455 VIDXXIV, FEBBRAIO. 456 lem, si atende ¡1 trovar li panni d’ oro, di veludo alto basso, raso, scarlato etc. per mandarli a E111-hrain bassa, iusta la richiesta fata, costerà zerca ducali 2000. Di Crema, fo lettere dii Foscari podestà et capitanio, di 20. Come quelli di Lodi fanno danno sul cremasco e lui aver mandato a dimandarli sal-vocondulto per alcuni salumi, che voleva averli, et non ha potuto obtenirlo, imo quel Andrea da Bira-go minaza di far danno e tuttavia fa. In questa malina, da poi alcuni consegii e disputatimi fate quesli zorni nel caso di sier Zuan Francesco Contarmi di sier Carlo dillo Ducato da san-t’ Aguslin, qual fu preso di retenir, incolpado di certa bararia fata a uno zenoese e vadagnato li danari, et si apresenlò. Parlò sier Alvise Bon dotor avogador; li rispose sier Alvise Badoer avocalo; posto di proceder la prima volta 12 di sì, 16 di no, 8 non sincere, iterum 11 di sì, 16 di no, 9 non sincere. Niente fu preso, pende in favor dii reo. Fo in Collegio questa matina 1’ orator di Milan e monslrò lettere dii Duca date in Milan a dì 18. Come per tulio Sabado il Duca havia 6000 fanti pagali; sichè Milan sarà asegurato. 269* Adì 23. La matina,per tempo fo lettere di campo, di 20 hore 23. Come erano ritornali li Ire andati di là da Texin, et visto li alozamenti mal seguri, haveano terminato non passar Texin, ina atender a fortificar Milan di presidio. Scrive sier Carlo Coniarmi orator qual è in campo a Casirano. Di sier Zuan Moro proveditor generai in brexana, di Roado, fo lettere. Come havia levà Piero di Longena con la sua compagnia di boriimi tP arme et quello posto in li lirzi, et mandato in Crema il cavalier di la Volpe con la sua compagnia. Di sier Piero da ca’ da Pexaro procurator proveditor generai, date a Padoa eri sera. Come questa matina si partiva per andar verso Brexa. Di Brexa, di sier Antonio &'anudo podestà mio fradello, avi lettere, di 21, hore 4, qual scrive cussi. Li nostri voleno passar Texin che a mi 11011 piaze, tamen i hanno poi ditta deliberalion inteso che ’1 signor Renzo è andato in Vegevene con 1500 fanti; potria esser che questi i fesseno mutar pensier. Per quello inlendemo, francesi hanno vicluaria in Biagrassa per do mexi. Risona che i a-speclano soccorso, che però non lo credo. Sono li campi mollo aprosimati e dubito di qualche disordine', Dio ne aiuti. Francesi sono in loco segurissi-mo. Zuoba, a hore 8, a dì 18 iulrò cavalli 400 in Caravazo, preseno quelli fanti erano lì e par etiam habbino fato danno sul bergamasco. Vedo le cose andar di longo, el duca di Milan non haver un ducato, e legno quella parte haverà danari sarano vin-cidori. In Milano voleno meter fanti 6000; ma bisogna pagarli, et vien el tempo de tutti ; pensate come anderano le cose. Di Crema, dii Foscari rector nostro fo lettere, et mandano do lettere aute da Lodi, una dii signor Federigo di Gongaga. Scrive che de ccetero fa virilmente conira la Signoria nostra, per aver così auto comandamento di monsignor P Ar-miraio. L’ altra scrive el signor Theodoro Triulzi, che mai Pharia creduto che Pexercilo nostro dovesse passar Ada contra la Chrislianissima Maestà, et si agrevava non e-iser partito avanti di Lodi. Scrive mo’ il podestà di Crema. Che il suo trombela venuto con le ledere ha ditto, che in Lodi si fortifica la terra, et che ’1 signor Federigo ha dillo voria che le nostre zenle vi andasse per tuorlo, perchè li moslraria bon conto. Noto. In le ledere di campo scrive, li tre andono a veder lo alozamenlo di Gambata, che volea luor il marchexe di Pescara, concluseno non esser capaze, et il Governador ha ditto non paserano Texin, ma si bruseria il ponte de francesi sora Texin e si atenderà a segurar Milan. Pur il Viceré voria passar. Vene P orator cesareo in Collegio, et nota, eri 270 séra fo dati al ditto orator a conto di danari el dia aver altri ducati 6000. Di Mantoa, sì ave aviso, per lettere dii Marchexe, di 21, scrite qui al suo ambasador, qual mandò a comunicarle con la Signoria una lettera di Mayno dii Maino, che di Cremona li scrive, che il castellan di Cremona havia patuito con quelli è al governo di Cremona per nome dii duca di Milan, che se per tutto il zorno seguente non li veniva soccorso, che ’I renderia il castello, e loro francesi e altri con loro robe salvi si partiriano, el che haveano dati li ostasi. Et è da saper, ditto castello era reduto in gran extremità di assedio, viclelicet non aver dentro victuarie et maxime .... El poco da poi questa nova, vene lettere di Brexa, di 22, hore . . . Con questo aviso inslesso del elido castello, sichè fu crelo et è perfelissima nova. È dii proveditor Moro dato in Roade. È da saper. L’orator cesareo ave audienlia con con li Cai di X, el credo zerca mandar securi li danari li dà la Signoria nel suo campo. Da poi disnar, fo Collegio di Savii ad corna-lendurn.