409 MDXXIV, GIUGNO. 410 contra alcuni, conira i quali non fusseno probalion o indilli, quelli tali non siano proclamali, ma si debbano proclamar quelli conira i quali fusseno probalion o indili!, per le qual probalion over indilii apparesse alti dilli reclori nostri doverli proclamar ; et questa parie sia mandata all! ree-tori nostri, acciocliè i la faciano publicar et la osservino. De parte 131 De non 32 Non sincere 29 240 Nolo. In le letere di Roma di !......di P Orator nostro, è questo aviso, olirà quello ho zà scriplo di sopra. Come era letere di Spagna di la corte d! P Imperador, qual era a Burgos. Come il Gran canzelier non veniva più a Roma, perché el voleva grandissima auctorità qual non se li deva, poi venendo di qua, non havendo ampia auctorità, quelli di là che reslasseno furiano molle cosse conira di lui; ma che’1 mandava monsignor de la Rochia. Item, ohe ’I voleva mandar 3000 lanzi-nech verso Perpignan acciò il re d’Ingallerra facesse anche lui conira Pranza ; et ha via scriplo al ducha di Barbon, expedita P impresa de Italia, vadi con le zenle su la Franza ; et che ’I Pazeo portava con si, orator anglico che vieti in Italia, la provi-sion di ducati 200 milia. Item, che P Imperador andava in Calhologna dove sperava, facendo le corte, trovar assa’ denari, per esser assa’ tempo' non è stà fato. Scrive che ’I ducha di Barbon andarà con 6000 spagnoli, 5000 lanzinech, 3000 italiani et altri 5000; averà cavali lizieri 1500 et homini d’arme 800, el va capitanio il marchexe di Peschara, et don Hugo di Monchada capitanio Parmada si fa a Zenoa; et resta in Italia il Viceré et Antonio da Leva e alcuni altri. Scrive, il Papa haverli dito che P arcivescovo di Capua li scrisse P Imperador esser liberalissimo, e li volse donar arzenti per ducali 15 milia et non li ha voluti, et a quel....... da la Barba arzenti per ducali 3000 el benefieii sul suo per ducati 300 a Panno. Item, che l’andava in Anglia, et che ’1 re di Franza contentava a le trie-ve; et che li havia dillo che saria bon per via di noze conzar le cose dii Sialo di Milan, videlicet dar una parente dii Re al ducha di Milan e darli quel Stato in dota ; et che ditto Arziepiscopo li disse si atendesse prima a far le Irieve. E par quel Re habi dito che questo Arcivescovo è lodescho pollron, dicendo il Papa: « Domine orator questo re di Franza é superbo, et è in gran.penuria di danari perchè è venuto li tempi a pagar li danari tolse, si che ’1 ducha di Barbon andando su la Franza, havendo la parte come l’ha, et rompando il re de Ingaltera e P Imperador da P altra banda, senza dubio sarà in mali lermeni eie. Fu posto, per li Consicri, Cai di XL e Savi una 240 * revocalion di la parte fu presa zerca li banditi ad inquirendum, con certa addition ut in parte : la copia sarà quà avanti posta. El sier Luca Trun qual fo quello che la messe, andò in renga e conlradisse, e fe’ una gran renga cargando li Consieri, che parie di loro è ignoranti e non sano le leze: hor fo longo. Li rispose per il Collegio sier Zuan Antonio Venier avogador di Cornuti dandoli di la exccllentia, el disse le raxon perchè slava ben la fusse revochada. Andò la parte ..... non sincere, 32 di no, .... di sì, et fo presa. Et noia. Alcuni di Collegio, auctore sier Piero Boldù savio a terra ferma (metano) di scriver a Roma zerca la citazion ne ha fato il nostro Serenissimo per ¡1 Legato a requisilion di frali di Santa Justina di Padoa per le cosse di Corizuola davanti de lui, et che da mo’ semo conienti darli il -Pregadi, e vengano con li soi avochati, non semo per inanellar di iuslilia, con altre parole, nolada per .... Tamen questi frali di san Zorzi Mazor hanno tanto favor che andò a monte, e non si potè meler licet cazazeseno fuora li papalisti; ma fo licentià il Con-sejo el era bore 22, el non più. Nola. Eri el hozi il Collegio di V di la paxe si reduseno, et deleno corda a quel Zuan Jacomo Tri-vixan el altri. In questo zorno fu fato il parentà a cha’ di sier Alvise Pixani procuralor dal Bancho, per le noze di la quinta el ultima fida mandala in sier Zuan Capello qu. sier Lorenzo, con dota ducali 8000. E nota. A maridà 5 fie: la prima in sier Vicenzo di Prioli qu. sier Lorenzo, sier Zuan Corner di sier Zorzi cavaller e procuralor, sier Antonio di Prioli dal Bancho qu. sier Marco, sier Jacomo Grimani di sier Vicenzo fo dii Serenissimo, et questa in sier Zuan Capello qu. sier Lorenzo ; sichè in dote di fio e spexe di le noze, ha spexo da ducali 40 milia e più ; poi ha fato far suo liol Cardinal, che etiam in quello a spexo assai. . Noto. Ozi in Rialto fo publicà, da parte di Pro-vedilori sora la Sanità, che muti si redugi a scuole di ballar, et questo per il morbo. Item, a Meslre é certo sospelo, imo uno solda- l to morite; mandono a far brusar il lutto.