145 MDXXIV, NOVEMBRE. 140 Maestà del Re havea terminalo di metter 500 ho-mini d’arme a piedi per banda, oltra li fanti; et che fino hozi non haveano dato principio a batería, ma che tutta P artigliarla a un tempo dovea dar principio; ma ben si haveano con le gente apresentato fino sopra le fosse, et che F artiglieria che fu tirata a li giorni passali fu tirata per quelle di la terra, et alcuni pezi da campo forono tirati per li francesi, dicendo che quelli dentro erano stali pur a parlamento con quelli di fuori; ma non scia quello sia sla tfatado. Et dice che li lanzinech che sono in Pavia dimandavano danari allo illustrissimo signor Viceré, et che a Santo Agnolo erano gionti 200 cavalli legieri, et li fanti che erano lì hozi se sono partiti per andar a lo esercito francese. Et dice dicto referente, che con gran dificulta se puoi andar a lo exercito francese et ritornar de qui per le strade che sono rotte. Di Brexa, dii Surian podestà, vidi lettere dì 3, hore.....Et manda la copia dii soprascritto aviso auto dii podestà di Crema, et di più una altra lettera dii ditto Podestà pur di do, hore 5 di notte, drizata al provedador Pexaro, qual dice: Per uno mio explorator venuto hozi da Milano, mi è referito che non vi è altra gente di guerra salvo la guardia posla atomo il castello, et le due 87 terze di le botteghe erano serate et si vedea poca gente. Et venendo da Milano a la volta di Melzò, ha veduto da circa 300 lanze francese (he si alogia-vano, sì in Melzo come in loci circumvicini. Per uno mio cavallaro venuto di Lodi mi é ditto, che de lì solicitavano la fortificatione et di continuo li entrava victualie. Le fanlarie italiane, che erano in Lodi, diman si levano et vanno ad Caravagio et altri loci de la Geradada, et in suo loco dieno intrare in Lodi alcune bandiere spagnole. Le illustrissimo marchexe di Pescara et il magnifico Morone, che sono in Lodi, l’ano reteñir li citadini et li danno taglioni, et il prefato Marchexe hozi ha fatto condure li suoi cariagi in Lodi. Item scrive esso Podestà zerca li danari, però che.........voria meter li ducali veni- tiani et hongari a lire 7, soldi 2 1’ uno, et lui, voria a lire 7, et etiam zerca le altre monede. Di Cremona, di l’orator Venier, di 2, hore 3 di notte. Come diversamente si parla di lo exercito dii Cristianissimo re, el qual pur sta a li loci soliti. De Milano più non c’ è di quello é slà per le precedente scritto. Quest» sera è de qui venuto uno Gol di uno capitanio di legieri di questo illustrissimo Duca, et riporta che Zobia a Marano vide i I Diarii di M. Sanuto. — Toni. XXXVII. far la mostra a sie capilanei lanzchenech, i quali forno per inalili rechiesti da questo illustrissimo signor Viceré. Sono etiam venute lettere da Pavia del signor Antonio da Leva al signor Viceré dii 30 dii passato, per le qual scrive come Mercore passato a hore 22 arivò li a Pavia lo exercito dii re Cristianissimo, et allogiò la sua anteguarda nel borgo de San Jacobo. Zobia arivò lì poi il campo, fo a dì 26, et una parte alogiò nel borgo di Santo Salvatore, et l’altra parie nel ditto borgo de Santo Jacobo. Et nel ditto zorno de Zobia il conte de Zollern colonnello di lanzchenech ussside fora, et dete in li francesi che erano più apresso la cilà et li cazorono, di sorte che li missenoin fuga seguitandoli sino a Santo Jacopo, et ne a'mazorno più de 50, et relirossi nella città senza perder un homo. 11 Venerdì quelli che stavano verso Ticino si aprcsentono al ponte, il che non parendo ad esso signor Antonio da Leva de sofferire, ussite de fora et dete dentro, et li primi che lui trovò forno 3000 homini tra italiani e francesi e li seguitò, di sorte che ’1 ne amazò più di 200 et ne prese 50, et cum li dicli dice che li era etiam 200 lanze et la persona de Memoransì. De li morti fu il locolenente del prefalo Memoransi, el uno capitanio di fantaria, et li seguitò fino al ponte de Granaioli, et lì se fece forte esso signor Antonio cum le gente sue perché li vene in soccorso 3000 todeschi et retirò le genie nella cità senza perder se non dui lanzchinechi, i quali tulli se diportorono benissimo. Scrive esso signor Antonio che ’1 signor Viceré stia securo che non gli se manca de far ogni cosa possibile, et che'1 non se debbia dubitar di quella cità. In questa mattina fo preso in Collegio di dar il loto di do oflìcii di Signori di nolte, et fo leta la delibe-ration a Hironimo Bambarara per ducali 8000, qual promette dar per tutla questa settimana ducati 2000 et dueati 6000 per tutto il mexe, e danno se-gurtà di questi Ferier e Zanoto Beltrame, Piero Bexalù, Piero Ram, Tanai Nerli et Francesco Pizo-ga, et stia a so risego a poterlo serar o non, come a lui parerà, ut in eo. La qual oblation fu presa et acceplada. Item dona ducati 100 a PArsenal dii suo. Noto: 3 banche di Becaria, ducati 750 1’ una, che è ducati 2250. Da poi disnar fo Collegio di la Signoria e lutti e li Cai di X per aldir domino Rigo Antonio de Godis dottor et cavalier, cittadin vicentino, olim avocalo, venuto a posla in questa terra per dechiarir le sue raxon di la compreda fece di....... 10