227 MDXXIV, NOVEMBBE. 228 per far fanli, et maxime il capitanio Tegen. Di quanto riporterano aviserà, perchè uno che vien di quela parte ha ditto che fa gran neve: pur quelli grisoni non resterano di venir per tocar danari. Dì Sonzin, dii Venier orator, di 19, hore 1. Come erano quel zorno zonti de li, venuti di Lodi, el marchese di Pescara et domino Hironimo Morene per consultar col signor Viceré et signor ducha de Milan zerca la venuta di questi lanzchenech, che si aspectano di zorno in zorno, quello poi si babbi a far, et............... * Di Crema, di 19, hore 4 di nocte. Come hozi li è gionto dii campo francese uno suo explora-tor, et manda el riporto, et per altra via ha inleso esser gionto nel campo francese polvere et ballote, et che francesi voleno attendere alle mine et trincee per dar uno altro assalto a Pavia. Da Lodi altro ron ha, salvo che hanno compito el tavolado per buttar un ponte verso Rivolta ; nè altro hi di novo. Questo è il riporto : Hironimo da Axola mandato per il magnifico Podestà di Crema al campo francese sotto Pavia, dice de lì esser partito heri mattina a terza, et che francesi sono restati de minare et far li cavalieri che aveano principiato, el de battere cum le artilla-rie, sì per la piogia continua come per mancamento di polvere et munitione, et che la Maestà dii Re è allogiata alla Certosa, a la guarda del quale è la banda del signor Federico da Bozolo ; et che questi giorni hanno mandato a dimandar a quelli di Pavia che se rendesseno, quali li hanno risposto non voler rendersi ; ma che heri avanti il suo partire fu ditto che erano a parlamento con quelli dii campo, et dicevasi che ’1 Re la volea haver per assedio: di-» cendo ctiam che l’opera che haveano facto per voltar el Tecino nel Gravalon è rotta, de modo che nulla hanno facto. Et Zuoba da mattina, a dì 17, esso referente vide partire dii campo bandiere-15 di gente nova, quale andavano a passar Po a la Stella (Stradella) dove era facto un ponte, et se diceva che andavano a congiongersi con le gente dii signor Za-nino de Medici per andar nel reame di Napoli, dove se diceva che anco lì andava il signor Renzo cum P armata. Et heri matina se partì del campo el capitanio Fedrigeto con fanti 1000, qual si diceva andar anche loro a trovar il signor Zanino per andar a ditta impresa, per la quale il Pontefice li dava lanze 400 et fanti 6000, perchè cosi era d’acordo con il Re. Et se diceva che aspectavano de Franza novo soccorso di gente. Itevi, dice che, venendo lui in qua, ha visto venir lanze 50 dii signor Teodoro a Santo Agnolo, et che le gente d’arme se vanno slargando dal campo, et dicevasi in campo che altri 1000 fanti, francopini et venturieri doveano andar a trovar il signor Zanino. Di Brexa, dii proveditor Pexaro, di 21, 136 hore.... Come francesi intorno Pavia atendeano a far cavalieri et trinzee, et haveanó fatto portar scale assà lì in campo fate a Milan. Item, dii passar Po certo sul ponte fatto a la Stella 100 lanze e 1000 fanli, et il ponte si rompete et bisognava refarlo, et si dice vano a la impresa dii reame. Item, che Za-nin di Medici, qual è conzo con il Re, veniva a Milan a la guarda dii castelo, e questo con li 2000 fanti et cavali lizieri che l’ha. E le zente erano in Milan doveano andar in campo. Vene in Collegio li quattro oratori, cesareo et Milan et li do venuti da novo, zoè Carlo di Ragona per nome dii Viceré et il cavalier Bilia per il Duca, i qual do portarono lettere di credenza. Et sentati tutti quattro ¿»presso il Principe, P orator cesareo disse alcune parole rechiedendo le nostre zenle, iusta li capitoli, perchè zonti li lanzinech, voleno al tutto ussir in campagna. Et aziò se conseglii el rispondi ben col Senato, apresentorono una scriptura, pregando fosse leda et ben considerata; a la qua! se li desse risposta acciò si sapiano governar. 11 Principe li usò grate parole dicendo si vederia, et li Sa-vii la consulteria, e col Senato se li risponderla ; la qual scrittura lori oratori la feno lezer, et per esser savia e ben considerata, la qual sarti notada qui avanti. 1 qual oratori venero mollo tardi in Collegio; sichè il Collegio slette suso tardissimo et fin poi hona. Et partitili ditti oratori,era mollo tardi, fo terminato far ozi Pregadi, licet prima era sta ordinà Consejo di X simplice per partir zerca ducati 200 et più tra li secretari che mancano a partir, di se-cretari morti, videlicet Gasparo di la Vedoa et altri. Item, far uno vicecapitanio di le barche dii Consejo di X. Etiam per Pregadi expedir una parte di Sibinico, acciò sier Piero Zen, qual va in ditto loco e a Cataro con P orator dii Signor turco, possi haver questo ordine. Et è da saper. Per il Consejo di X con la Zonla per avanti fu preso darli alcuni presenti da portar a quel sanzaco confina con Cataro, acciò stagi contento di confini etc. ; et dia partir a dì 26 di questo. Da poi disnar fo adunca Pregadi, et ordinà pri- i36 '