209 MDXX1V, NOVEMBRE. 210 come la passeranno. Il Re bora si sente gaiardo et forte su le arme, credo vorà guerregiar, ba danari. Milano sii cussi, se li bulla giù li repari, al castello se li fa bastioni per serarlo. Tira a le volte a li gua-stadori che lavorano. Monsignor de la Tramoia et il signor Tbeodoro sono al governo de Milano con una quantità de svizari. Qui ogniuno sta di bon animo. Data a dì li Novembrio. Dii ditto Podestà et capitanio di Crema, pur di 15. Manda uno altro reporto: Nicolò da Bressa partito beri al tardo dal campo francese, dice che il sostegno che ban facto li francesi per voltar Ticino nel Gravalon è roto, de modo che nulla hanno facto. Dicono volerlo refare, ma da alcuno non s^crede; et dice haver da persone di credito che francesi non voleno dar più assalto, ma tenerla in assedio; che gli hanno facto tagliala atorno il castello con far alcuni cavalieri in campo da meler arlelarie sopra per batter nella terra et farli danno, et tuttavia tirano arlellaria, ma lentamente. Che hanno mandalo in Milan zerca 400 lanze et la schiopelaria che hanno tirato de lì per dar lo assalto a Pavia. Che expectano 4000 grisoni et 6000 vasconi et il signor Renzo con 8000 fanti che l’ha su l’armata, che dicono voler far dui exerciti,'uno per lassar a l’assedio di Pavia, l’altro per venir a Lodi. Che eri fu dato principio a butar un ponle sopra Po alla Stella’. Che se diceva che l’Imperalor era morto. Di Brexa, dii provedador zeneral Pexaro, di 16, hore 17 ; io lettere di quelle occorenlie eie. In questo Consejo di X con la Zonta fu poslo la gratia di sier Zuan Zane e figli, qu. sier Andrea da Santa Maria Maler Domini, quali richiedeno, alento li danni li ha fatto francesi che preseno una loro nave veniva di Fiandra, patron sier Beneto suo fiol, qual è ancora in le so’ man prexon in .....et hanno di danno da ducali...... però voleno poter far uno loto di peze 1000 di carisee melendole ducati 12 1’ una, che costano 10 ducali, acciò possi riscuoder suo fradello et ristorarsi di so’ danni in parte, ut in suplicatione. Et posta la parte, non fo presa di tre ballote. Etiam fo poste altre gralie, qual non fo prese. '27 A d% 18. La mattina, veneno in Collegio li oratori cesareo et di Milan, parlando di la impresa, et ............... / Viarii di M. Sanuto. — Tom. XXXTII. Da poi disnar fo Pregadi per la materia de frati di Corizuola per le possession ete., et aleuto don Egnalio fiorentino presidente di la religion è in questa terra, et vorìa accordar la cosa con dar danari a la Signoria e reaver le terre, fu parlato in Collegio di elezer per Pregadi praticalori con lui. Et lelo le lettere, fu posto per li Consieri, Cai di XL et Savii de sospender li debili 1’ ba con la Signoria per do anni a l’officio di le Cazude, a sier Zuan Alberto Contarmi, qu. sier Luca. Et fu presa. Ave: 149, 7, 0. Ancora fu preso suspender li debiti, ut supra, a sier Toma Contarini qu. sier Lunardo in nome suo e di sier Marco Antonio Contarini so’ fradelo, e di sier Tomà Contarini qu. sier Hironimo e dona Franceschina Contarini relitta sier Lunardo, et sier Lunardo Contarini qu. sier Tomà a le Cazude per do anni. 152, 13, 6. Da poi el Serenissimo se levò, nè fu cazado li papalisti, et disse come per avanti era venuto • in Collegio don Egnalio presidente di 1’ bordine di frali di San Benelo di Monte Cassino, con brievi dii Papa di credenza, el qual propose alcune cose, et Ira le altre questa di la differente ba questo Stado con li frati di Corizuola, dicendo haver autorità eie., el volea componer et aquietar, unde per il Consejo di X con la Zonla fo elecli do a praticar con lui, eie., i quali fono sier Marin Zorzi el dolor e sier Piero da cha’ da Pexaro procu-ralor. Et questi parlono insieme. El qual don Egua- lio andò fuora per cosse di la religion, bora in questi zorni è tornato, e stato in Collegio ha dillo voler conzar queste differenlie « et perchè vui savè che semo in liga col Papa, però è bon finir questa materia, et per esser vui i signori, il Collegio ha parso di metter parte e far che-vui intendè il tutto, eie. » Da poi fu posto per li Consicri, Cai di XL e Savii, elezer depracsenti perscurlinio do praticadori con dillo don Egnalio presidente zerca tal materia, possendo esser elecli de ogni toco el officio et officio continuo, i quali debbano referir poi a questo Consejo et poner quelle parte che li parerano, ete. Fu presa. Ave tulio il Consejo, e tolto il scurtinio, qual fu questo : Scurtinio di do praticadori, insta la parte. Sier Jacomo Soranzo procurator. Sier Alvise Gradenigo, fo Cao dii Consejo di X, qu. sier Domenego cavalier. 14