327 MDXXIV, MAGGIO. 3*28 Fu posto, per sicr Francesco Donado, sier Francesco Morexini savii ai ordeni, alento siano comparsi alcuni zenlhilomeni et citadini partecipi di la batala-7,ion di la scala di Tunis fata intervenendo sier Be-nedeto et sier Sebasti«n Dolfin, dolendosi di certa addition facla zerca il scuoder il danaro, che sia scosso per li comessi di Dolimi etc., per tanto dito capitolo sia revochado et il Capitanio scuodi lui, quel poi consegni ut in parie, con certe clausule sicome in la dilla si contici); et a l’incontro, sier Bernardin Bellegno esierZuan Francesco Bragadii) savii ai ordeni messeno clic il Capitanio di dite galie recuperi il danaro et debbi poi consigliarlo a li commessi di creditori etc. ut in parte, aleuto poi sier Benedeto Dolfin si consliluisse piezo in parie et in tulio ut in parte, non derogando per questo a la batallalion di sier Sebaslian Falier, eie., con altre clausole come in la parte si contien. F.t andò in renga sier Francesco Morexini e parlò per la sua oppinion, ringraliando il Consejo eie. Li rispose sier Benedetto Dolfin qual è di Pregadi e disse le raxon sue, et poi fo cazado fuora. Andò le parie et fo : 5 non sincere et una di no, 52 dii Do-nado e Morexini, 79 dii Belegno e Bragadin, e questa fu presa. Fu posto, per li Savii ai ordeni, che alento sier Francesco Morexini qu. sier Antonio babbi in le man uno lopazo dii re di Tunis per credilo di ducali 1300 d’ oro in oro, per tanto sia preso che ’I dillo dar lo debbi in le man di sier Alessandro Contarmi va Capitanio di le galie di Barbaria,con condi-tion el dillo non lo dagi al Re se prima el non ha li soi danari over segurlà de haverli, e seguendo desso allro la varia Io pagi con altre clausole ut in parte. Non fu prese. Ave: 65 di si, 52 di no, 28 non sincere. Iterum: 41 di si, 76 di no, 33 non sincere ; el fu preso di no. 195* Fu posto, per i Savii dii Consejo e terra ferma, alento fusse preso a dì 20 Zener 1521, per fortificar Corfù lupr ducati 300 al mexe dì danari depu-ladi a 1’ Arsenal ; però sia preso che ’I sia deputi ducali 300 al mexe per dila caxon, di danari di le daie nuove di Padoa, Vicenza et Treviso, zoù ducati 100 per camera, da esser mandati ogni mexe in questa lerra solo pena dì furanti a li Camerlenghi eie. Fu presa. 166, 3, 1. Fu posto, per i Consieri, e sier Almorò Barbaro cao di XL vice consier, havendosi doluto li de-strituali di la podestaria di Porto BufTulè che per do man di Sinici fo termina et limila le spexe dii canzelier, cavalier e oficiali di Porto BuiTolè; et es- sendo sta quelle revìste per i Savii nostri da lerra ferma, et quello fé* li Syndicì 1488 el poi, 1496, sicr Alvise Bondimier olirn reelor dì lì, per tanto sia aprobati eie. 130, 7, 5. .Fu poslo, per sier Antonio Justinian doclor e consier, sier Zorzi Pìxani dolor et cavalier savio dii Consejo, che ’I sia condulo lo excellentissimo domino Matio di Corte, qual ha lecto nel Studio di Pavia, a lezer a Padova el primo locho di theoria di medicina per anni do di fermo et uno di rispeto in libertà di la Signoria nostra; qual debbi principiar questo san Luca proximo con salario di due li 600 d’oro a l’anno. 144, 23, 6. Nolo Questo medico fo quello mìedegò a Pavia sicr Lunardo Emo hessendo provedilor in campo lì amallato, qual in la sua relation in Pregadi lo laudò summamenle, e per lui è sta tolto a lezer. A dì 10. La matina, vene in Collegio lo epi- 196 scopo di Scardona, il qual è slà quello à porto soccorso in Clissa che li mandò il Papa, et va a Roma, el si parte da Clissa et referile come messe il soccorso dentro che ’1 Papa mandò, et che l’andava da Soa Santità a ringratiarlo; et el dito parti zorni 2 da poi per Roma. Da Milan, fo lettere, di sier Carlo Contarmi orator nostro, di 8. Come de lì è la peste grande, el è slà presa a far il saclio fato in Garlascho, et come domino Hironimo Moron havia parlato al Ducha zerca Lodi, per l’aviso hauto che ’I signor Federico si renderia dummodo el potesse mandar uno a Ivrea di l’Armiraio; e cussi il Ducha à contentato di farli il salvo condulo mandi uno, qual termine 4 zorni vadi e tornì, el passadi, Lodi sarà di soa excellenlia, trovando il vero francesi esser ili di là da Susa. El ha scrito al provedilor Moro, che le zente l’ha esso Oralor di questo si poi non dar più danari a le fanlarie nostre. Et il signor Janino è amia per questo acordo verso Lodi, et si lien che ’I seguirà; con altre particolarità. Itevi, come era morlo il credenzier dii Ducha da pesle, et che si dicea il Ducha voleva andar a Cremona, però che etiam Pavia è infela di pesle et altri luogi etc. Vene in Collegio sier Marco Antonio Venier el dolor va orator a Milan, e si parte da matina ; va con lui secrelario Domenego Vendramin, e tolse licentia ; al qual li fo dato li danari e tutto, et se li farà poi la sua commissione. Parti adunca a di 11 dillo. Di Bergamo, vidi letere di 7, kore 2 di note. Come il provedilor Moro à hauto ordine di la Signoria redur i fanti l’ha in numero di 3000