395 MDXXV, GENNAIO. 396 explorator ha ditto questa esser la vera verità; linde lui Proveditor l’ha fato relenir, con dirli non hessendo vero li darà il malanno, e lui è sta contentissimo dicendo : fcme amazar si questo .non è la verità. Dii dito, di horc 23. Scrivo liaver lettere di Crema, che conferma questa nova, et par spagnoli habbino brusato Marignan. Di sier Antonio Surian podestà di Brexa vidi lettere, di la dita liora 23, qual scrive il sotto scritto summario hauto per via dii podestà di Crema : Die ultimo Decembris 1524, hora 3 noctis. Nove havute per exploratori mandali nel campo francese per il Podestà di Crema, quali ha rifferito che francesi havevano levalo alcuni pezi dearlelaria che erano da la banda de quà da Pavia, et li aveano eondulli da la banda del Tecino, et havevan compito el cavalier che havevano fatto per batter nella terra, et postoli sopra alcuni pezi de arlellaria. Et dice haver inteso per via bona, che ’1 re Christianissimo era d’acordo con quelli de Pavia, quali se dice aver tolto termine a darli la terra fino alli 10 de Zenaro non li venendo soccorso ; ma che Sua Maeslà fa voce di non la voler, dicendo voler parlar con li soldati per havergela promessa adescrition; tamen secretamenle ha inteso esser d’acordo. El dice che hanno levalo mano de lavorar cim quella diligenza facevano per voltar il Ticino nel Gravalone ; et iudì-ca esso referente ditto acordo esser vero, perchè non ha visto quelli del campo far motione de dar assalto a quella città. El ha visto el signor Renzo in campo, Mercore fo a di 28, et ha parlà cum il re Christianissimo e se ne è partito, et dicevasi lui andar a ritrovar el ducila de Albani^ per andar a la impresa dii reame, et che le sue gente andavano a quella volla per mare. Et se diceva certo esser giolito in campo gran summa de danari mandali lì da Pranza, et li soldati stavano di bona voglia expetando li fusse dato danari, et se diceva che aspectavano in * c impo gente di Pranza cum li quali dicevano alcuni che ’1 veniva el gran Bastardo, et alcuni dicevano che P andava alla volla del ducila de Albania per andar nel reame. Et se diceva che ’I marchese di Saluzo andava a Savona per il governo di queìla città. Item, dicevasi che volevano far la resegna de le gente et darli danari, et che Zuoba a dì 29 principiò a pagar le genie dii signor Zanino. El dicevasi volevano pagar anco tutte le altre. Item, che cum il signor Renzo erano 400 cavalli, et quella sera li doveano allogiar alla Slradella. Et dicevasi che in Pavia hareano poco da vivere ; et elio in campo se diceva che a Milano li francesi haveaéo piantale le artellarie per le strade per batter il castello. Questo aviso di Pavia fo comandato in Pregadi secrelissimo acciò non venisse a orechie a li oratori cesarei, acciò non instasseno/Ia risposta dii rechieder le nostre zente cum dir voleno andar a socorer Pavia, fin non si babbi risposta di le letere fo scrile a Roma et non venga altri avisi più cerli. Nolo. Nel Consejo di X semplice, che ozi fo chiamato, aleuto erano cazadi sier Francesco Foscari e sier Daniel Renie^electi et sier Dona Marzello zer-man dii Prioli, fu termina nel ditto Consejo, per adimpir ri numero di X senza far altra ballotation, chiamar li ite fo electi dii Consejo di X in loco di papalisti. Et cussi chiamono dentro sier Nicolò Coppo, siej> Andrea Badoer el cavalier, et sier Malhio Viluri ; et poi nulla feno, come ho scriplo di sopra. Et licenlialo il Pregadi a bore 3 di nolle, resto-no Consejo di X con la Zonta ordinaria per tuor certi danari ubligati per mandarli in campo, zoè a Brexa. In questo zorno et sera, in cha’Querini Stampali a Santa Maria Formosa fu fato una festa di Compagni di la compagnia nuova ditta Valorosi, per le noze zà un anno fate di sier Francesco Mozenigo di sier Alvise el cavalier in una di queste Querine ; et li Compagni, zà 8 zorni levono vesta di scarlalo. Era signor di la festa sier Zuan Francesco Juslinian di , sier Ilironimo procurator, et fu assà done et assà persone ; et poi baiato assai, fu fato una comedia per Francesco Ciierea chiamata la Comedia orba, che fu bella, qual duroe hore......Et poi si dete la cena. Da Crema, di ultimo, hore 3 di notte. Co- 238 me manda tre reporli di soi exploratori hozi ritornati dal campo francese ; et heri non scrisse per non haver da banda alcuna cossa degna di relalione. Ilozi mandoe uno suo nuntio a Lodi cum ordine dovesse andar fioo a la Torreta di là da Lodi, dove parie di le gente cesaree sono [alogiate, et ritornalo in questa hora feilerisse che in quel loco spagnoli altetideno a fortificarsi. Et ha inteso in Lodi che Limi proximo dieno dar cerli pani a li lanzinechi per parte di la paga sua, et che francesi hanno brusato Maregnàno acciò spagnoli non andasseno a far lo alogiamerito de lì ; nè altro si atrova di novo. Francesco da Cavergnanega, mandato per il magnifico Podestà di Crema al campo francese sotto Pavia, dice de lì esser partito Zobia da matina 29 di questo a una hora di zorno, et haver tardato il