261 MDXXIV, APRILE. 262 vcdilor. Francesi mollo si (loie di esso Duca, dicendo haverlo posto ili ma e lui è quello fa pezo conira di loro, di altri. El signor Tlieodoro, sempre che vien alcun Irombela de francesi si manda a sa-ludar el Proveditor, el cussi di nùssier Zuan Forte che fo lìol dii Triulzi. Nel nostro esercito sono molti amallali li quali volevano andar in diverse parte per guarir, dicendo non haver comodila qui sì di alozamenlo come de cui li servino, unite il Proveditor ha fatto far uno hospedal in cadauno alozamenlo, el qual è il primo redulo che si fa, el li acala femene che vien drio il campo che li governa. Adesso si ha fisico et ccroyeho in campo con la spiziarìa, el li ha nrovisto de letti el de ogni altra cosa necessaria, e di 100 che ne moriva ne guarite li 90, e quando si lìeva di aizzamenti li è preparate alcune carele tulle coperte con una lenda per li amallali, adeo che li eserciti di questo iubilano el stanno contenti. E questa fama è andata fino ne lo exercilo francese. Etiam è sia messo un bon ordine zerca a le basterne, eli’ è grandissimo terror, e in li dì passali esso Provedìlor volse far apicar uno per biaslemc. E di questo voler è il signor Ducha, e questi dicono: questo noslro Proveditor ne hanno fato deventar frati. 156 J)i Bergamo, di 24, hore 13. Come hanno lettere dii postiero di Milan, che li scrìve, herì a bore 23 era nova in Milan, che quel zorno a bore 18 il duca dì Milan era intralo in Bìagrassa per forza et hauta la roca a pati ; nova molto bona. Dii nostro campo, p*r lettere dii proveditor Pexaro, date a Caxelino a dì 24, liore 2 di note. Sì ha esser parlili dì Novara bon numero di cavalli per andar a incontrar e far spalle allì sgui-zari quali vengono de Ivrea, el che altri sguìzari che questi non vogliono venir senza zenle d’arme, ar-lellarie el danari. Item hanno etiam di campo, di Marco Antonio dì Faenza, pur de 21, hore 2, qual dice cussi : hozì si ha inteso per vero, qualmente son zonlì in campo inimico certa summa di cavalli quantunque non sì habbia il numero vero, ma è sta re-ferilo esser zerca 200 homìnì d’arme overo cavalli lizicri : et per questo se sono redopiate le nostre guardie, el 400 homìnì d’ arme de li nostri quali alozano drieto de nuì z<’rca do mìa, sono venuti ad alozar qui con nui. A Caxalìno non habiamo per ora altro, salvo che questa malina sul zorno se parlile uno zenthilomo che era dìi duca di Urbin de cha’ Ursina, el intesosi con zerca 100 fanti Ira spagnoli e altri sono andati nel rampo inimico, et nel passar li vene incontra assà g<*nle francese, qual dote al campo noslro gran suspeclo, el quantunque poco li stimano. Li nostri presonì che vìeneuo dii campo francese, dicono quelli haver grande penuria de vicluarie. Item, per altre lettere, pur di 24, di la rgamo, di hore 1 di note, dii carneiier dii Capi-tanio. Come, ha vendo mandato messi a Leco et altro per intender li andamenti de grisonì, ora veramente è zonto uno messo, qual Ita referìto ditti grisonì ancor esser suso el laco de Como el haver zi aquì-stalo do terre qual li furono tolte per quelli dìi Duca al lempo che ì veneno in bergamasca; ma non esser tanto grossi come erano quando veneno de qui. Et che ’1 capitanio Tegnen, qual è capitanio* dì dilli grisonì, haveva scrìtto per tuor soldo dal duca de Milan, ma che fin bora non haveva hauta risposta, tamen la aspectava. El di quanto li sarà risposto, subilo per nuncii quali stanno a quele bande a posta si haverà aviso. Vene l’ oralor dì Milan con lettere dii Duca, rìngratiando la Signoria di quello ha fatto le nostre zenle in aquìstar la roca ili Caravazo, pregando che unitamente con le zenle dii Ducha si vacii a l’impresa di Castel Lion eie. Vene il Legato dìi Papa, el apresenlò uno brìeve dii Papa qual prega la Signoria vogli dar il possesso dii vescoado di Vicenza a suo nepole il Cardinal Redolphi, qual ¡1 reverendissimo Volterra li renon-ciò el è passà per concistorio eie. A queslo il Doxe disse che è mal che lì nostri vescoadi vadino in co-menda e in man di altri che di nostri zentilhomeni, et altre parole; sichè sì parli senza rcsolulìon dillo Legalo. In questa malìna, in Rialto, fo chiamati, per deli-ber.itìon del Consejo di X Ire, videlicet sìer Piero Zustignan qu. sìer Nicolò da san Barnaba, sier .... Paradiso qu. sier Andrea .... Sanxon...... Da poi dìsnar, fo Consejo dì X con do Zonle et prima semplice. Fo fato capitanio di le barche dii Consejo di X in luogo di Domenego Vesenlìn è sia fato capitanio grando dìi dillo Consejo, et balloladi molti rimase Lorenzo M >sca solito andar ariniraìo dì galie grosse, et armiragìo fo di sier Aguslin da Mula fo provedador in armada. Et poi mirò la Zonta di Roma, qual licentiata restò con l’ordinaria, et nulla fu dillo di novo. Tamen poi intesi che preseno de tuor ducali 8000 di Monti per mandarli in Candia, al Zanle et altrove per armar galle, con ublìgalion lutto quello si scoderà da questo zorno in drio dì le decime poste, sia restituiti ditti danari a li Monti.