573 MDXXV, FEBBRAIO. 574 e si voleno governar a republica ; et altri avisi, come in la lettera si conlien, qual sarà nolà qui avanli. Di le poste non vene lettere questa mattina, che parse di novo. Da poi disnar, fo Consejo di X con la Zonta ordinaria, qual si stele poco, et preseno di vender la mità di uno caxal verso Saline chiamato.....a Nicolò Xagralico, qual è in questa terra, per ducali 10 milia et 800 con le condition notade di sopra quando non fu presa, et liora fu presa aterito il bisogno dii denaro per mandarlo a Brexa. E da malina die dar tanti fiorini a lire G soldi 14. Et per esser compita le parte di do mexi di poter far gralie, et par non se voy più perlongar per esser mal fatto per tal absolulion principii di molli inconvenienti. Et venuto zoso la Zonta, restò Consejo di X sitn-plice per expedir un prexonier, et vene zoso a bon bora. Et li Savii si reduseno per consultar di scriver a Boma, e fo opinion di sier Alvise di Prioli prò-curalor, savio di Consejo, di scoprirsi per francesi, poiché semo cum loro, et cussi fazi il Papa; et fono sopra questo consulto. Vene hozi poi lettere di le poste di questo lenor. Di Cremona, di 12. Come erano lettere di campo di beri bore 20. Le cose al solito et su sca-ramuze. Dii Palavisino é pur in Caxalmazor, et si dice voi far 300 fanli. 347 Di Crema, di 12, hore 20. Come in quella bora era giolito uno de li soi dii campo cesareo, cbe partì de li zerca 12 hore. Reperisse che nel campo predillo heri si fece una grossa scaramuza cum li francesi, et per una parte et l’altra fu scarcato molte arlellarie, et quelli di Pavia anco ne tirorno assai nel campo francese. Et li cesarei corsetto fino al bastione de francesi, che lavoravano, et lolseli buon numero de badilli et zaponi. Et ba inteso da alcuni liomiui da bene, che hozi o dotnan dieno dar lo assalto al ditto bastione. Et da beri sera in qua se hanno tiralo de gran schiopeleria. Et a una hora di notte li trombeleri andavano comandando alli capetanii, cbe non Iassaseno andar fuori li sacomani, ma stesseno a I’ ordine. Et si parlava che hozi o ditnati sarano cose nove et di gran momento. Itcm manda do reporli, uno dii campo francese et l’altro di Zenoa. Scrive, hozi ha passato de qui el conte de Zenevre fratello dii signor ducila di Savoglia con zerca 60 cavalli ben in ordine, qual va al campo cesareo. Francesco da Bergamo, mandalo per il magni- fico Podestà di Crema al campo francese sotto Pavia. Dice de lì esser partito Venere a meio zorno, fo a dì 10, el haver lardato il suo ritorno per aver convenuto far il camino da Piasenza. El che dillo exercito fa 7 bataglie in ordinanza, tulle di gente oltramontane, el lì italiani sono quelli che scaramu-zano, et sono a la guarda de Pavia, et hanno fatte le sue fortificalioni, et medesimamente li cesarei si hanno fortificalo. Dicendo cbe francesi hanno posto alla volta de li cesarei 22 boche de artellaria grossa con la quale li fanno gran danno, non obslante che habino tolto rcpari. Li quali cesarei non hanno tiralo de P artellaria nel campo francese salvo 3 o 4 bolle, et non li faceva danno. Itcm, dice clic il Chrislianissimo re ogn’ hora va cavalcando per il suo exercito, confortando et facendo animo a le sue gente, che stiano ad ordine et non vadino a scara-tnuzare, perchè non è intenlion sua di combattere, dicendo che li cesarci si convenirà levar de lì. Et in ditto campo non li manca le vicluarie, benché da 4 giorifi in qua li siano stale alquanto care per aver lì cesarei tolto il porlo de la Stella ; ma adesso le vicluarie hanno preso altro camino per terra. Item, dice che Zobia a dì 9 avanli giorno li cesarei mes-seno in Pavia cerca cinque miara di polvere per la via dii Barco, per mezo la guarda de francesi, cum inganarli dicendo che orano stali alla scaramuza cum le croce bianche, el parlavano francese. Et so dice in campo, che quelli de Pavia ponilo star cussi 347* ancora per fino Pasqua; ma che la Maestà dii Re ha deliberato non se partir de lì (prima) de haverla. Dicendo esso referente che nel dillo campo francese li pono esser a iudilio suo da cerca fatili 30 milia, de bella gente. Relatione di uno zentilhomo degno de fede, hozi 12 Febraro zonto da Genoa a Crema. Dice esser partito da Zenoa Mercore passato 8 de l’instante, et Zobia da uno castello miglia 10 de lì lontano, el dice che sopra le tre nave prese li zorni passati li erano gran numero de arlellarie, fra le quale ne era una che ne havea pezi 26 di bronzo in caralon. Et da poi prese ditte nave, l’armala de francesi era ritornala nel porlo dove era prima. Dicendo che li 12, che sono stà facli a proveder a le cose di Zenoa, procedono a dar ordine di governar la terra a republica, et opinion de molti è che tal ordine si farà. Et questi giorni hanno provislo de ducali 7C milia per pagar le zente che guarda la terra. Et se parlava che quello faria Pavia farà Ge*