501 MDXXV, Copia di una letteradi Piero da Gedi, mandato nel campo cesareo per il magnifico Podestà di Crema, per aver avisi di la guerra. Magnifico signor mio. Per non mancar di quanto è il mio debito, prima vostra signoria sarà avisata, come el campo cesareo è convicino a Santo Agnolo e altendeno a metterli le artellerie, quale penso da malina sentirete tirare, et si pensa presto lo barano. Dentro si «trova il signor Pyrro con 400 cavalli legieri et una 302 buona banda et 400 fanti fra arcbibuxieri et schio-petieri, per quanto banno detto persone di quelli dentro, che sono state prese, et denlro si sono ben reparali; ma li cesarei dicono che serà poca provisione alla furia sua. Il signor marchexc de Peschara sta a ditta impresa, et dice che cum pocha fatica lo barà. Il Re di Pranza ha falto fare le spianate alla volla de Belzoioso, dice li cesarei, per darli suspeto, ma che niente stimano lai dimoslratione, nè a l’ari-var de qui de questo exercito francesi non si hanno dimostrali, anzi questi cavalli lezieri hanno corso sul suo. Diman, questi cesarei pensano che francesi si lasserano vedere, e loro li aspeclano di buon animo. Heri vene nova dal signor Antonio da Lieva da Pavia, come stanno di buona voglia et non li manca victuaria. Avisa, come è morto il colonello de li lan-cinechi, et che li fanti hanno falto il conte di Lo-dron suo colonello, et stanno tutti uniti ; el la morte è stata da febre. L’ arcivescovo di Capua è venuto a questi signori cesarei mandato dal Nostro Signor, quale è andato heri al re di Pranza. Pratica acordo, non penso che ne habbia, perchè le cose sono troppo avanti per quanto dicono questi cesarei. Il conte di Genevre fratello dii ducha di Savoglia die gion-ger de qui fra quatro giorni mandato da lo Impe-radore. Se dice che viene cum sua comissione. Nè altro per hora ho da scriver. A vostra signoria bu-milmenle mi aricomando. Data a Matrica, a dì 28 Zencr 1525. Sottoscritta : Servitor Piero da Gedi Di Cremona, di V orator Venier, di 29, bore 24. Come quel illustrissimo signor Ducha heri sera li mandò, che non avanti che heri sera potè gionger l’artclleria in campo, però il batter de li GENNAIO. 502 do giorni precedenti tiene fusse il castello de Milano. Heri matinase ha sentito assai balere; ben pensa sia i cesarei che habbino messo el campo a Santo Angelo, i quali cesarei desiderano, per quanto costoro dicono, che francesi lo andasseno a soccorer. Idio faza quel sia per il meglio. Di Pavia nè del campo dii Christianissimo altro non è. Da Milano, quelli di dentro si fortificano. Nolo. In le lettere di Brexa, dii proveditor Pexaro, di ¿9, horc 12, scritte di sopra, dice, per uno suo venuto dii campo cesareo, che a dì 28, Domenega, a bore 21, Santo Agnolo fu preso per forza, et amazali tutti, et dillo nunlio venuto di 302* tanla pressa scrive li è morto uno cavallo sotto; la qual nova per esser de imporlanlia la spaza. Et da poi gionse una altra man di ledere di Brexa, di 30, horc 13, dii predillo Provedilor zeneral, qual manda lettere haute di Crema dii Podestà, che verifica la ditta nova. » Di Crema, di 29, liore 1 di notte. Avisa di la presa fata per li cesarei di Santo Anzolo, et manda una copia di lettera scritta al conte Alexandro Donalo. Per Villachiara ho aviso dal magnifico Mo-rone e dal gubernator di Lodi che li cesarei hanno pigliato Santo Anzolo, essendo francesi in ordinanza lunlano dal ditto exercito zerca tre miglia. Et parte de li ditti francesi, che erano in Santo Anzolo, ma sono pochi, si sono retirali nel castello, tulio il resto è andati a pczi. Vi era etiam zerca 350 cavali lizieri. Copia di una lettera dii conte Bortolomio da Villachiara al magnifico conte Alexandro Donato. Signor conte, compare et signor mio hono-randissimo. In questa bora ho aviso da lo illustrissimo signor marchexe da Pescara, come hanno pigliato Santo Agnolo per forza in comspecto dii campo regio, eh’ è lì vicino a doi miglia. Altro non ci è. A vostra signoria mi aricomando. In Lodi die 29 Januarii 1526. Sottoscritta : Al servitio de v. s. Bortiiolomio da Villachiarà. Et inauda a la Signoria, oltra questa copia, la copia di le lettere dii Morone e dii govcrnator di