421 MDXXIV, GIUGNO. 422 Et nota. E! dito vardian e frali su la nave Dol-fina, in (ulto con pelegrini numero 41 si parti di sora porlo a dì .... di l’instante. Fu posto, per li Consieri, Cai di XL, et fo opinion fata notar per il Serenissimo, che li oratori destinali a la Cesarea Maestà debbano esser parlidi de qui per (utla la presente settimana et andar a la sua legalione, sótto pena di esser immediate fato in loco loro, et loro esser privi di tutti oficii, bene-ficii e redimenti de la Signoria nostra per anni 4, et debano disborsar quanto hanno tochalo, e non li dagando pagino la pena come i furanti etc., ut in parte. Et ditti Oratori andono a la Signoria, videlicet sicr Andrea Navaier et sier Lorenzo di Prioli, dicendo è brieve termine. El Doxesi sdegnoe, dicendo è una vergogna a star tanto a mandarli. Hor fo conzà la parte, che per lutto il mexe dovesseno esser parlili de qui sotto pena di quanto è dito. Fu presa: 10 di no. Fu posto, per tutto il Collegio, clic havendo tolta una galla sicr Andrea Mozenigo qu. sier Lunardo al viazo di Burulo, et non havendo la età, possi melcr in suo luogo sier Lorenzo Mocenigo di sier Hironi-mo, ut in parte. Et ballolà do volte non fu preso. In questo zorno, il Collegio depulado vene in camera di Signori di noie et exarninono alcuni, zoè Vinzi scrivali ai V di la paxe et sier Filippo Barbaro V di la paxe; et quelli expediteno di Collegio. Da poi, sier Piero da cha’ da Pexaro procurator andò in renga et comenzò a referir, comenzando dii suo partir di questa terra e tutte le occorenze seguite zorno per zorno, et li successi de li exerciti, sicome di.tempo in tempo ha scritto, el vene fino al tuor di combiato dii Viceré; et per esser l’hora tarda fo rimesso a un altro zorno, qual sarà doman, a compir la sua relatione. 246* A dì 22. La niatina vene in Collegio l’orator cesareo et portò una lettera di la Cesarea Maestà data in Burgos a dì 25 Mazo, per la qual scrive latine come ringratiava la Signoria di le operalion fate in questa guerra in cazar francesi de Italia. El Collegio deputato fo in camera, et examino-no alcuni et etiam mandono per il CanzelierGrando; ma prima feno venir iterum Zuan Jacomo Trivixan davanti, el qual era in li andei, et per veder si ’1 voleva star constante in dir quello havia dillo dii Can-zelier grando eie., ut in depositione. El par li des-seno corda. El qual fu constante a dir quello havia ditto era vero, et poi di dolor andò in angosa et fo mandato per naranze. Bor poi feno venir ditto Cari- zelier grando, al qual, essendo Io a sua visitatiori, vene Zuan Agnolo capelanio di Cai a dirli che ’I dovesse venir in altra vesta clic in inanege ducal ; el lui si dolse molto, e Io lo confortai dicendo non dubitasse per questo non havendo fallalo, et mi partì. El qual poi andò al Coliegio redolo ut supra in vesta negra a manege a comedo, qual l’have da Zuan Sa-gudino era lì, et bechelo di pano negro e calze negre; et andato davanti, di novo fo examiualo. Quel disse non so intese; ma ben il dillo Collegio ordinò fusse fato certa seraia di tavolo di sora 1’ Avogarla dove P è al presente, dove è poca lusc e gran caldo, e lì volse el restasse, c lassono con lui uno suo ser-vidor solo, lodesco. E lui voleva uno altro e non il lodesco, e non lo volseno dar, c li messeno vardia niun li parlasse. Si dice lo feno spoiar per darli corda, e postoli il saclio indosso, era mastro Simon barbier a tender a lorturadi, trovò havia le braze debole, era crepado el havia mal franzoso, per il che li fo diio si pensasse per questi 3 zorni. El qual andò in angosa, eie. Et poi, el ditto sier Zuan Antonio Vcnier avoga- 247 dor di cornun, con licentia dii Collegio si parti in una barca a qualro remi et andò a Caxal a locar la man a sier Carlo Contarmi oratorslaloa Milan, e con licentia venuto li aspetando mandato di la Signoria nostra, el poi anderà a Camponogara a la villa di soa moier e starà quéste tre fesle fuora. Si-chè fin a dì 27 di questo non si redurà più el Collegio, et il povero Canzelier starà in quel luogo caldo et mal ad asio sora l’A vogaria-e niun li poi parlar. Da poi disnar fo Pregadi, el ordinà Consejo di X da poi, et redulo il Pregadi non fo lelo alcuna letera. Et sier Piero da cha’ da Pexaro procurator stato Proveditor zenerul in campo, andò in renga e compile la sua relation laudando Constanlin Cavaza secrelario et Zuan Negro cogitor et Antonio Ma-zaruol et altri etc. e compile. La qual relation sarà nolada di soto. El qual confortò si reducesse le zente d’arme al vero numero di lanze 800, quale hanno il pagamento da le camere al quarliron, et bora si ha lanze 1030; et il Principe lo laudoe mollo. Fu posto, per li Savii dii Conseio e terra ferma, dovendo venir Sabado a di 25 in questa terra lo illustrissimo signor ducha di Urbin governador nostro, che ’1 Serenissimo andar debbi conira col Bucintoro dove si potrà levarlo, et acompagnarlo fino la habilalione preparatoli a s. Zorzi Mazor ; et