MCCCCCIII, DICEMBRE. 0-24 Tliioli, fo «lui re. Primo: si dolse dii salvocondulo mandò a dimandar Roan a la Signoria. Rispose il re, 10 lece per li campi, e per le diferentie è tra il papa e la Signoria, e Roan vien suo legato, non che lui 296 dubitasse etc. Poi li disse di la risposta col Senato fata al legalo dii papa. Il re laudò, dicendo è juslifi-chata, e credeva il papa si adateria con la Signoria, e sopra questo fo alcuni coloquj, ut in litteris; ma prima l’orator nostro li disse e si alegrò, per nome di la Signoria, di le trieve, sperando dovesse succeder pace. 11 re disse : « Questi yspani son duri ; demandano cosse inhoneste; per nui non mancherà ». Item, poi li disse di l’elezer di sier Hironimo Do-nado dotor podestà di Cremona, a compagnar il Cardinal Roan etc. Disse il re : « La Signoria dovea mandar missier Zorzi Corner, eli’è suo amico ». L’oralor disse l’era podestà di Padoa, el la Signoria mandò il Donado acciò fusse a tempo. 11 re laudò etiam il predito missier Hironimo Donado. Poi l’oralor disse dillo cardinal da malivoli era intestato contra la Signoria, con dir veria ad acordar questi re contra la Signoria nostra, con molle parole. Kt il re disse li scriverla non venisse con lai impresimi, dicendo : « Niun potrà separar la nostra lianza con quella Signoria, perchè P amor nostro non è fondato debil-mente » e che non stimava malivoli volesse meter mal, con altre parole optime ut in litteris; qual lutle non scrivo. I)il ditto, di 22. Come zonse li 16 falconi e il re li ave. Erano slà ben portali ; li volse tochar tutti. Et P oralor li disse la Signoria ne manderia di altri, et il re disse : « La Signoria la ringraliò mollo; tanto più ne bavero, tanto più mi darò piacer etc. » Item, di li tralamenli di la pace, tulio è rimesso a la venuta ili Roan a la corle. Aricordasi scrivi spesso ili le ocorrenlie, che ’l re li piace. Item, in una lettera, par 11 dicesse li capitoli e cosse date al signor Pandolfo ili Arimino. 11 re disse la Signoria I’ à ben tractato. Dii ditto, di 23. Come Zuan Cobo dovea esser qui per tulio di 29, e zonse la matina, e prega la Signoria lo romandi, perchè è stà leva lo poste di lì a Milan per la spexa. Di Rimano, dii proveditor, di 23 et 24. In la prima, ha fato comandamento a quelli dii Manfron e a lui non si fazi danno al conta’ ; disse faria. In P altra, dimanda danari per quelli fanti e si provedi, quali si partiranno, e resterà senza custodia con pericolo. Di Faenza, dii proveditor, di 26. Come il signor Antonio Maria di Forlì li ha scrito una lettera, che quel monsignor di Toraon è stà i’etenuto per cosse importante al stalo suo, el ha scrito a la Signoria, di la qual aspeta risposta ; et che... et Bortolo Moralini, quali governano Forlì, li ha scripto, si la Signoria voi, li manderà el ditto francese etc. Et per Colegio li fo scrito, questo non è quello parente dii re, ma è uno baron ; però non lo toy. Di sier Zuan Maria Mudazo capitanio di la riviera di la Marcha, date a Ravena. Come fin hora è stato in Santo Archanzolo, e poi* vene in suo loco per proveditor sier Zuan Alvise Pixani qu. sier Bernardo ; e lui è venuto do lì, et anderà a la soa guardia. Voi biscoti per le barche. 296 * Di sier Alvixe Venier capitanio di Tussignan e proveditor di Val di Seno, data a dì 20. Come, hessendo stà mandato de lì per li proveditori in Romagna al governo di quel loco e Val di Seno, avisa la soa intrata e conditimi e sito dii loco. Primo, zonze a dì 16, e da tulli li cittadini e popolo fo ben visto et acompagnato a la stanzia ; e la matina, a hora di messa, Io veneno a levar di caxa tutta la terra, e andati a la chiesia principal, fo cantà una solenne messa, et poi fo fata la processione, fo bene-deto el vexillo di San Marco, e foze zurar fidellà e ubidienlia a li deputadi, quali tutti con gran fervor zurono etc., digando esser ussiti di continua servitù e venuti a perpetua salute, libertà e quiete, pregandolo la juslicia li fosse ricomandala, e che ’l dovesse zurar la observantia di loro statuti per lui servatiti servandis. Li zurò, con dirli molto bone e afe-ctuose parole. Finite le cerimonie, lo acompagnono a caxa con gran gaudio, cridando lutti : x Marco ! Marco ! » in tanto alta voxe, che si aria sentito do miglia lontano. Judicha di quella terra la Signoria ara bona fede e servitù, quanto di ogni altra acquistata di novo. La rocha è situata sul monte, e a dirupo profondo ila la parte di levante et etiam da le altre; qual con pochissima spexa si faria inexpugna-bile. È picola, e in tempo di pace 12 in 15 fanti la guarderà. La terra è forte di sito; posta etiam sul monte, e a voler venir suso li bisogna asender