255 MDXXIV, APRILE. 256 altri invidati al pranso. Era solititi un proeurator, sier Lorenzo Loredan savio dii Consejo et 4 arie insta il solito veneni) a offerir. Il Doxe era in per-golo con li oratori Et nota: il Doxe fé* una cosa nova, che fe’ inetcr una spaliera alla dove in palazo il Doxc in cao di la scala si tien, per tuor licentia da tutti. Era zudexe di Proprio sier Carlo Capello qu. sier Francesco el cavalier con sier Alvise di Prioli più vechioConsier, et (¡ueslo sier Carlo fo fiol di una sorella dii dillo Prioli, si di' el nepote per l’olicio precedeto al barba fratello di la madre. Et compilo vespero, si reduse il Collegio di suso per lettere di campo di 20, horc 2, zonte, qual sono de importanti!!. Di Bergamo, vidi lettere di 22, hore 4. Come hanno lettere di I’ Oralor nostro a Milan di 22, bore 14, di questo lenor: Di novo si ha, che a dì 20 in Novara erano intrale molle viluarie, e che el giorno avanti non haveano auto pane, ma aveano mangialo solum fasuoli ; el per uno ritornato da Jvrea, se intende che sguizari erano mossi de lì et erano mal contenti che Verzelli fusseno in mano de li nostri exerciti, et che haveano mandato a dolersi al duca di Suvogia et dimandar artrllarie, perché al lutto voleno andar ad expugnar dicto loco. Dice ch’el dillo Duca si havca excusalo, che essendo Verzelli terra de parte, facilmente una de le parie haveano (olio le zente yspane dentro, excusandosi etiatn non haver modo mandarli artellarie, el clic loro sguizari pur caminavano a la volla di Ole/., et che poteano esser a suo iudilio 6000. Item, il signor duca di Milan li havca mouslrato uno riporlo a lui Oralor, di uno trombeta mandato perii signor duca di Barbon a Lion, qual dice che lì era monsignor di Longavilla zovene di zerca anni 17 qual venia con lanze 400, ma re vera non erano più di 200 al più che volesseno venire, perchè li altri haveano reeusalo se non li davano prima do quarti-noni : et che tamen non erano ancor partiti, ma 152 expeclavano el marchexe di Saluzo, qual era ritornalo al Re per le poste già qualche giorno. Di le gente ussile a l’impresa di Biagrassa ancora non si ha inteso altro; ma si spera di bene. Da Milan, di l’Oralor nostro di 22. In con-sonanlia utsupra, el ch’el Duca vorìa il provedador Moro andasse alla impresa et recuperatici) di Castel Lion, e cussi li havea scripto. Dii provedador Moro, date in Caravazo a dì 23, Scrive questa instantia fata per il signor duca de Milan di andar a la expugnalion di Castel Lion, el la Signoria comandi quello I’ habi far. Di Hungaria, fo lettere di Vicenzo Guido-to secretorio, date a Buda adì 7 fin 13 Marzo. Come era morto lo episcopo olim di Cinque chiexie, che era Strigoniense, qual ha lassà di gran danari e arzenti di quali il Re si potrà servir, el Soa Maestà è parlida per andar in Strigonia a questo effeclo, et ha oblenuto dal Legato è lì di poter lenir dito episcopato per do anni senza far allra electione, el Soa Maestà scuoder l’intrude per defension dii regno. Item, scrive esser zonto de li quel nonlio dii Papa chiamato el Baron de Sicilia, el ch’el Cardinal legalo si dovea partir per ritornar a Roma. Scrive che il vayvoda cisalpino, qual dava tributo a turchi, essendo richiesto a portarli il tributo lo havia mandalo, el par quel sanzacho havìa amazà 18 di primi l’havesse; per ikehe il Re havia scritto al vayvoda di Transilvana vadi li a tuor quel dominio, perchè li popoli è contenti più presto star solo cristiani cha con turchi. Item, eh’ el castelan di Strigonia, non havendo voluto consigliar il castello al nonlio dii Re dicendo non voler darlo ad altri che il Re, Soa Maestà con la Raina e la corte era cavalcalo lì per averlo; el altre particularilà eie. A dì 25, Luni. Fo san Marco. Prima non fo 152' alcuna lettera. Da poi il Serenissimo vene in chiexia di san Marco a la messa vestilo di vesta di n-slagno d’oro fodrà di armelini, con li oratori 9 sopra nominali. El noia: il Doxe voleva invidar etiatn li do oratori dii Gran Maestro di Rodi; ma perchè li oratori di Duca non voleano melerli di sora non fono invidati, perchè la Signoria non volse esser quella diffinisse dii loco. Fo dito eri sera esser zonlo uno famezo dii fio dii sier Andrea di Prioli morite baylo a Constanti-nopoli; parte a dì 12 Marzo di Pera et a dì 17 di Andernopoli, venuto per terra. Dice l’hosle dii Signor era passala su l’Anatolia per andar a la recuperatoli dii Cayro, et che fin quel zorno 1' havìa armate 40 galie per mandarle al ditto effetto. Questo pasto dii Doxe fo molto vario di pasti soleva far li altri; è sta assai vivande, et in loco di terzia pignocada; el poi paslo vene uno, disse... ... Zuan Polo cou uno altro bufon, et uno che atti-zava : el da poi compilo vene lettere di le poste e Ire Consieri tornorono suso a lezerle, le qual sono : Da Milan, di l’ Orator, di...... Di Bergamo, di 23, hore 3 di note Come 153 hanno grisoni erano ne la iuridition sua, et sono ancora insieme da numero 3000 iu zerclia, et perchè