’arme et fanlarie, siché di quanto semo ubli-gali, tulio sarà in ordine. Et parlato zerca il castello de Milan se si havia dato al Re o non, tamen di questo per lettere non si ha alcuna cosa. Vene l’oralor di Mantoa........ ‘ « Di Roma, fo lettere di l’Orator nostro, di 24 et 25. Come haveano ricevute le nostre dii Consejo di X di 22, et coloquii auli col Papa, ut in litteris, et havia inteso l’intrar di foraussiti in Milano per lettere .... Item, poi, di l’intrar del capitanio Arcone. Di Crema, di sier Zuan Moro podestà et 62 capitanio, di 26 fiore 21. Come ha auto letere dii governador di Lodi, che lo avisa le fanlarie svizare esser in Binaseo fra Milano et Pavia, la fantaria ila-liana a Lazarella vicino a Binaseo uno miglio, a Ma-regnano cavalli legieri et zente d’arme, et a Sancto Angelo luntano da Lodi miglia 7 lì è il signor Federico da Bozolo. 11 resto se intende esser a Milano et lì in cerca. A Pavia vi è lo illustrissimo signor duca de Milano, el hanno adviso che soa excellenlia è gionla a Cremona, el nondimeno il prefalo Guber-nator li scrive così, dicendo etiam che lì sono le fantarie, lanzinech, et che in Pavia sono buon numero di gente, et similiter in Alexandria. Manda uno reporto di uno suo nontio mandato a Milano, qual é questo : Luca da Bassan mandato per il podestà di Crema a Milano, dii qual loco dice partir hcri sera al tardo, fo 25 dii mexe, referisse che la gente francese che erano in Milano sono partite et li hanno lassato solum la guarda al castello, el non haver facto molto danno, ma hanno fatto far cride che cadauno ritorni a Milano, et sollo pena de la vita non ardiscano parlar de parte, zoè gelfì et gebellini. Item, che ’1 conte Zuan Francesco da la Somaia era andato cum alcune gente a Maregnano, et il signor Federico da Bozolo a Santo Anzolo cum altre zente, -