351 MDXX1V, DICEMBRE. 352 a Fiorenzola et Borgo San Donili, dove par sia zon-(a parte di essa monition, et il resto si è ancora a Parma. Si dice, il ducila di Albania voler andar nel Regno, poi die lui bavera conduto le munilion a lo cxercito dii re Cbrislianissimo. Altro (in ora non vi è« Da Crema, di 20, liore 4 di notte. Manda uno reporlo de uno suo nontio mandalo al campo Cesareo; et per uno altro suo venuto da Lodi ha hauto leltere dii magnifico gubernator di Lodi, qual scrive cbe tulle le gente d’arme et lantarie francese che erano a Milano, exceplo la compagnia di monsignor di la Tramoglia, sono andate al campo francese, et che li cesarei, dimane al più tardo, dieno alrovarsi con li inibiici verso il Borgo San Donino. Alexandro cavallaro, mandalo per il magnifico Podestà di Crema a lo exercito Cesareo quale si atrova a Montesei, Caovso e Sanazaro terrilorii del piasentino, lontano da Cremona zerea miglia sei, dice de lì esser partito beri sera a dì 19 al tardo, et che ditto cxercito cesareo puoi esser di persone zerca 18 milia in lutto. Et dice che si haveano interlenuti nelli ditti allogamenti perchè haveano inteso che del campo francese era vernilo grosso soccorso al signor Zanino, quale havea già conduto le munilione cbe lì eran venute da Ferrara nelli borgi di Parma. Et ber sera ha veduto passar di 213* là da Po a Cremona 4 sacri che dilli cesarei con-duceano ai loro campo, et liaver veduto ber sera gionger in Cremona*el signor Alexandro da Gonzaga cum la sua compagnia de fanti 600. Da Brexa, dii proveditor generai Pexaro, di 21, liore .... Scrive nove, cbe par babbi aviso per exploratori, cbe le polvere erano inviate al campo di francesi per la via di la montagna, et par sia slà preso da spagnoli uno camerier dii re Cbristianissimo qual andava con falconi al Re. Item, 3 poste con leltere venivano di Roma al Re; et altre parlicularità ut in litteris. Vene in Collegio 1’ orator cesareo, qual volse nudientia con li Cai di X. Da poi disnar, sul lardi, fo ordinà Pregadi, benché era prima terminato far Consejo di X con la Zonta per trovar danari. Et reduto il Pregadi fo lede molte leltere, e tra le altre : Di Parma, di sier Lorenzo di Prioli orator nostro va a l’Imperador, di 18. Scrive di quelle polvere che ’1 duella di Ferrara manda al re Cbrislianissimo, qual erano sopra li cara in borgo, el zonto monsignor di Lamota con bon numero di cavalli, muli eie., hanno tolto dille polvere et quelle aviate per via di la.montagna a la volta dii campo, et scrive che parie de dille polvere che non pode-vano condur via, ditto monsignor le donò a quel governador per nome dii Papa, et forno tolte in la terra. La copia di la qual lettera scriverò di sotto. Da poi fo chiama Consejo di X con la Zonta di Roma in Collegio........... In questa malina, fo in Collegio don Egnalio presidente di frati di San Beneto, con altri frali di San Zorzi Mazor di primarii di la religion, per le cosse di Corizuola. Eravi etiam oratori di la comunità di Chioza et alcuni zenlilomeni da cha’ Va* lier hanno molini a le Bebe ; i qual Valieri hanno offerto a la Signoria, volendo dar il Foresto a ditti frati, loro Valieri daranno ducali 2000 di più di quello loro frati voleno dar; il qual Foresto è longo mia 18, largo mia 8, et lì frali voria la Signoria ge lo desse; et voleno dar come si dice mediante li do praticalori li ducati 3000 si ha in le man, et 5 milia de contadi, et 2000 ponendo a conto li usi fructi che la Signoria ha scosso hor ; hinc inde fo parlato, tamen nihil conclusimi. A dì 24. La malina, fo lettere di Parma di 214 sier Lorenzo di Prioli orator nostro, di 20. Scrive zerca le polvere andate al suo viazo, et si spugnoli venivano di longo lì in Borgo, tolevano le dille polvere con danno di francesi, et altre parlicularità, sicome per il sumario di ditte letlere che saranno qui sotto se intenderà. Di Brexa, dii proveditor zeneral Pexaro, di 22, liore .... Come, per uno suo explorator venuto, francesi tornavano con le polvere a Pavia, et il Viceré a Cremona senza haver facto nulla ; et zà erano principialo a zonzer fantarie a Cremona. Da poi disnar, il Serenissimo, vestito di veludo cremexin di martori, manege dogatine e di sopra il manto di raxo cremexin fodrà di armelini aperto da le bande con le manege fuora e bareta di velu- • do cremexin, con li oratori cesareo, Franza, Milan, Ferrara et Manlua, era etiam domino Jacomo da cha’ da Pexaro episcopo di Baffo, con la Signoria e li altri, et li depulati a disnar il dì di San Stefano con soa Serenità, videlicet 14 di soi quarantauno et ... . altri invidali, tra li quali vi era sier Vi-cenzo Grimani fo dii Serenissimo vestito di bereli-no, etiam sier Imperiai Minio cao di XL era vestito di beretino. Et compito la messa, qual fu solenne,