439 MDXXIV, FEBBRAIO. 440 Texin e andar a Vegevene, et il Viceré é di opinion si aseguri prima Milan, et voleva il Ducha andasse a Milan per segurtà de quella terra ; il qual havia ditto non voler mirar, e non haver danari nè modo di trovarne, a la fin concluse andana per proveder et poi tornar in campo. Di Spalato, di sier Zuan Battista da Moliti conte, di 5 Fevrer. Come turchi erano venuti sotto Clissa cavalli 500 et pedoni 1000, et si aspec-tava il sanzaco dii ducalo, il qual ha scritto una lettera a esso rector; et manda la copia translatada di do lettere scriptoli in questa materia, qual sono queste : Da Mehemet beg signor del dominio del ducado, al nostro amico et vicin Conte di Spalato, habbi da Dio sanità et da noi molto cara salutation. Da poi sapi come mi vene comandamento dal nostro illustre et molto potente felice signor Imperator eh’ io debbia assediar la forteza de Clissa, et eh’ io la debbia tuor cum la volontà de Dio. Adesso ti fo asaper, come ho mandato mio servidor cum lo exercito che la asedia per fina la venuta mia. Adesso viti sapele ben come el nostro illustre signor Imperador ha pase con el signor Doxe, et nui spera mo haver bona compagnia da vui et amicitia ne farete nel tal co-mandamento del felice Imperator; el qual a nui ha imposto che non fazamo alcun contrario ¡lecito, et io ho comandalo al mio predillo servitor, che non vi faza alcun ollrazo, et se lui se dolerà de vui fa-zendoli alcun contrario ¡licito, cussi Dio varanti la vila del felice Imperator, come lasarò l’impresa di quella forteza et mi atacarò a vui et darò noticia al felice Imperalor. Vi fazo asaper. Di Muslatlà vayvoda del signor Mical Begovich al mio fradello Conte de Spalalo sanità et alegreza habi da Dio, et ila nui cara salutation. Da poi vi fazo asaper come son venuto per comandamento del mio signor sol lo questa forteza infedele, la qual ho assedialo. Aviandomi, uno hungaro mi scampò in el vostro castello, el qual fo difeso per fi vostri del castel- lo, et che ho mandalo da vui dui schiavi de l’Imperato r per nome Aidin Chieehaia et Elez Chiechaia, se vi par presentarli tal homo el qual ne avi tolto. Ancor avemo preso cinque presoni, li quali mi hanno detto come hanno tolto victuaria a Salona nel vostro ca- 259 stello, el cussi io intesi come vui de’ ogni aiuto, qual và in Clissa. Adesso ti aviso, come avisarò el signor et io mi acamperò di là del fiume, et mi vardarò da vui per fina la venuta del mio felice signor. Così sapi et Idio ti aiegri in perpetuo. A dì 19■ La mattina, non fo alcuna lettera. Fo letto le lettere di Dalmatia, et scrito per Collegio a sier Alvise da Canal capilanio del Golfo vadì a Spalato per custodia di quella città, essendo turchi solto Clissa. Di Crema, vene lettere dii Foscari podestà et capitanio, di 16. Come.quelli di Lodi ussivano facendo molti danni a quelli lochi vicini. Item, di certe lettere di la Signoria nostra che andava in Spagna, qual per li cavali lizieri sono in Lodi è stà inlerceple, et il signor Teodoro Triulzi,o7/»i Gubet-nator nostro, qual se ritrova in Lodi, ge l’ha mandale dicendo è bon servitor di la Signoria nostra, et P ha riscalà il cavalaro con li soi danari, et mandò le lettere ducal ; ma ben havia retenuto de lì le parlicular. Noto. In le lettere di campo di eri sera, di 15, è uno aviso, come per una spia venuta di Biagrassa, che francesi hanno dito che aspetano il ducha di Orleans con 500 lanze, che vieti di Pranza. Item, esser in cttmin, overo zonti di quà da monti, scudi 150 niìlia por pagar le zenle. Vene sier Piero da cha’ da Pexaro procurator, va Proveditor zeneral iu campo in Collegio, dicendo volersi partir da malina, et desidera haver danari da portar con lui, àlmen ducali 10 milia; e cussi li fo promesso di dar. Starà do zorni a Padoa; va suo secretano Constanti!) Cavaza et scalco Carlo Frizier. Nolo. Eri il Collegio deputalo per li zenlilho-mini Baffo et Minio relentili per il Consejo di X, hessendo passà il tempo che fo chiamati li do’ so compagni come ho scripto di sopra, fono in camera da malina e da poi disnar, et li detono corda. I)a poi disnar, fo Consejo di X con la Zonla ordinaria, et tolseno ducali 10 milia di raxon de 20 milia dia haver de la camera de impreslidi dii Monte vechio li Proveditori sora il Monte nuovo. Item, feno certa commission secreta a sier Piero Bragadin va Baylo a Constanlinopoli, di aprc-senlar eie., el maxime a Embraim bassà voleno mandarli per le noze. Di campo, da Casirano, vene lettere, di sier Carlo Contarmi orator nostro, di 16, hore..... Come, secondo ¡1 consulto fato, il ducha di Milan, era partito dii so' campo con fanti......et andato in Milan a provveder a quelle cose; el qual prima se partisse, dimandò a lutti quelli signori ad improstedo danari per pagar le zenle è in Milan, e il Viceré li disse non haver danari ma li darìa li soi arzenti. Dìmaffdò etiam al nostro Orator, il qual rispose non haver alcun ordine di la Signo-