101 MDXXIV, OTTOBRE. 102 larini, sier Zacaria Bembo, sier Domencgo Vcnier savii a lerra ferma, absenti sier Zuan Francesco Ba-doer et sier Jacomo Corner. Fu posto per li ditti, dar licentia a sier Lorenzo di Prioli, fo destinato orator a la Cesarea e Catolica Maestà, qual per egritudine di la persona restò a Parma, et ancora non è ben varilo, però el dillo debbi venir a repatriar. FO presa. Fu posto, per tutto il Collegio, allento sia venuto in questa lerra uno schiavo dii Signor lurco come orator; acciò el vadi ben edificado, sia dà libertà al Collegio di vestir lui e li soi per lino a la somma di ducali 300 in tante veste di seda et panno, et li sia donali ducali 500 d’oro venitiani, come è slà dato a li altri. Fu presa. Fu posto per li Savii, atento fusse preso in questo Consejo che le zente d’arme nostre alozate di qua di l’Adexe tutte se dovesseno redur in veronese aspectando nostro ordine, et essendo andato via lo illustrissimo signor duca di Urbin capitanio zeneral nostro, però sia preso che tutte le zente predille et fantarie vadino di là di Verona, sicome ordinarà el prefalo Capitanio zeneral nostro. Fu presa. Di lire za, fo lettere di reetori, di 24 a hore 11. Come si ha lettere di beri, hore 3 di note, come el Viceré et duca di Barbon et altri capitani el la magior parie di le gente d’arme erano gionti a Pan-din et richiede da Crema vicluarie. ltem, per domino Bernardin dalla Barba comissario apostolico, si ha che da Pandin hogi debeno andar a Cremona et li si potrà fermar; ha lassalo in Lodi lanze 200 et fanti 3000, videlicet 2000 ispani et 1000 italiani, che hanno fornito Alexandria et Pavia, et mandalo a Como et Arona alcune fantarie. Expeclano presidio di Alemagna di lanzchenech 10 milia. Per lettere di Paternello di domino Antonio da Martiuengo, si à come francesi passavano Ada. Noto. Scriveno di ordine loro esser intrali in Brexa Iacomin di Val-Irompia con homini 500 di le valle. Di ditti, di 24, hore 13. Mandano una letera abuta a hore 9 dii conte Bortolomio da Villachiara, data a ... a dì 23, hore prima di nolle, qual disse cussi: Questa mattina, che sono a li 23, mi son ritrovato vicino a Milano io conte Bortolomio Villachiara mezo miglio, dove trovai tulle bagagie et gente d’arme di l’exercito cesareo, che erano inviali a la volta deLodi. Volsi saper la causa, e allora delesi allarme, a tal che francesi erano a la porla Ticinese qual va a Pavia, el erano atacati cum la retroguardia, clic era lo signor marchese di Pescara cum tutta la fantaria, che sono zercha 8000. Lo resto é rimasto in Pavia, che sono meglio di fanti 3000, et 300 homini d’arme che era a Milano, et tuttavia intrò. Lo exercito se inviava verso Lodi, però sempre a la coda francesi che passorono heri sera Tesino et ve-neno per doe bande, una da Biagrassa, l’altra da 58* Binasco; ma quelli de Binasco gionseno prima, perché ancora heri sera passorono la vamvardia, dove era la Maestà dii Re. Son certo che l’animo suo è de mai afirmarsi fin tanto che hebano exausto lo exercito cesareo, non facendo bona lesta. La gente di Franza sono al numero 42 milia, lanze 2000, senza li 200 gentilomeni et zerca 800 cavalli lizieri, senza li arzieri, pezi 70 de arlellaria, quali non erano zonti in campo. La excellenlia dii Duca con lo signor Morone sono a Pavia. Nota. Questa lettera vene il zorno avanti heri ; ma per non haverla auta avanti, 1’ ho qui posta. In questo zorno mò venne letere pur di dicti reetori, di 25 hore 3. Con avisi auti del conle Bortolomio Villachiara preditto. Come il campo di francesi non era intrato in Milan per non vi esser strame el poca vituaria, et era venuto di qua verso Lodi a Marignan, dove etiam è la persona dii Re. Da poi fo cazadi li papalisti, benché pochi erano andati in Pregadi, traclandosi la materia si tracia secretissima ; el fu poslo, la lettera si scrive a Roma, de opinion dii Colegio el fo disputalo et presa la parie over lettera. In questa sera fo spazato a Roma, el vene zoso Pregadi a-horc 1 >/*■ Di Crema, di sier Zuan Moro podestà et 59 capitanio, di 24, hore 19. Come di hore 1G avi-soe quanto acadeva da poi é sopragionto uno suo messo mandato in Lodi, di dove si è partito ozi a hore 16. Non ha trovato il magnifico Governador, ma il secretano suo, quale li ha dillo che debba referir a esso Podestà di Crema, con\e el ditto Gu-bernator era andato a far tagliar una strada per se-curar che francesi non li sopragiongesse a dannifi-car, et che per li illustrissimi signori Viceré, duca di Barbon, marchese di Pescara et lo Arcone, era sta deliberato lassar in Lodi 4000 fanti spagnoli, e tulio il resto di lo exercito redur in Cremona el lì fortificarsi. Dice haver veduto in Lodi buon numero di genie, si a piedi come a cavallo, quali stavano con li elmi in testa et le lanze in mano per partirsi subito finito il ponte, al qual mancava una sola bur-chiella, el voleano andar a Cremona. Et che in Lodi non li sono strami, nè formenli, nè legne, et hes-sendo esso referente con el ditto secretario, alcuni capi spagnoli dimandavano al ditto secretario dove erano le gente di la Illustrissima Signoria; il qual ri-