501 SfDXXlV, LUGLIO. 502 di qui la nave patron Barlolomio Saglinagni e Francesco di Albertin, iter», il galion di Tomaso Scienza per Candia, però sia preso, che le vadino unite in pena di lire 200 di piccoli a li patroni, e vadino a obedientia di sier Marin Barozi. El qual va sopra el galion sopraditto. Ave 130, 3, 6. 294* A dì 29. La mattina nulla fu da conto nè farne nota. Solttm eri acadete, per causa de corto contrabando di veri fato a Murati per Calzerai) Zopello spagnol, et per sier Hironimo Badoer podestà fu condannato. El qual, havendosi dolesto esso Calze-ran a li Governadori, et il Podestà vene a difender la soa opinion. Hor partidi verso le Naranze fin su la riva dii Ferro, esso Calzerai! andò digando gran villanie al dillo Podestà. El qual in questa malina fo dal Doxe ditto Podestà et a li Cai di X, et dote la quarella di questo, et Calzeranno in Collegio dolendosi che’1 Podestà I’ havia fatto bater sul viso, e non era il vero. Tamen' la Signoria ordinò etiam lui desse la quarela, et fosse examinà li testimoni. Quello sarà scriverò. Da poi disnar fo Consojo di X con tutte do le Zonte, el sier Nicolò Zorzi, eleclo duella in Candia, iusla la lerminalion fatta per la Signoria ozi usile, et intrò sier Zuan Alvise Duodo. Hor fono zerca far risposta a quanto ha proposto don Egnatio presidente di frati di san Bonetto nominalo di sopra, et nulla concluseno : fo rimessa a doman. Item, feno li Cai di X per il mexe di Avosto, sier Marin Corner, sier Andrea Mudazo et sier Pria-ino da Leze, tulli tre stati altre fiale. Di Roma, fo lettere di l’ Orator nostro, di 22 et 25. Dii zonzer in Aste monsignor di la Ro-chia orator di l’Imperador, el fin 10 over 12 zor-ni sarà a Roma, et che il Papa era in qualche pen-sier di mandar in Pranza et Spagna iterum per sta-fetta F arzivescovo di Capila, acciò fusse lì, acciò si concludesse e prevedesse a le dificuttà. Scrive, la terra di peste stava benissimo, et come era venuto lettere di qui che’1 reverendissimo Corner era amalato e non stava bene, per il che alcuni erano stali dal Papa per haver questi episcopati di Padoa et Verona; et il Papa disse si vederia, ma voleva aver a cuor il reverendissimo Pisani, linde esso Orator andò a parlar a Soa Santità, pregandolo, se venisse il caso, havesse consideralion a la importatila di Padoa et Verona a far episcopi zentilhomini nostri, dicendo di la riserva havia il reverendissimo Pisani a tempo di papa Hadriano dii primo episcopato eie. Il Papa disse: « Slà ben, haveremo consideralion, né faremo alcuna cossa sì in presa » et par si dolesse la Signoria non havia dà il possesso al Cardinal Redolpbi suo nepole dii vescoado di Vicenza, dicendo esso 295 Cardinal el convien haver, per esser passà per renon-cia eie. Scrive come il Papa mandava uno brieve al Patriarca, che il zorno di la morte dii bià Lorenzo Juslinian fusse celebrato da santo, si ben non è slà canonizato, sicome à concesso a Manloa, di . . . A di 30. La mattina, in Collegio, fo lello ite-rum queste lettere di Roma. Et di Roman, di sier Marco Antonio Ve-nier dotar orator nostro, di 26. Qual manda la copia di lettere di 22 da Trezo, li scrive il ducha di Milan, con avisi di successi dii ducha di Barbon. La copia di le qual scriverò di sotto. Da poi disnar, fo etiam Consejo di X con do Zonte. Et prima fo faftt do parentadi di noze. Et fono sopra le cosse de don Egnatio, et sle-leno tardi, che veneno zoso a bore 24. Et avanti venisseno, comenzò un gran temporal .di vento, pioza et anche tempesta; ma non fè mal alcuno. In questa malina, in Quarantia criminal, sier Piero Michiel qu. sier Polo, fo capilanio di le galle di Barbaria, qual era falido por ducali .... milia, si acordò con li creditori a pagar di imprestai, et in tempi. A dì 31, Domenega. La matina in Collegio fo fallo li officiali di legalìedi Barutoet le maislranze; sichè si stele sopra queste ballotation tutta la malina. Da poi disnar fo Gran Consejo, fallo undese voxe non da conto. Fu posto, per i Consieri, dar licentia a sier Al-morò Barbaro podestà di Canova di venir in questa terra per zorni 15. Fu presa. Et questo per curar la sua egritudine. Item, fu posto, per li dilli, dar licentia a sier Alvise Fero podestà di lxola di poter venir per zorni 15, lassando in suo litoco un zentilhomo nostro, con la condizion dii salario. Fu presa. Fu poi stridalo la proposta, tela per Bortolomio Comin secretano nuovo dii Consejo di X, una con-danalion fala por lo illustrissimo Consejo di X a 295* dì ... . de l’instante, che sier Francesco Bolani fo avogador di cornuti, per errori comessi essendo nel dillo magistrato, sia priva di lutti officii, bene-ficii, rezimenti e consegii, etiam dii Mazor Consejo, per anni do. Di sier Andrea Zivran proveditor generai