169 MDXX1V, NOVEMBRE. 170 Da Pisa, di sier Andrea Navaier orator, di 2i Octubrìo. Come li era nave per passar in Spagna di bolle . . .., ma dimandava ducali »00; poi il passar non era seguro, per esser questa ar-mada francese fuora. Poi etiam haveano nova che 14 fuste di mori erano sora Piombino; siché non sa quello el dieba far, pur che....... 100' Da Parma, di sicr Lorenzo di Prioli orator destinato etiam lui a la Cesarea Maestà, dì.....Coinè, per la grazia de Dio si era varilo dii mal, et però, volendo la Signoria, anderia a la legatone et a Pisa a Irovar jl suo collega sier An-*lrea Navaier, et expecta quanto li sarà ordinalo et eseguirà. Fo leto lettere di sier Mareq Antonio Ve-nier dotor, orator nostro. Qual scrive i coloquii habuti dii reverendo episcopo di Verona datario, nontio, col signor Viceré el il ducha de Milano ; el qual zonse li a Sonzino a dì 6 da sera, et expose la bona voluntà del Pontefice di far paxe tra cristiani, al qual effeclo era sia mandato, et voleva andar etiam dalla Cristianissima Maestà in campo . . . Fu posto, per li Savii ai ordini, alento sier Alvise da Canal capitanio dii Golfo sia stà assà tempo fuora, pertanto sii eleclo uno capitanio in suo loco nel nostro Mazor Consejo, qual debbi partir quando parerà a questo Consojo. La qual parte ave : 161, 3. Fu posto per tutto il Collegio, hessendo stà il morbo l’anno passà al Zante, el havendo Piero Gur-guri il dazio di la decima di formenti et orzi di quella isola, et haven lo perso assà, però sia preso che ’1 dillo debito debbi pagarlo in anni 10, vide-licet cinque vacui et li altri cinque a pagar per rata dando piezarje, sicome si ha oferlo dar in la soa su-plication. Fu presa 139, 3, 10. Fu posto, per i Consieri, Cai di XL e Savii^ha-vendosi a far il capitolo di frali Predicatori di obser-\antia, domino .... a San Dominico in questa cita, per tanlo li sia dato per elemosina anfore 50 di vin, videlicet quelle che per l’incanto la Signoria se resalva in se, ut in parte. Ave : 109, 60, 9. E perché la voi i tre quarti de le ballote non fu presa, né fu più mandada. 101 Sumario di una lettera di sier Zuan Moro podestà et capitanio di Crema, data a dì 7, liore 5 di notte, zoè Novembrio. Come, per lettere di domino Raphael da Palatolo, che si alrova in Lodi all’ illustrissimo signor Duca.éavisalo, che per uno hozi venuto da Pavia é stà referito, che francesi non liaveva messo a la baiaria salvo 4 canoni grossi, doi sopra al porto de Tecino a una porta murata dove li è uno mezo bastone, et doi altri sopra a la porta di Salila Maria in Pertica, el che non hanno facto cosa de momento. Vero é che zercano far due mine. 11 Re è alogialo in Borgo Ratto, che è Ira Ticino e lo Gravatone, et fa demonslralione voler omnimodo dar l’asalto a dieta terra. El signor Antonio da Leva ha mandato a dir non ha dubbio alcuno di quella terra per 15 giorni, perché è ben provislo del tutto, facendo li fanti el debito suo. Quelli di Alexandria hanno facto un grosso bottino de robe che andavano al campo de’ francesi, de mercadanlia el de buoni presoni. Vene sul lardi una posta con le infrascriple let- 1021) (ere : Di Bergamo, di sier Lorenzo Venier dolor, podestà, et sier Tomà Moro capitanio, di 7, liore 2 di notte. Come eri sera avisono, che in Milano se spianavano li bastioni et repari che erano alorno alla cita e non si sapeva la causa, llora hanno inteso che fanno tal spianada per volersi restrenzere in la città,el in quella far altri repari. Et se dice ancora che francesi hanno facto deponer le arme al popolo milanese. Item, avisano che eri gionse a Cassano una bandiera de fanti francesi per star de compagnia con quelli pochi cavalli vi sono, el tutti sono retirati nel castello di Cassano. Di Pavia in questa bora lianho inteso da uno loro messo, qual haveano a la volta di Cassano, che l’ha auto per certo di più numero di persone clic l’artellaria di francesi è stata levata d» la baiaria, et che lo cxercilo francese se é reliralo, et ha abbandonato Pavia, el che ’1 Cristianissimo re si è partito da Binasco e andato verso a Tisino per andar a Vegcvene; le qual nove non le credeno, pur quello hanno avisano, et avisa questo a Brexa al Provedador zeneral Pexaro. Di Crema, di 7, hore 5. Manda uno reporto di uno suo,qual dice: Battista da Bressa mandato per il Podestà di Crema al campo francese, parli Sabato a di 5 da poi disnar, refTerisse che l’exercilo francese si alrova sotto Pavia, et che ’I ditto zorno l’andò sotto in grande ordinanza con le gente d’arme fino a le mure, dove vene la persona dii Re, et le genie italiane erano dalla banda de la Certosa, dove era la persona del Re, et francopini con altre fantarie erano da la banda del Ticino. Et che erano (1) La carta 101 * è bianca.