G27 MDXXV, FEBBRAIO. 381 * In questo Consejo di X con la Zonla, fu preso dar libertà al Collegio di far uno altro lotho a Lodo-vico di Oratio bolognese, qual ha quasi compito l’altro lotho, e presto si caverà, zoè di zerte erosele e zoie e altro, videlicetbanche di la Becaria per ducati 10 niilia in la Signoria di contadi, ut in parte. Item, fu preso, che’l Collegio possi vender l’officio di Capitanio di Schiavi di Caodistria. etiam ad altri eh’ a’ quelli di Caodistria, perchè si troverà più danari. Item, fu fato una grafia a uno nepole di Tomà di Freschi nominato .... di sorastante di panni a li Proveditori di comun, la prima vacante da poi 4 che sono antiane. In questo zorno fu fato una festa e caza in Rialto novo per li toscani, con soleri, bufoni et altre zentileze. In questa mattina, sier Filippo Trun sinico, per il caso mena di sier Francesco Contarmi fo Capita-ilio a Baffo, iterum parloe in risposta di 1’ Oxonica suo avocato. 382 Sumario di una lettera di Roma, di 18 Fe- vrer 1524, particular, a sier Gregorio Fi- ¡¡amano fo di sier Marco, scritta per sier Domenego suo fratello, narra il stio viaso. Come da Rimano et poi da Spoleli scrisse il progresso dii suo viazo, et hozi è zonto in Roma, nè poi scriver molto in longo per esser apena smontato di cavallo. Et hanno liaulo una longa zornata, perchè sopra la strada maislra,comenzando a Civita castellana fino li in Roma, sono alozatc queste zenle francese, in modo che in niun loco si ha di allozar, nè da manzar. Ileri sera alozoe a Civita in la terra, perchè di fora era alozati li francesi. Passono dal Borgetlo heri, dove era alozato el capitanio di l’ar-tellaria con pochissimi fanti deserti, nè era homo havesse ciera di homo, pareno tanti furfanti. Era tre boche di foco, zoè 4 faleoneli et uno sacro. A Civita trovono alozato monsignor de Uguli, e se levò sia mattina quando lui, insieme cavaleono a Grignan, et zà al suo zonzer se levava quelli cavalli erano lì e viteno tulli, et cussi a Castelnovo. Et zura che mai vide la più deserta zenle de ve-stidi, de arme e de cavalli, nè si sà pensar che fazion possino far. Al Monte de la Guarda, trovono poi el fiol fo dii conte di Pitiglian a cavallo con la compagnia di cavalli lizieri, tutti ben armali, assai bona ziera de homini, ma tristissimi cavalli ronzini, e poco meglio polea esser da 50. El ducha de Albania, per.quanto da essi francesi nel camino intese, era stalo li in Roma, et partito era andà a Formello loco di Orsini, dove era il signor Renzo. Da malina dovea alozar a Fiano. Scrive; in questa terra par se sìa in gran molo, soldati si fanno e sono assai di questi francesi. A dì 22. La matina, vene poi terza lettere di 383') le poste. Di Cremona, di 20. Come in quella malina il signor Ducha havia hauto lettere di heri sera di lo exercito, i quali stanno in la sua vicinità con poca innovatione, come per la inclusa si vederà; di la quale quella parte di svizeri et dii signor Zanino lien non sia vera ; nè è ben aviso nel signor Ducha, come il resto de grisoni sono levali. Dii campo dii Chrislianissimo, nè da Pavia, nè da Milano è cosa alguna, et quelle tre barche che per quelli do Milano, che heri passorono di qua di Ada, che furono brusade, che erano sotto il ponte, sono stà rimesse. Et il secretano di Genoa ha aviso de di 13 dii Duce suo, quella città star assai bene, ha fanti 4000 dentro, e l’armata in porto. Quella dii Chrislianissimo è a Saona con voce di voler andar a Genoa, perchè lui el questi dicono, che in Fran-za è slà relenuto un corier portava lettere di la corle de l’Imperador di cambio per ducati 100 niilia per Genoa solamente a pagarli, et però dilla armada volea, se polea, inlertenir quelli cittadini non havesseno a disborsar il danaro; non però tolea quella impresa. Questi dii marchexe Palavicino sono in Caxalmazor. Hozi, questi che partirono de qui se li die aproximar. Questa è la lettera scritta di sopra : Illustrissimo mio signore. Di novo ho da fare intendere a vostra excel-lentia, come a li 17 di questo, in su le 20 hore, li cesarei havevano mandato una bandiera di schiope-tieri ad scaramuzare, e li francesi designarono subito di mellerli in mezo, el li caricorono adosso più che 1000 cavalli. Del che acortosi, lì cesarei vi corsero cum alcune bandiere de fanlarie e forse 500 cavalli, el li fecero ritirare. Questa scaramuza fu assai grossa, et si pensò per molti signori che la dovesse essere principio ad fare el latto d’ arme; la qual cosa non ebbe efeclo per il relirarsi de li francesi. Nel medesimo giorno fo grande remore per il campo imperiale e sonossi all’ arme regia, e tulle le fi) La carta 382* è bianca.